Viano: “Per Aniasa l’obiettivo è semplificare il quadro fiscale”

di Vincenzo Conte

In questa intervista il nuovo presidente di Aniasa, Alberto Viano, parla delle linee di azione che guideranno le attività dell’associazione nei prossimi anni, soffermandosi sulla necessità di una fiscalità più equilibrata per l’auto aziendale

Chi è Alberto Viano Classe 1973, genovese di nascita e milanese d’adozione, Alberto Viano ricopre la carica di Amministratore Delegato di LeasePlan Italia dal 1° gennaio 2019, dopo essere stato responsabile della Direzione Finance e ancor prima Risk Management and Compliance Director e Business Unit Large Fleet Operations Director. Ha alle spalle una pluriennale esperienza come consulente in Deloitte & Touche e a Marsh McLennan, dove si è specializzato nel Risk Management, prima di approdare in LeasePlan nel 2003. Nel precedente Consiglio Generale Aniasa Viano ha ricoperto la carica di Vice Presidente con delega sulle tematiche fiscali.  

Dottor Viano, anzitutto complimenti per la sua nomina. La sua carica, però, ha inizio in situazione congiunturale che vede un mercato automobilistico in grande crisi e al contempo un comparto del noleggio che ha vissuto un 2021 di incertezza alternando fasi di crescita e di cali di mercato. In questo contesto quali sono le linee d’azione su cui intende muoversi Aniasa?

“Le principali linee su cui intendiamo muoverci, considerando la complessità e la molteplicità delle aziende che compongono Aniasa, sono quelle volte a favorire una corretta percezione del ruolo dell’auto a noleggio come soluzione di mobilità con costi decrescenti, maggiore sicurezza e minor impatto ambientale. Per queste ragioni la nostra associazione continuerà ad adoperarsi per una semplificazione del quadro fiscale e per un riconoscimento del ruolo strategico del settore”.

In questi ultimi mesi sempre più importante si è rivelata la flessibilità, un valore che ha portato le società di noleggio sia a lungo che a breve termine ad adeguare le loro offerte alle necessità dei clienti. A suo avviso si tratta di una tendenza limitata a questi tempi di crisi o che ormai ha preso piede e caratterizzerà indiscutibilmente il futuro del noleggio?

“Tutte le società di noleggio, anche prima dell’emergenza, avevano già largamente percorso la strada della flessibilità per meglio gestire le esigenze di mobilità dell’utilizzatore. Anche il lungo termine si stava già muovendo in questa direzione, che ha consentito al settore di presentare un arsenale di soluzioni sostanzialmente pronte a soddisfare le richieste del mercato. Se è stato possibile accelerare questo processo in tempi di Covid è perché eravamo preparati, e questa tendenza era già uno dei punti che l’industria del noleggio aveva messo da tempo in agenda, accanto al car sharing aziendale. In definitiva questa tendenza è destinata a rimanere e quindi in futuro saremo sempre più flessibili”.

Lei è stato particolarmente attento alle tematiche fiscali negli ultimi anni. In questi giorni sembra che qualcosa si stia muovendo da questo punto di vista grazie all’ordine del giorno che prevede l’ipotesi di rivedere la detraibilità dell’Iva e la deducibilità dei costi per allinearle ai livelli europei. Quali sono i passi da fare per fare in modo che la situazione fiscale italiana sia simile a quella degli altri principali paesi europei?

“Bisogna sottolineare i benefici che questo settore porta. Uno per tutti: la quasi totalità delle vetture in noleggio a breve, lungo e in car sharing sono a basso impatto ambientale almeno di categoria Euro6, elettriche plug-in o BEV a zero emissioni. La necessità di una tassazione più equilibrata sull’auto aziendale è in linea con l’interesse dello Stato a favorire la transizione verso una mobilità più sostenibile. Questo peraltro genera delle ricadute economiche positive anche per il mercato del nuovo. Non dimentichiamo che noi veniamo da due anni di forte contrazione delle immatricolazioni: ebbene in questo modo sarà possibile favorire una ripresa della filiera collegata alla produzione del nuovo. Io sono convinto che dovrebbe essere di grande interesse per lo Stato e per il Governo proporre una tassazione semplice ed equa, più vicina agli standard europei, per favorire la transizione del vetusto parco auto circolante italiano che, se rimarrà prevalentemente legato alle logiche di acquisto retail, difficilmente potrà avere un tasso di sostituzione sufficientemente rapido per garantire i migliori standard di sicurezza ed ecocompatibilità”.

Fermo restando il contributo fondamentale della mobilità aziendale, sembra che il futuro del noleggio a lungo termine passi anche dalla capacità di creare interesse e coinvolgimento nell’utenza privata. Quali sono le sue previsioni a questo riguardo?

“Oggi le auto costituiscono investimenti molto rilevanti con un tasso di evoluzione significativo, ragion per cui è del tutto ovvio attendersi che un utilizzatore intensivo preferisca una soluzione come il noleggio, che consente di sostenere solo costi di utilizzo. Questo approccio è stato adottato in prima istanza dalle grandi aziende; negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’esplosione dell’interesse delle piccole e medie imprese e fino ad arrivare ai privati. Vista l’evoluzione in corso, il noleggio sarà sempre più considerato come uno dei servizi che il cliente può scegliere anche in concessionaria, potendo contare su un vantaggio importante e cioè avere a disposizione la migliore tecnologia essendo, al contempo, sollevati dalla preoccupazione del valore residuo del proprio usato”.

Aniasa rappresenta non solo il noleggio ma anche il settore di car sharing e telematica. Che futuro vede per questi due comparti all’interno del nuovo concetto di mobilità sempre più legato all’uso e non al possesso che sta prendendo piede?

“Io credo che il car sharing abbia in sé un potenziale enorme, che già stava iniziando a sviluppare e che poi è stato frenato dall’avvento del Covid. Il car sharing ha caratteristiche che lo rendono estremamente sostenibile e per questo siamo convinti che, passata l’ondata della pandemia, registrerà una robusta ripresa. Per quanto riguarda la telematica direi che questo è un mega trend grazie al quale otterremo risultati crescenti anche in termini di maggiore sicurezza delle auto. Si arriverà a sistemi integrati che consentiranno di accorpare diversi servizi sulla vettura, che potrebbe diventare in definitiva una sorta di hub di servizi non solo di mobilità, ma anche di soluzioni per il pagamento dei pedaggi, forse delle imposte e di distribuzione di altri prodotti”.