Vent’anni di sharing mobility: oggi disponibili 90 mila veicoli per 15 milioni di italiani

Ma oltre il 50% dei capoluoghi italiani non dispone ancora di un servizio di sharing e il Sud è penalizzato

La sharing mobility è partita nel 2001 con il primo car sharing a Milano. Nel 2021, dopo 20 anni e dopo aver attraversato lo scorso anno la sua prova più difficile (i lockdown, coprifuoco, chiusura locali, didattica e smart working), ha superato lo shock della pandemia e i numeri della mobilità condivisa sono tutti in crescita: scooter, bike e monopattini in sharing hanno superato i valori del 2019 pre-pandemia, ed il car sharing li sta raggiungendo in queste settimane.

AMPIA PLATEA E MOLTI MEZZI…

Secondo il Rapporto sulla Sharing Mobility dell’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility, oggi circa 15 milioni di Italiani possono utilizzare almeno un servizio di sharing con quasi 90 mila i veicoli in condivisione a disposizione (auto, scooter, bici e monopattini).

...MA POCO DIFFUSI SU TUTTO IL TERRITORIO

La sfida che la sharing mobility deve ancora affrontare è la diffusione dei servizi in tutta Italia, non solo nelle grandi città, ma anche in quelle medio piccole: oggi più del 50% dei capoluoghi italiani non dispone ancora di un servizio di sharing e il Sud è particolarmente penalizzatoil più penalizzato.