Volkswagen Arteon, ammiraglia di gran classe

di Paolo Artemi

Volkswagen Arteon è una vettura comoda, accogliente e ben piantata sulla strada. Una berlina di lusso che non è nata per prendere il posto della Phaeton ma che sembra progettata apposta per prestare servizio nelle flotte aziendali

 


Spazio in abbondanza

Per prima cosa, infatti, a bordo c’è spazio in abbondanza per cinque persone e tanti bagagli, dato che la capacità del vano posteriore è compresa tra i 563 e i 1.557 litri. A colpire è soprattutto un’escursione sul divano posteriore prima di avviare il motore e partire: anche un diversamente basso, in altre parole sui 190 cm, si trova perfettamente a proprio agio.

 

Le motorizzazioni disponibili 

A proposito del propulsore, quello montato sull’esemplare che sta per portarci a spasso è il turbodiesel due litri da 190 cavalli, via di mezzo tra il tranquillo che di cavalli ne ha solo 150 e l’esuberante da 240 CV. Per dovere di cronaca va segnalato che nella gamma c’è anche un benzina che ha come punto di forza una scuderia di 280 purosangue


Possibile la trazione integrale 

La nostra compagna di viaggio è a trazione anteriore, ma sarebbe possibile ordinarla anche con l’integrale. Assolutamente di serie un raffinato cambio a doppia frizione DSG a sette rapporti che si fa subito apprezzare per la velocità e la fluidità con cui passa da una marcia all’altra, a maggior ragione mentre ci si divincola nel traffico dell’ora di punta, ovvero in quello che tartassa la città di Milano per almeno 15 ore su 24. Ad aumentare il senso di relax pensa il cruise control adattivo con regolazione automatica della distanza, che nei viali più scorrevoli rallenta autonomamente quando ci si avvicina a incroci o rotonde. Una volta usciti dalla Tangenziale e imboccata una Statale veloce con qualche curvone si apprezza l’assetto della vettura che, così com’è, assicura a chi ama la guida sportiva la necessaria stabilità e la precisione nelle traiettorie

 

 

La dotazione a bordo 

È meglio dotare la vettura dell’headup display, che proietta sul parabrezza nel campo visivo di chi guida tutte le informazioni indispensabili per tenere il viaggio sotto controllo. Il navigatore e tutte le funzioni che ci permettono di restare connessi con il mondo sono visualizzati su uno schermo di dimensioni generosissime, 9,2 pollici, che sa cogliere anche i comandi impartiti con i gesti. E siccome ormai siamo in autostrada e, diciamolo chiaramente, veleggiare a 130 su una macchina come questa significa cadere preda della noia più assoluta, è arrivato il momento di sfruttare tutte le potenzialità di App-Connect per usare mentre si guida lo smartphone in tutta sicurezza, oppure ascoltare la musica prediletta in streaming. 


Eleganza e affidabilità 

Per chi ha ancora qualche dubbio e pensa che una “berlinona” da 4,86 metri sia troppo ingombrante, una risposta interessata arriva da Klaus Bischoff, capo dello stile della Casa che ha dato i natali al Maggiolino: “È la macchina più sexy che abbia mai disegnato”, ha detto, e in effetti la Arteon ha molte, se non tutte, curve al punto giusto. Soprattutto nel lato B, che fa poco berlina e molto coupé, una soluzione stilistica assai elegante che contrasta con un muso dall’aria molto classica. Ma, parliamoci chiaro, un’auto aziendale non deve concorrere a concorsi d’eleganza e neppure essere sottoposta a una giuria dell’X Factor dei designer, ma deve essere affidabile e soddisfacente sotto il profilo del rapporto tra qualità, prezzo e prestazioni. Un voto dopo una giornata passata assieme? Almeno otto e mezzo su dieci. Gli altri marchi tedeschi, che oggi monopolizzano i parcheggi aziendali, sono avvertiti.  


Guarda anche il video: VOLKSWAGEN ARTEON – TEST DRIVE