Volvo V40, un gradito ritorno

di Piero Evangelisti

imageDopo dieci anni di luci ed ombre trascorsi nell’orbita Ford, Volvo, grazie alla grande libertà che i cinesi della Geely hanno finora lasciato al team di Göteborg guidato da Stefan Jacoby, sembra aver trovato la strada giusta per entrare nella elitaria fascia premium e, prima con le S/V60, e ora con la V40, per avere le carte in regola per rimanerci a lungoNasce a Gent, nelle Fiandre, porta il marchio svedese per eccellenza ma il suo passaporto è cinese. E’ con questo esotico mix che la nuova Volvo V40 va all’attacco – questa volta con più convinzione e con migliori argomenti rispetto al passato – della fascia delle medie di classe premium, quelle che portano i marchi Audi, Bmw e Mercedes-Benz.

La consapevolezza di poter compiere il grande passo parte, innanzitutto, dal poter disporre di una vettura di taglia giusta, perfettamente centrata nel segmento C, quello delle medie, attualmente non in grande forma, ma previsto in forte espansione nei prossimi anni; e comunque pronto ad accogliere, anche nel caso delle flotte aziendali, chi scende dal segmento superiore.

Qualità e sicurezza
Viene poi la qualità costruttiva, caratteristica anche delle Volvo del passato, ma affinata nei dettagli e garantita dalla mano d’opera fiamminga di uno stabilimento ritenuto tra i migliori sotto questo profilo. Il design, poi, nonostante resti quello tipicamente scandinavo degli ultimi vent’anni, ha eliminato, negli interni, gli eccessi di minimalismo dei modelli precedenti, un processo verso una maggiore esclusività, già iniziato con le recenti S60 e V60, che appartiene alla classe premium. Viene, infine, la sicurezza, nella quale gli svedesi sono maestri e pionieri, frutto della costante ricerca mirata a creare automobili sempre più protettive per gli occupanti, sempre più ricche di dispositivi di ausilio del guidatore nella prevenzione degli incidenti e meno pericolose per gli altri. E’ in quest’ultima area che la V40 si presenta con una prima assoluta, il Pedestrian Airbag, il cuscino d’aria per la protezione dei pedoni che va oltre il sistema di pedestrian detection inaugurato sulla serie “60”, riducendo la gravità delle lesioni quando questo non sia stato sufficiente a evitare l’investimento. Una rete di sensori, qualora venga rilevato l’urto contro un corpo (il sistema è “intelligente”, perché è in grado di riconoscere un corpo umano, e non fa scattare la protezione se, per esempio, il frontale della vettura entra in contatto con un cartone rimasto sulla carreggiata) trasmette il comando di sollevamento (di una decina di centimetri) del cofano anteriore e fa fuoriuscire un airbag che arriva a coprire trenta centimetri del parabrezza. Tutto questo in un tempo sufficiente a far sì imageche la testa della persona investita impatti con l’airbag anziché con il parabrezza, un urto spesso letale. E’ quasi superfluo dire che grazie al Pedestrian Airbag la V40 ha ottenuto il punteggio massimo, nella categoria protezione pedoni, durante l’ultima sessione di crash test del consorzio EuroNCAP dalla quale è uscita con le “5 stelle”. La dotazione di sicurezza attiva e passiva della V40 è come sempre molto completa, ma sugli altri dispositivi torneremo più avanti.

