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Volkswagen Tiguan: il manifesto dei Suv autentici

di Piero Evangelisti

In meno di dieci anni gli Sport Utility Vehicle hanno cambiato il volto del mercato automobilistico europeo e l’ondata di nuovi modelli non si esaurisce perché la crescita dei Suv sembra inarrestabile, aiutata anche dalla ripresa dei mercati. I numeri di Volkswagen Tiguan sono emblematici del fenomeno: oltre 2,8 milioni di pezzi venduti a livello mondiale dal 2007 ad oggi, 90mila in Italia dove il Suv tedesco si colloca, per esemplari venduti, alle spalle di Golf e Polo, non male per un tipo di vettura che fino a qualche anno fa era considerata di nicchia. Per stare al passo con le new entry, e competere con i leader del settore, Tiguan si rinnova completamente senza stravolgere la forte immagine di Suv solido, elegantemente sobrio, ricco di tecnologia funzionale, allineato nel design al nuovo linguaggio stilistico di Volkswagen

 

Piattaforma versatile, più libertà di design

Come la maggior parte delle più recenti VW, anche la seconda generazione di Tiguan è costruita sulla ormai famosa piattaforma Mqb, versatile e capace di ospitare vetture molto diverse per dimensioni e tipologia, una virtù che permette inoltre ai designer di muoversi in grande libertà nel tracciare le proporzioni di un modello. Per nuova Tiguan l’obiettivo primario del team guidato dal chief designer Klaus Bischoff era quello di realizzare un autentico Sport Utility che esprimesse l’anima vera di questo tipo di vetture, senza cedimenti verso la moda dei crossover. Spigoli netti e ampie superfici piatte sono i caratteri distintivi di Tiguan II che rispetto alla precedente cresce di sei centimetri in lunghezza (4,49 metri), è leggermente più bassa (1,64 m) ma più larga (1,84): il risultato è di forte impatto, a sottolineare l’autorevolezza di un modello che per molti altri costruttori rappresenta un punto di riferimento. Scelto come vettura aziendale trasmette un’indubbia immagine di solidità e concretezza che si riflette su quella dell’azienda. 

 

Al posto di guida

Nel design interno sono state seguite le linee guida che hanno ispirato l’esterno e la forma segue la funzione. Le dimensioni – sottolineano in Volkswagen – non sono un valore assoluto, ma fanno la differenza quando si parla di comfort che su Tiguan comincia dal posto di guida, rialzato, dal quale è possibile tenere tutto sotto controllo, all’esterno (anche di notte grazie ai proiettori full LED ad alta efficienza) e all’interno, grazie alla plancia orientata verso il guidatore. Una novità assoluta, che non si trova su concorrenti della taglia di Tiguan, è la strumentazione digitale Active Info Display con schermo da 12,3” (optional), lo stesso montato su VW Passat ma integrato con informazioni specifiche per la guida in fuoristrada. A proposito di off-road va sottolineato che Tiguan, nelle versioni equipaggiate di trazione integrale 4Motion, si muove con disinvoltura anche nel fuoristrada mediamente impegnativo. 

 

Pronti a partire

Cresce nelle aziende e nei clienti business la domanda di dotazioni di sicurezza e di connettività, preziosi assistenti del driver che non lo abbandonano mai. Per questi clienti Volkswagen ha realizzato la versione Business di Tiguan sviluppata sulla base dell’allestimento Style che comprende, fra l’altro, il Front Assist con riconoscimento dei pedoni e frenata di emergenza, il Lane Assist, la Fatigue Detection del guidatore, App Connect e Cruise Control. Oltre a queste dotazioni sulla Business troviamo di serie l’Adaptive Cruise Control, il Navigatore Discover Media con touchscreen da 8” e tutte le più importanti funzioni, e le barre longitudinali sul tetto. La gamma dei motori da abbinare al livello Business è molto ampia, si va dal benzina 1.4 TSI da 115 CV (leggermente sottodimensionato) fino al portentoso 2.0 TDI biturbo da 240 CV che porta Tiguan oltre la soglia dei 40mila euro. La virtù, come si sa, sta nel mezzo, e nel nostro caso si trova nella versione 2.0 TDI da 150 CV, un turbodiesel scattante, pronto alla risposta e silenzioso per sue doti intrinseche e per l’ottima insonorizzazione dell’abitacolo. 

 

La scelta

Per un uso aziendale c’è anche l’1.6 TDI da 115 CV, trazione 2WD e cambio manuale a sei marce, che nella versione Business costa 29.850 euro, oppure, per chi non si accontenta di 150 CV, la versione più spinta del due litri TDI, quella da 190 CV proposta però soltanto nell’allestimento top Executive con cambio DSG e trazione 4Motion che fa salire il prezzo di Tiguan a 39mila euro. Il modello del nostro test, che ci sentiamo di raccomandare, in allestimento Business parte da un prezzo di 33.650 euro che sale a 35.650 se optiamo per la trasmissione automatica a doppia frizione Dsg a 7 rapporti e, se a questa decidiamo poi di aggiungere la trazione 4Motion per ottenere il Suv perfetto, il prezzo salirà fino a 38mila euro.

 

Guarda anche il video: Volkswagen Tiguan 2016 – Test Drive