Veicoli commerciali leggeri, la crescita è continua

di Piero Evangelisti

Il mercato dei veicoli commerciali leggeri, quelli fino a 3,5 tonnellate, ha chiuso il primo trimestre del 2019 con una crescita del 2,4%, un incremento solo apparentemente modesto ma in marcata controtendenza rispetto alle flessioni delle autovetture (-6,5%) e, soprattutto, dei veicoli industriali oltre le 3,5 t (-10,2%).

La crescita dovrebbe proseguire anche nei prossimi mesi dopo che il Governo ha ripristinato, inserendolo nella legge di bilancio, il superammortamento del 130% per i beni strumentali riservato alle aziende, una misura che ha dato un significativo contributo al rinnovamento del parco circolante dei veicoli commerciali; processo indispensabile, prima di tutto, per abbattere le emissioni di anidride carbonica e dei gas realmente inquinanti come gli ossidi di azoto.

UN PARCO DA SVECCHIARE

I dati, illustrati in una recente nota di Unrae, l’associazione di Confindustria che riunisce tutte le Case d’auto estere operanti in Italia, parlano chiaro: a fine 2018 circolavano nel nostro Paese circa 3.850.000 commerciali leggeri e di questi oltre il 50% immatricolati ante Euro 4 e pertanto con un’età superiore ai 13 anni: molti per un’autovettura, troppi per un mezzo da lavoro che si muove prevalentemente in città e nelle grandi aree metropolitane. Incentivati dal superammortamento, imprenditori e aziende potranno avere a disposizione mezzi che in questi ultimi tredici anni sono stati profondamente rinnovati sotto il profilo delle emissioni e della sicurezza con tecnologie che, come si può leggere nelle pagine seguenti del nostro magazine, sono in pieno e rapido sviluppo.

I vantaggi economici che un veicolo commerciale di ultima generazione può offrire sono evidenti: ad emissioni più basse corrispondono consumi ridotti, le assistenze alla guida rendono il mezzo più sicuro riducendo i premi assicurativi, mentre la connettività di bordo ne accresce l’efficienza; il tutto a vantaggio del TCO. La crescita esponenziale dell’e-commerce, destinato ad espandersi ulteriormente, richiede prevalentemente veicoli commerciali sotto i 35 quintali (Vcl), mezzi agili e relativamente poco ingombranti utilizzati per coprire quello che viene definito “l’ultimo miglio”, cioè il trasporto delle merci dall’hub del trasportatore, dove vengono raccolte, ai destinatari finali. Caricati di un numero sempre maggiore di consegne da portare a termine nella giornata, driver e mezzi possono essere più efficienti se gestiti centralmente attraverso le tecnologie, sempre più raffinate, di connettività che permettono di monitorare gli spostamenti in tempo reale.

LA CONNETTIVITÀ ABBASSA I COSTI OPERATIVI

A ciò si aggiungono sistemi di navigazione evoluti, che incrociano i dati relativi al percorso impostato con quelli provenienti dal traffico e suggeriscono eventuali percorsi alternativi. I nuovi veicoli commerciali, insomma, consentono a un’azienda di essere competitiva in una logistica moderna sempre più selettiva nel campo del trasporto.

La competitività non è comunque in contrasto alla mobilità sostenibile, oggi sempre più incentrata sull’elettrificazione, a diversi livelli, dei veicoli, perché, a differenza di quanto accade nel settore delle autovetture, dove il passaggio all’elettrico di massa è ancora molto lontano, questo può avvenire in tempi relativamente più rapidi per i veicoli commerciali leggeri.

RICARICHE PIÙ FACILI OVUNQUE

Data quasi per scontata l’evoluzione di motori diesel in chiave mild-hybrid attraverso reti di bordo a 48 V che riducono consumi ed emissioni, l’uso al quale i veicoli commerciali leggeri sono adibiti dovrebbe favorire anche il passaggio all’ibrido plug-in (Phev) e, anche se i costi delle batterie sono tuttora molto elevati, soprattutto per un veicolo che deve produrre reddito, all’elettrico puro (Bev). Un veicolo commerciale, infatti, generalmente ha percorrenze giornaliere contenute e si muove nelle aree urbane dove le colonnine di ricarica sono già abbastanza presenti, peculiarità che elimina l’ansia da ricarica che blocca molti automobilisti nel passaggio all’elettrico.

I commerciali Phev, accreditati di autonomie che superano i 50 km a batterie completamente cariche, sembrano per ora la soluzione più adatta, ma anche gli elettrici puri, quando le percorrenze quotidiane sono maggiori, possono essere usati senza ansie e la fase di ricarica può svolgersi senza problemi, a costi contenuti, durante la notte nei locali dell’azienda dove, normalmente, è disponibile la corrente continua trifase che riduce drasticamente i tempi necessari per una ricarica completa delle batterie.

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