Valore residuo, l’Europa si divide

di Concetta Marti

Il valore residuo di un’auto è fra i parametri più importanti tra quelli utilizzati dai responsabili acquisti delle flotte aziendali in fase di valutazione di un nuovo veicolo. Nonostante l’esistenza di complessi algoritmi e statistiche storiche, il calcolo del valore residuo può subire interferenze esterne spesso difficili da prevedere con largo anticipo e che possono variare da Paese a Paese.

 

Andamento divergente tra i 5 big in Europa

Un recente studio di Autovista Intelligence fa luce sui trend futuri dei valori residui nei cinque maggiori mercati automobilistici europei – Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito – fornendo un prezioso strumento di analisi per gli attori del mercato. Il report Residual Value Outlook 2017 prevede andamenti divergenti nei diversi paesi considerati: Regno Unito, Germania e Spagna vedranno un sostanziale appiattimento del valore residuo dei propri veicoli come conseguenza del maggior numero di veicoli usati che presumibilmente arriverà sul mercato tra il 2017 e il 2019. Nel Regno Unito tale fenomeno potrebbe sommarsi all’incertezza economica conseguenza della Brexit determinando una contrazione del valore residuo di circa l’1% nel 2017.  

 

Italia controccorrente

Più positive invece le previsioni per Francia e Italia che vedranno rispettivamente una crescita del valore residuo dell’ 1 e 3%. Nel nostro Paese, controccorrente rispetto al resto dei Big 5, la percezione del pubblico circa le vetture diesel si mantiene positiva: l’Italia è l’unico grande mercato in Europa ad aver visto nel 2016 un aumento nelle vendite di automobili diesel (+19,7% rispetto al 2015), così che il valore residuo di tali veicoli ha ancora spazio di crescita

 

La tecnologia: nemica o amica del valore residuo?

In un mondo in cui connettività e assistenze alla guida sono in constante evoluzione, il valore residuo sarà sempre più influenzato da elementi quali la tecnologia a bordoResta da capire se verso l’alto o verso il basso. Quanto sarà disposto a pagare un acquirente per una tecnologia vecchia di 5 anni? Alcune tecnologie, quali sistemi di rilevamento dei punti ciechi o avvisi di cambio corsia, potrebbero sostenere il valore residuo del veicolo abbassando di conseguenza il TCO della vostra flotta. Ma altri sistemi, specie quelli che dipendono da fornitori esterni di servizi, evolvono molto più rapidamente con la conseguenza di diventare obsoleti e svalutarsi più velocemente del veicolo stesso. “Una considerazione ovvia – scrive su Linkedin, Maryann Keller, direttore del Maryann Keller & Associates – sempre noleggiare, e mai acquistare, una di queste automobili innovative e piene di funzionalità”.