Linea e motori da berlina sportiva
“La nuova Volvo V40 offre al cliente l’esperienza di una vettura di grandi dimensioni in un’auto compatta, oltre che una gamma completa di allestimenti di lusso, confortevoli e altamente tecnologici” spiega Chris Benjamin, responsabile del design esterno presentando la V40. “La combinazione di una linea del tetto che ricorda quella di un coupé e di dinamiche superfici scolpite conferisce all’auto un aspetto moderno e atletico. Tuttavia la nuova V40 – continua Benjamin – si presenta anche come una degna discendente delle Volvo classiche, da cui riprende alcuni sottili tratti stilistici come ad esempio l’iconico gancio della P1800 nella parte superiore della porta posteriore e la grafica semi-esagonale del lunotto posteriore che trae ispirazione dalla P1800 ES.” Va detto che la tendenza a realizzare berline dalle forme sportive è sempre più diffusa nel segmento medio, e la stessa nuova VW Golf ne è la riprova. Ma nel caso della svedese i designer sono riusciti a trovare un equilibrio fra la dinamicità e la classica solidità del brand che, nello stemma, porta il simbolo del ferro. Comoda cinque porte, cinque posti, la V40 è lunga 4,37 m, larga 1,86 m e alta 1,45 m e grazie al passo di 2,65 m, offre una buona abitabilità anche per chi siede dietro e conserva per i bagagli un vano abbastanza capiente: 335 litri, che possono salire fino a 1.032 abbattendo anche lo schienale del sedile del passeggero anteriore. Plancia e console sono decisamente hi-tech e disegnate ergonomicamente e innovativa è la possibilità di scegliere il colore di sfondo del quadro strumenti secondo il proprio stile di guida. Di serie, per tutte le versioni, c’è lo chassis con assetto Dynamic, una scelta legata ai propulsori disponibili per la V40: due motori a benzina (versioni dell’1.6, 4 cilindri, con 150 cv per la T3 e 180 cv per la T4) e tre turbodiesel molto ben equilibrati fra prestazioni e consumi. Fra questi, la palma del più ecologico, con appena 94 g/km di CO2, tocca all’1.6 l, 4 cilindri, che equipaggia la versione D2 (sotto al cofano delle D3 e D4 c’è invece un 5 cilindri, due litri, nelle versioni da 150 e 177 cv). Una V40, dunque, ideale per abbattere le emissioni complessive di una flotta aziendale e che, nella versione base, ha un prezzo di 24.950 euro che, salendo attraverso i livelli di equipaggiamento (Kinetic, Momentum e Summum) sale fino a 30.350 euro (al top dei diesel troviamo la D4 a 34mila euro, mentre le versioni a benzina vanno da 24.450 a 32.350 euro). Per la D2 la trasmissione è esclusivamente manuale a 6 marce, un cambio che, come abbiamo verificato durante la nostra prova, consente di sfruttare al meglio l’elasticità del propulsore imageche, grazie alla particolare taratura del turbocompressore, eroga coppie elevate anche ai bassi regimi di rotazione. Il livello di servoassistenza dello sterzo può essere selezionato fra tre modalità che rispondono alle diverse necessità del momento, dalla manovra di parcheggio (Low, massima assistenza) alla guida vivace e sportiva (High, ad assistenza ridotta).

Aiuti alla guida
Nel servosterzo elettronico sono integrate anche le funzioni Park Assist e Lane Keeping Aid, il dispositivo che corregge automaticamente l’attraversamento involontario della mezzeria. Fra le tante tecnologie dedicate al comfort e alla sicurezza di cui la nuova Volvo può essere equipaggiata (di serie oppure optional secondo le versioni), come il City safety o il Collision Warning, spicca, oltre al Pedestrian airbag, un’altra première: il Cross Traffic Alert, sistema che monitorizza il traffico in cui ci immettiamo uscendo da un parcheggio a marcia indietro, manovra che normalmente dobbiamo effettuare “al buio”. Con il dispositivo messo a punto da Volvo un segnalatore ci avvisa, acusticamente e visivamente, se c’è un veicolo in avvicinamento a una distanza inferiore ai 30 metri.
Il passaggio dalla D2, autentico benchmark in fatto di emissioni, alla D3, costa 2.300 euro, ma il motore è un 5 cilindri “tutto Volvo” (il 4 cilindri della D2 è di origine Psa Ford) che eroga 150 cv di potenza massima (114 g/km di anidride carbonica emessa nel ciclo combinato) e può essere abbinato anche alla trasmissione automatica Geartronic a sei rapporti (il Powershift è disponibile soltanto per la T4). Così equipaggiata, la V40 prende un piglio molto più dinamico, con accelerazioni e riprese autenticamente sportive che, tuttavia, non penalizzano in misura sensibile i consumi. Comune a tutte le versioni della nuova media svedese è il comfort di marcia garantito dall’equilibrata taratura delle sospensioni, da una climatizzazione razionale ed efficiente, da comandi funzionali ed ergonomici e da sedili che, nel solco della tradizione del brand, permettono di compiere lunghi viaggi senza stancarsi e seduti sempre nella posizione più corretta.

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