Volkswagen Golf cambia rimanendo se stessa

di Piero Evangelisti

Sette generazioni che l’hanno cambiata senza farle perdere la sua identità di punto di riferimento e di oggetto del desiderio per altrettante generazioni di automobilisti: stiamo parlando della Volkswagen Golf, che, crescendo nelle dimensioni (oggi una VW Polo è più lunga della prima Golf), è riuscita anche a far evolvere il segmento al quale appartiene, ampliando le sue possibilità di diventare una Business Car particolarmente ambita.

 


Sentirsi a casa

La settima serie della VW Golf è stata sottoposta a un restyling e ad un aggiornamento tecnologico molto intensi, con interventi che non impediscono a chi si siede dietro al volante, e che ha guidato tutte le serie di Golf dalla nascita del modello di sentirsi subito a casa nonostante, ovviamente, seduta e quadro strumenti che si trovano di fronte siano ben diversi da quelli provati e visti, strada facendo, in passato. Il bello è che non si prova nostalgia per quello che non c’è più ma che il ricordo fa apprezzare con maggiore piacere tutto quello che c’è di nuovo. Andiamo allora alla scoperta della Golf della nostra prova cominciando con l’elenco delle novità.

 

Nuovo design

Il team guidato dal responsabile del Design della Marca Volkswagen, Klaus Bischoff, ha ridisegnato i paraurti e ha sviluppato nuovi fari e nuovi gruppi ottici posteriori. Da sempre il successo della Golf si basa, oltre che sul suo concept tecnico e sulle sue doti di versatilità, su un design che le dona uno stile inconfondibile, tale da rappresentare una classe a sé. Nel frontale risalta l’insieme composto da calandra e gruppi ottici, che affina ulteriormente il modello originale sotto il profilo stilistico. Il listello inferiore della calandra si sviluppa su entrambi i lati come elemento cromato e confluisce come luce diurna a Led nei gruppi ottici full Led; sulla nuova Golf questi inediti proiettori, in base all’allestimento, sostituiscono i fari allo xeno.

 

Nuova anche dentro

Il restyling della Golf presenta le novità più importanti all’interno dove domina la digitalizzazione che ne fa una delle vetture più evolute della sua categoria. Fulcro di questa nuova concezione sono l’Active Info Display e il nuovo sistema di infotainment con comandi gestuali collegato ad un touchscreen più grande. Parallelamente è stata ampliata la gamma dei servizi online e delle Connect App. L’arrivo dei comandi gestuali a bordo di un’auto inaugura una nuova epoca e una grande risorsa in termini di sicurezza perché riduce le occasioni di distrazione.

 

Al volante

La nuova Golf che ci viene messa a disposizione per la nostra prova sfiora l’eccellenza, perché si tratta di una versione Highline equipaggiata del 2.0 TDI da 150 CV di potenza massima e il motore è abbinato al cambio Dsg a sette rapporti, una trasmissione automatica a doppia frizione che è fra le migliori di questo tipo. Difficile chiedere di più, ma si tratta di un’auto perfetta per un’azienda che mette al centro dei suoi obiettivi il rapporto qualità/prezzo/consumi abbinati alla sicurezza e al comfort dei suoi driver, senza dimenticare l’immagine aziendale alla quale una Golf dà una bella spinta. Partendo dalla sede di Verona di Volkswagen Group Italia siamo liberi di scegliere il percorso di prova e ci dirigiamo subito verso l’Autostrada del Brennero. In questo tratto è in primo piano la silenziosità che regna all’interno dove non arrivano nemmeno i fruscii normalmente prodotti dagli specchietti. Lasciata l’autostrada puntiamo verso i monti Lessini, una serie di impegnativi tornanti che ci porta fino a Sant’Anna d’Alfaedo da dove cominciamo la discesa verso Negrar, la Valpolicella, che attraversiamo, accompagnati dai pregiati vigneti, per tornare alla base. Scendiamo dall’auto, dopo quasi tre ore alla guida, completamente rilassati e appagati dall’esperienza, quella di avere ritrovato tutti i valori della Golf riproposti in una formula aggiornata.

 

La Golf giusta

Una Volkswagen Golf è sempre l’auto giusta per un’azienda, apprezzata dai driver destinatari e dai fleet manager per l’ottimo valore residuo che questa vettura garantisce. Ci sono le versioni Business ottimamente equipaggiate di motori a benzina (1.0 TSI da 110 CV e 1.4 TSI da 125 CV) e turbodiesel 1.6 TDI da 115 CV, ma si può fare meglio optando, per esempio, per la due litri Highline 150 CV con cambio automatico DSG della nostra prova che includeva nell’equipaggiamento di serie, fra le tante dotazioni, Climatronic, Adaptive Cruise Control, front assist con riconoscimento dei pedoni, App Connect, Light Pack e sistema di riconoscimento dell’affaticamento del driver. 

Guarda anche: VOLKSWAGEN GOLF – TEST DRIVE