Mazda CX-30: prova su strada

Le ibride plug-in oggi vanno di gran moda e quasi tutti i fleet manager se le vedono proporre come alternativa alle elettriche pure, che costano molto di più e devono fare i conti con una rete di colonnine di ricarica che ha ancora troppi buchi. Sulla carta il ragionamento dei buyer non fa una grinza, ma poi si devono fare i conti con il mondo reale: non tutti i collaboratori dispongono di un posto macchina privato e anche quelli che ce l’hanno per ricaricare la loro ibrida devono farsi installare una wallbox… Costi a parte, è troppo complicato e neanche chi ha la fortuna di abitare in una villetta unifamiliare è esente da problemi dato che la vettura in ricarica assorbe in media due kilowatt e siccome i contatori standard sono da tre basta accendere la lavatrice e qualcos’altro per far scattare l’interruttore e trovarsi al buio. La soluzione ideale? Destinato il troppo impopolare gasolio solo ai grandi viaggiatori, restano le ibride leggere, quelle che usano le batterie per aiutare il motore a benzina a consumare poco o, meglio ancora, pochissimo. Che ve ne pare, per esempio, di un due litri che utilizza la nuova tecnologia Skyactive X, da 186 cavalli, che nel ciclo extraurbano può fare anche 21 chilometri con un litro? L’offerta di casa Mazda con la nuova CX- 30 è allettante, a maggior ragione se si considera che a 130 all’ora in autostrada di chilometri se ne percorrono più di 14.

SCHEDA TECNICA

  • Motore elettrico: 1.998 cc
  • Potenza: 186 CV
  • Coppia max: 240 Nm
  • Velocità max: 204 km/h
  • Accelerazione da 0 a 100: in 8,3 secondi
  • Emissioni CO2: 127 g/km
  • Dimensioni: 4,40×1,80×1,54 m
  • Peso: 1.368 kg
  • Bagagliaio: 430 litri