Webfleet, la manutenzione predittiva passa dall’AI

Parte dalle flotte di camion e mezzi per il trasporto persone il nuovo servizio di manutenzione preventiva AI-based sviluppato da Questar

Webfleet (Bridgestone) innalza ulteriormente il livello della propria offerta implementando – inizialmente rivolgendosi a flotte di camion e mezzi per il trasporto persone – il nuovo servizio di manutenzione preventiva AI-based sviluppato da Questar, specializzata nel monitoraggio completo della salute dei veicoli. In uno scenario in cui il 42% delle flotte commerciali europee è coinvolto in almeno un incidente stradale all’anno, Webfleet ha integrato la tecnologia AI associandola a Webfleet Vehicle Diagnostics, la funzione di gestione del parco veicoli che protegge l’affidabilità della flotta. In tal modo si è provveduto a completare l’offerta, potenziando esponenzialmente il valore dei dati acquisiti dai veicoli in tempo reale. Queste informazioni, oltre a fornire una panoramica esatta della situazione attuale, possono adesso essere elaborate per ottenere tempistiche precise sugli interventi di manutenzione da effettuare su ciascun veicolo, stilando anche un elenco in base all’urgenza.

La possibilità di agire in maniera predittiva e non preventiva rivoluziona il paradigma della manutenzione, passando da una stima puramente statistica a un’analisi reale di ciascun veicolo e consentendo in tal modo di ottimizzare tempi di fermo e costi mantenendo un livello massimo di sicurezza del mezzo. In tal senso, Webfleet ha stimato che, parlando esclusivamente in termini di spese, il fermo imprevisto di un LCV costi circa 750 euro al giorno e che un camion in panne richieda, in media, circa 900 euro per l’intervento di assistenza stradale, oltre a una media di quattro ore di fermo del mezzo, con la possibilità di notevoli discrepanze tra un operatore e l’altro in base al Paese in cui si verifica il fermo. Queste cifre non contemplano, inoltre, ulteriori risvolti economici non facilmente quantificabili ma certamente impattanti, ossia i danni di immagine e il rischio di scontentare i clienti.