Viaggi di lavoro: l’auto resta il mezzo più usato

di Giorgio Costa

Alla cara vecchia automobile non si rinuncia. Gli italiani sono infatti ancora molto legati al fascino delle quattro ruote, soprattutto quando si tratta di mettersi in viaggio per motivi di lavoro, intendendo per viaggio uno spostamento che comporta almeno un pernottamento fuori casa. Secondo i più recenti dati resi noti dall’Istat sui viaggi degli italiani, l’auto si conferma il mezzo di trasporto più utilizzato per ragioni di lavoro: nel 2016 gli spostamenti in auto sono stati 2,3 milioni, in crescita rispetto agli 1,9 milioni di viaggi nel 2015. 


Auto regina degli spostamenti 

Dietro l’auto, al secondo posto tra i mezzi di trasporto più utilizzati dagli italiani per motivi di lavoro, troviamo l’aereo, che nel 2016 ha sfiorato i 2 milioni di viaggi. Al terzo posto il treno, che nel 2016 ha raggiunto il livello minimo di 1,3 milioni di viaggi, in calo rispetto agli 1,9 milioni del 2015. Da segnalare anche il dato relativo ai viaggi di lavoro effettuati in pullman che, sebbene in calo rispetto al 2015, sono comunque al quarto posto della graduatoria dei mezzi più utilizzati. 

 


I motivi dei viaggi 

La graduatoria delle motivazioni dei viaggi di lavoro vede al primo posto la partecipazione a congressi, conferenze, convegni e seminari, al secondo le riunioni di affari, al terzo la partecipazione a fiere, mostre ed esposizioni. Seguono le missioni di lavoro, i meeting aziendali, le attività di vendita e rappresentanza e poi ancora le attività culturali e religiose, le docenze, i corsi di lingua e di aggiornamento professionale, e altri ancora con quote residuali. Negli ultimi anni vi è stato un mutamento nelle ragioni che originano un viaggio di lavoro. Fatti 100 i viaggi di lavoro, infatti, pesano sempre meno, pur restando in testa, gli spostamenti per congressi e riunioni d’affari (insieme valgono il 31% dei movimenti ma erano il 43,6% nel 2014) mentre cresce il peso dei viaggi per seguire i corsi di lingua o di aggiornamento professionale (6,3%, più del doppio rispetto al 2015 ma in crescita anche rispetto al 5,6% del 2014). Aumentano anche le missioni di lavoro, i viaggi o meeting aziendali e i viaggi per motivi culturali e religiosi

 

Durata e prenotazione 

La durata media di un viaggio di lavoro nel 2016 è stata di 3,5 giorni. Se poi si considerano i viaggi di lavoro verso paesi esteri la durata media sale a 7 giorni, mentre per i viaggi in Italia è di 2,3 giorni. Dei circa 6,7 milioni di viaggi di lavoro effettuati nel 2016, circa 5 milioni hanno avuto come punto di appoggio una struttura ricettiva collettiva, mentre 1,7 milioni un alloggio privato. Le modalità di prenotazione vedono al primo posto la prenotazione diretta (che è stata utilizzata per circa 3 milioni di viaggi di lavoro) a cui segue la prenotazione tramite agenzia (1 milione e mezzo). I viaggi di lavoro per cui non è stata effettuata alcun tipo di prenotazione sono stati circa 2 milioni. Interessante anche notare che internet è stata utilizzata per circa 2 milioni e mezzo di prenotazioni effettuate per viaggi di lavoro: circa 800mila per ciò che riguarda l’alloggio, circa 400mila per il trasporto e 1 milione e 300 mila per alloggio e trasporto. I viaggi di lavoro, sempre secondo i dati di Istat, si effettuano maggiormente nei mesi di aprile, giugno, febbraio e maggio. 

 

 

Condizione professionale e destinazioni 

A viaggiare di più per motivi di lavoro sono dirigenti, quadri e impiegati, seguiti da imprenditori e liberi professionisti. Dove ci si reca quando si viaggia per lavoro? Nel 2016, 5,1 milioni di viaggi di lavoro hanno avuto come destinazione l’Italia, mentre 1,6 l’estero. Tra i paesi esteri a fare la parte del leone sono le nazioni dell’Unione Europea. In Italia la maggior parte dei viaggi di lavoro hanno come destinazione il Nord. Per essere ancora più precisi, la regione verso cui sono stati effettuati più viaggi di lavoro è la Lombardia (circa 1 milione di viaggi) a cui seguono Lazio, Veneto ed Emilia Romagna.  

 

Travel manager presente nel 55% delle aziende 

Per quel che riguarda la mobilità aziendale vista dal lato delle imprese, i dati più aggiornati sullo stato dell’arte sono quelli dell’indagine presentata a Milano nel marzo 2017 e realizzata da Econometrica e LeasePlan. Viaggi per motivi di lavoro, spostamenti casa lavoro e gestione della flotta aziendale restano le tre aree della mobilità aziendale, aree che vanno gestite con sempre maggiore attenzione e che devono fare necessariamente i conti con le novità in arrivo da car sharing, condivisioni dei viaggi e videoconferenze; tutti aspetti che vanno ora integrati all’interno delle politiche aziendali con l’obiettivo di tenere rigorosamente sotto controllo i costi e il reale utilizzo dei mezzi. Entrando nel dettaglio dell’indagine, si evidenzia come il travel manager (e cioè la figura che in azienda è deputata alla gestione dei viaggi di lavoro) risulti presente nel 55,7% delle imprese che hanno partecipato alla rilevazione. Il miglioramento della gestione dei viaggi passa per il 36,3% degli intervistati dall’utilizzo di software che permettano ai dipendenti di prenotare autonomamente viaggi e hotel. A seguire, dall’utilizzo di app messe a disposizione dai fornitori di mezzi di trasporto e servizi di mobilità, dalla definizione di una travel policy più articolata e dalla condivisione dei dati tra le varie piattaforme di gestione dei viaggi.