Volvo V90 al vertice delle station wagon

di Piero Evangelisti

Sono bastati cinque anni per assistere a quella che a Göteborg chiamano la rinascita di Volvo Cars inaugurata con la seconda generazione del grande Suv XC90 seguito, pochi mesi fa, dalle nuove S e V90: una sedan classica e una station wagon capaci di far rivivere la passione per questo tipo di vetture sempre più condizionate, nelle vendite, dalla carica travolgente dei grandi Sport Utility Vehicle. 

 

Si ricomincia da 90

Nessuno meglio di Volvo, che nel 1953 ha inventato, con la Duett, l’automobile familiare, può oggi continuare a tenere viva l’attenzione per le Sw che nel settore business hanno ancora un ruolo importante, scelte dai fleet manager perché gradite agli utenti finali, vetture comode, funzionali e razionali, e, nel caso della Volvo V90, sicure per definizione. L’ammiraglia delle Sw svedesi è lunga 4,94 metri, è larga 1,88 e alta 1,48, un dato, quest’ultimo, che influisce molto sulla fluidità del design rendendo più sportiva la linea della vettura. Imponente e leggera allo stesso tempo, è caratterizzata nel frontale dalla grande calandra attraversata dalla “sacra diagonale” (accompagna, insieme al simbolo del ferro, tutte le Volvo dal 1927, anno della nascita della Casa svedese) e dai gruppi ottici, anteriori e posteriori, a “T” orizzontale che ricordano il martello di Thor secondo il designer Ingenlath. 

 

 

Una piattaforma versatile 

La flessibilità del pianale, che consente di dosare con misura i volumi della carrozzeria, si apprezza non soltanto nelle proporzioni esterne ma anche nella spaziosità dell’abitacolo che, nel caso della V90 della nostra prova, è molto ampio e luminoso nonostante la cintura alta delle fiancate. Al volante ci si accomoda su una generosa poltrona dalla salda ritenuta, una seduta che permette di percorrere centinaia di chilometri e scendere dall’auto come se ci si fosse appena saliti. Il design degli interni, realizzati con materiali di altissima qualità accostati con grande precisione, non hanno più nulla di quel minimalismo scandinavo che per molti anni ha penalizzato le Volvo. Largo, dunque, al lusso, ma non al superfluo. 

 

Touchscreen al centro

Insieme alla sicurezza, che è garantita prima di tutto da una solidissima struttura di protezione, sulla nuova Volvo V90 trionfa l’ergonomia che ruota attorno al grande touchscreen (9,2 pollici) a sviluppo verticale, uno schermo collegato al sistema Inotainment Sensus attraverso il quale si comandano praticamente tutte le funzioni della vettura, dalla navigazione alla climatizzazione, dai programmi di guida alla connessione con la rete. L’immagine dell’abitacolo della V90 è decisamente hi-tech ed è in linea con le dotazioni tecnologiche delle nuove grandi svedesi che sono equipaggiate di dispositivi che le rendono pronte per la guida autonoma quando questa sarà possibile. Per adesso, sulla V90, con il Pilot Assist si può lasciare il volante per 30 secondi dopo aver inserito il cruise control intelligente e la funzione Lane Keeping: ad accelerare, frenare e seguire le curve della strada ci penserà l’auto. Per Volvo l’avvento del Pilot Assist, offerto di serie su tutte le 90, rappresenta una nuova tappa nel cammino che, a partire dalle origini, l’ha sempre messa un passo avanti rispetto alle concorrenti dal punto di vista della sicurezza. 

 

 

Pochi cilindri, tanta potenza 

Si può essere premium senza motori a sei e più cilindri. Questo ha dimostrato Volvo negli ultimi anni dopo aver deciso di costruire soltanto motori a quattro cilindri raffinando le tecnologie di sovralimentazione per dosarne la potenza, sia per i propulsori a benzina sia per quelli diesel. È una scelta che consente di abbinare elevate prestazioni a consumi contenuti. La V90 che abbiamo scelto per il nostro test – turbodiesel D4 da 190 CV – ce l’ha confermato in ogni fase della prova costantemente accompagnati da una grande silenziosità e dall’assenza di vibrazioni. Decisivo, per il comfort di marcia, è il cambio automatico Geartronic a doppia frizione a otto rapporti manovrabile anche attraverso i paddle al volante. Per completare una grande station wagon premium si può infine optare per la trazione integrale Awd ampiamente collaudata su molti modelli di Volvo. La gamma delle V90 comprende motorizzazioni che vanno dai 150 CV della D3 ai 320 CV della T6 a benzina.  

 

 

Guarda il video: VOLVO V90 – TEST DRIVE