Volvo V60 D4: la premium delle station wagon

di Piero Evangelisti

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È la regina delle station wagon Volvo del XXI secolo. Funzionalità e sportività si fondono con grande equilibrio,  e i nuovi motori 4 cilindri Drive-E offrono prestazioni emozionanti, inattese su una familiare scandinava. Il cambio automatico a 8 rapporti è il punto di riferimento fra le trasmissioni di questo tipo.Le automobili Volvo sono oggi considerate premium dalla totalità di clienti e concorrenti, un giudizio che arriva con grande ritardo rispetto agli elevati standard che le vetture con il marchio del ferro e la sacra diagonale sulla calandra hanno raggiunto da tempo, ma che, a causa soprattutto del basso profilo che gli svedesi hanno continuato a tenere anche dopo aver perso l’indipendenza nel 1999, sono stati finora sottovalutati. Oltre 10 anni nella galassia Ford e poi i cinesi di Geely non hanno cambiato l’indole degli scandinavi che hanno fissato sempre nuovi benchmark nel campo della sicurezza – dalla gabbia di protezione all’airbag che protegge il pedone – e dell’inquinamento – con la sonda Lambda per le marmitte catalitiche insieme a Bosch – senza mai impegnarsi troppo nella comunicazione di questi primati. Lo stesso vale per i propulsori che, a partire dalla metà degli Anni Ottanta, non sono più stati sacrificati sull’altare dei consumi e della sicurezza a tutti i costi. Accade così che oggi la nuova generazione di motori Drive-E (benzina e diesel con tecnologia i-Art) che equipaggia ormai gran parte della gamma Volvo rischi di non ricevere le valutazioni che merita perché, ancora una volta, gli svedesi di Göteborg hanno scelto la strada della discrezione.

Una vera rivoluzione
A fare notizia è, prima di tutto, la decisione di non adottare più in futuro motori a cinque e sei cilindri, quelli che hanno accompagnato Volvo per decenni, puntando esclusivamente su propulsori a quattro cilindri come il turbodiesel della V60 D4 (il D sta per Diesel mentre la cifra indica la posizione del modello nella gamma). “La potenza che si ottiene da un motore non ha nulla a che vedere con le sue dimensioni; dipende piuttosto dalla quantità di aria che si riesce a far passare attraverso di esso; è inoltre possibile aumentare l’efficienza di un motore riducendone le dimensioni. Quindi, se si riesce a far passare più aria attraverso un motore più piccolo, è possibile ottenere la stessa potenza aumentando però i livelli di efficienza,” spiega Derek Crabb, responsabile Powertrain Engineering di Volvo Cars, che aggiunge: “Quando mi occupavo dei motori per la Formula Uno stavamo sviluppando unità turbo da 1.5 litri in grado di erogare oltre 900 CV. E di fatto questi nuovi propulsori Drive-E sono già stati collaudati sul circuito da gara. Il motore che abbiamo utilizzato per la Volvo che ha partecipato al Campionato Mondiale Turismo nel 2011 era un prototipo del Drive-E e nell’ultima gara siamo addirittura riusciti a stabilire un nuovo record su pista”. Sono parole che lasciano intendere come in Volvo molto sia cambiato e che chiudono questa lunga, ma necessaria, premessa che ci porta al test della nuova Volvo V60 D4 (quella della nostra prova era in allestimento Summum, il più ricco), il modello equipaggiato del due litri, biturbo, 181 cv di potenza massima, che meglio interpreta la storica rivoluzione scandinava.

imageComfort e potenza
Saliti a bordo si è subito circondati da quel fascino discreto delle svedesi di Göteborg emanato da un design inconfondibile, hi-tech ma con misura, senza fronzoli e svolazzi, concreto, lineare e, soprattutto, ergonomico. Tutto è sotto controllo e la percezione di sicurezza è totale. Lo sguardo va alla leva del cambio attraverso la quale si controlla una seconda importante novità che Volvo introduce in abbinamento ai nuovi motori, diesel e benzina: la nuova trasmissione automatica a otto rapporti di origine Aisin che permette di sfruttare fino in fondo le risorse di potenza assicurando un’accelerazione progressiva e fluida che, quando ci si vuole divertire, può diventare davvero cattiva. La sonorità del motore – che ci ricorda di essere un diesel soltanto al momento della messa in moto – è piacevole e sale appena nei toni quando spingiamo a fondo sul pedale del gas.

imageIl telaio della V60 è disponibile in quattro diverse tarature, la più equilibrata, della quale è dotata la D4 della nostra prova, è la versione Dynamic: confortevole nella marcia di crociera, impeccabile quando si affrontano curve impegnative che la potenza del motore spinge ad affrontare con decisione perché dopo pochi chilometri trascorsi al volante della vettura si intuisce che Volvo, secondo la parte migliore della sua tradizione, non è scesa a compromessi in fatto di sicurezza. Ma la nuova tecnologia i-Art non è solo potenza, perché il propulsore D4 è anche molto efficiente consumando, mediamente, appena 4,3 l/100km.

 

Premium scandinavo
Anche in Paesi come l’Italia Volvo viene considerata a pieno titolo una Marca premium, un riconoscimento ottenuto con un certo ritardo rispetto ai valori che da decenni le sue auto esprimono. Colpa, principalmente, di quel minimalismo degli interni assai apprezzato in patria ma in alcuni casi considerato un po’ troppo essenziale fuori dal profondo nord dove le svedesi nascono (ad essere precisi la V60 viene costruita nella fabbrica belga di Gent dove la mano d’opera fiamminga garantisce la massima qualità). Materiali e dotazione di serie della V60 D4 in versione Summum sono di livello pari al nome dell’allestimento, e la percezione di lusso ed esclusività è immediata. Il design degli interni riflette il riuscito mix fra sportività, eleganza e funzionalità espresso dalla linea della carrozzeria, da station wagon sportiva caratterizzata dalle superfici vetrate laterali che vanno restringendosi verso la coda, un tratto che è la firma di Thomas Ingelath che da due anni è responsabile del design di Volvo.
imageLa nuova V60 D4 Drive-E ha dunque le carte in regola per essere protagonista nel mercato di flotte aziendali e noleggi. Al ricco allestimento Summum (43.600 euro) si può aggiungere il Pack Business Connect che include il navigatore, un dispositivo che è invece incluso nella versione Business, un po’ meno lussuosa della Summum, che costa 40.750 euro.