Volvo C40, una sfida per il futuro della mobilità

di Piero Evangelisti

Per il nuovo Suv coupé svedese solo motore elettrico – Accelerazione entusiasmante, coppia di 660 Nm – Autonomia di oltre 440 km- I punti di ricarica Volvo

Volvo è una Casa automobilistica che nella sua storia (quasi secolare, essendo stata fondata nel 1927) ha sempre realmente messo al centro il cliente, in tutti i sensi, proteggendolo con dispositivi di sicurezza come cinture di sicurezza a tre punti di attacco e ABS, aiutandolo a inquinare meno con sonda lambda e marmitte catalitiche e ora con un programma di elettrificazione particolarmente coraggioso. Essere controllata dalla cinese Geely (il più grande costruttore automobilistico privato della Cina) da oltre vent’anni non ha dunque fiaccato la solida filosofia scandinava ma l’ha anzi rafforzata permettendole di fissare ambiziosi obiettivi per i prossimi anni che la porteranno ad eliminare dalla produzione i motori termici, e quindi anche gli ibridi plug-in, già nel 2030: una bella sfida per un brand che per decenni è stato leader nelle motorizzazioni Diesel.

Vedi anche Volvo C40: prova su strada

SOLTANTO ELETTRICA

Ultima nata in Casa Volvo è la C40 Recharge, secondo modello, dopo la XC40 (con la quale condivide la piattaforma CMA su cui è realizzata) a montare un powertrain full-electric, ma prima in assoluto ad essere proposta esclusivamente con questa alimentazione, praticamente una prova generale in vista del 2030. A differenza di quanto è successo con la XC40, nata per ospitare, prima di tutto, motori convenzionali, con la C40 i designer, partendo da un foglio bianco, hanno creato un’auto assolutamente originale, la prima di un nuovo corso stilistico. Al centro del frontale, privo ovviamente di griglia, spicca sempre la sacra diagonale ed è immediata la percezione di solidità, ma per il resto il nuovo suv coupè di Göteborg non ha molto in comune con le altre Volvo: anche questo fa parte della missione di apripista.

NUOVO LOOK

Mai, prima di C40, si era vista una Volvo dalla carrozzeria così profondamente scolpita nelle fiancate che esaltano la visione laterale completata dal design dei cerchi che si ispirano alla concept car Volvo 360c del 2018 e che contribuisce all’aerodinamica e al contempo crea un look energico che ben si adatta al sistema di propulsione; lo spoiler posteriore, poi, caratterizza e favorisce la deportanza dell’auto, mentre la linea del tetto ne aumenta l’efficienza aerodinamica, creando un legame sia funzionale sia visivo con la gamma di modelli. “Per un modello che vuole essere il simbolo per eccellenza dell’auto elettrica, il ‘volto’ è davvero importante – spiega Robin Page, responsabile del design di Volvo Cars – parte del nostro linguaggio stilistico riguarda l’onestà, e la realtà è che un’auto elettrica non ha bisogno di una presa d’aria di grandi dimensioni. Questo modello deriva dalla XC40, che aveva una griglia anteriore, quindi non si poteva semplicemente ignorare questo elemento e disegnare un frontale molto basso e completamente scolpito. E comunque non avremmo voluto farlo su quest’auto, perché la C40 ha un volto di carattere. Abbiamo quindi optato per una valida soluzione, con linee grafiche decise e pulite. Insieme al tetto a contrasto, che verrà utilizzato dalla Casa per differenziare le vetture elettriche della serie 40, la sezione frontale è uno degli elementi che meglio esprimono la nostra transizione verso la completa elettrificazione”.

INTERNI ALTAMENTE ECOLOGICI

La C40 può essere inserita nella variegata fascia di sport utility sportivi di taglia media, vetture sempre più richieste dal pubblico che potrebbero portare alla definitiva scomparsa delle tradizionali berline, ripetendo ciò che è accaduto alle station wagon con i Suv classici. Lunga 4,43 metri, larga 1,87 e alta 1,58 m, caratterizzata da una corretta posizione di guida rialzata, la nuova C40 ha un abitacolo spazioso dove il family feeling con le altre Volvo è ancora molto forte, nonostante molti siano i dettagli esclusivi realizzati grazie alla digitalizzazione, area dove la svedese si presenta con ambizioni da punto di riferimento. Un’importante novità per gli interni, che troveremo sicuramente su tutte le prossime svedesi, è l’essere completamente “animal free”: niente più pelle, dunque, ma soltanto materiali di origine vegetale, riciclati o riciclabili, una scelta che non meraviglia in casa del costruttore scandinavo. Costruita sulla piattaforma CMA, frutto della collaborazione fra Volvo Cars e Geely, la C40 Recharge viene prodotta insieme alla versione Recharge della XC40 nella storica fabbrica di Gent, quello che è da sempre leader in fatto di qualità nel sistema produttivo di Volvo Cars. Anche su C40 troviamo il grande display a sviluppo verticale e l’infotainment si giova dell’importante collaborazione con Google. Preziosa è la pianificazione dele soste per la ricarica e la scelta del percorso migliore per giungere alla meta senza ansie da ricarica.

TANTA POTENZA

Volvo C40 pesa oltre due tonnellate (2.185 kg, 500 dei quali rappresentati dal pacco batterie), una massa importante che non si avverte nelle poderose accelerazioni consentite dai due propulsori elettrici – uno per asse – che erogano una potenza complessiva di 408 CV con una coppia di 660 Nm tutta disponibile non appena si preme l’acceleratore. Il peso delle batterie, insieme alla loro ubicazione, diventa un fattore di stabilità nella guida sportiva, alla quale dedicarsi, però, tenendo sempre d’occhio l’indicatore della autonomia residua. Secondo l’omologazione nel ciclo Wltp C40 Recharge è accreditata di un’autonomia di 442 km fornita da una batteria da 78 kWh. Sempre attenti alla sicurezza gli ingegneri di Göteborg hanno limitato a 180 km/h la velocità massima. Per sfruttare al meglio la frenata rigeneratrice si può utilizzare la funzione “one-pedal” che rallenta la marcia non appena si solleva il piede dal gas e può arrivare fino all’arresto della vettura. Per quanto riguarda la sicurezza passiva e preventiva sulla Volvo C40 siamo ai massimi livelli e l’auto è equipaggiata per la guida autonoma di livello 2. Con l’attesa rapida espansione delle auto elettriche pure, oltre che delle PHEV, la moltiplicazione dei punti di ricarica è indispensabile per una rete molto limitata come quella italiana. Volvo fa la sua parte con un programma che prevede stazioni di rifornimento presso le sue concessionarie (aperte di recente quella presso la sua sede e l’anno scorso la Superfast di Milano) dove potranno accedere anche possessori di auto di altri brand. La batteria ad alta capacità della Volvo C40 Recharge può essere ricaricata a una colonnina fast a corrente continua da 150 kW dal 20 all’80% in 30 minuti e in circa sette ore collegandola a un erogatore a corrente alternata da 7 kW.