Save the date: da oggi il certificato di proprietà diventa digitale

 

È stato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, a dare l’annuncio ufficiale “Dal 5 ottobre 2015 il Certificato di Proprietà dei veicoli a motore diventa digitale”.

Addio alla carta quindi, con tutti gli inconvenienti che ne derivavano. Basta denunce di smarrimento o furto, basta certificati sbiaditi o illeggibili, basta frodi legate alla falsificazione del documento.

Una grande vittoria per ACI che si è dimostrata anche in questo caso un Istituzione credibile ed innovativa, orientata alla semplificazione effettiva a vantaggio di tutti.

A far data da oggi, lunedì 5 ottobre 2015, chiunque acquisti un veicolo, nuovo o usato, riceverà una ricevuta dell’avvenuta registrazione che conterrà il codice di accesso personalizzato con il quale visualizzare on line il documento, accedendo comodamente sul sito www.aci.it.

I benefici sono importanti, sul versante economico e sul versante ambientale, non soltanto per gli automobilisti, ma anche per la collettività.

ACI, che gestisce il PRA da 88 anni, ha chiarito che per la sola eliminazione del duplicato, rinuncerà a circa 5 milioni di ricavi (che sono i costi sostenuti dagli automobilisti “distratti” ogni anno).

Non solo. Il risparmio sortisce un effetto evidentemente positivo anche in termini ambientali, con l’eliminazione di circa 30 milioni di fogli di carta (che messi in fila creerebbero un serpente lungo 9mila km) e di tonnellate di inchiostro.

Come chiarito da Il Sole 24 ORE “Ogni pratica digitale permetterà di risparmiare 39 euro (di cui 32 euro di bolli) rispetto al costo di circa 100 euro del certificato cartaceo tradizionale”.

“(…) si compie un fondamentale passo per un rapporto sempre più semplice ed efficace – ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – tra gli italiani e il PRA, custode della proprietà dei nostri veicoli. ACI rappresenta oltre 1 milione di automobilisti e non si è sottratta alla sfida sull’innovazione digitale, ma anzi ha accelerato e intensificato gli sforzi negli ultimi anni. Come risultato eliminiamo un documento, in risposta alle richieste del Governo, e diamo un contributo significativo all’innovazione del Paese”.

Bologna, 5 ottobre 2015

 

*Questo servizio è a cura di Carla Brighenti (carla.brighenti@studiobrighentirappini.com), Dottore Commercialista e Davide De Giorgi(davidedegiorgiwork@gmail.com ), Avvocato Tributarista.