Va sempre male, ma…..

di Gian Primo Quagliano

imageCome tutti sappiamo non sono certo tempi facili  né per l’economia né per il mercato dell’auto. Anche la politica di rinnovo e ampliamento del parco delle flotte aziendali negli ultimi mesi ne ha risentito. Nel 2011 l’andamento delle vendite alle aziende era stato sostanzialmente positivo, mentre quello delle vendite di autovetture ai privati era fortemente negativo. Il bilancio del primo semestre del 2012 chiude con un calo delle immatricolazioni a persone fisiche decisamente forte, ma pure le immatricolazioni ad imprese e società fanno registrare una contrazione anche se decisamente più contenuta. E, se consideriamo poi l’andamento delle flotte di autoveicoli per trasporto di cose, a cui in questo numero è dedicato un approfondimento, la situazione appare ancora più difficile. Ma proprio sulla soglia del baratro vi è stata la svolta che tutti aspettavano. Nel momento in cui scriviamo questa nota le decisioni prese in ambito europeo sembrano delineare lo scenario nuovo che avevamo ritenuto possibile nel nostro ultimo editoriale.

Si può recriminare sul fatto che si sia aspettato l’ultimo momento per assumere orientamenti che certo potevano essere adottati anche prima, ma quello che conta ora è verificare se l’impressione positiva che i mercati e gli osservatori hanno tratto dal vertice di Bruxelles di fine giugno verrà confermata nelle prossime settimane. Se così fosse, vi potrebbe essere quanto meno un forte recupero della fiducia di consumatori e imprese che potrebbe preludere al recupero dell’economia reale con tutto quello che ne consegue anche in termini di immatricolazioni di autovetture e veicoli industriali.
E’ del tutto evidente che oggi la svolta nel mercato dell’automobile è legata essenzialmente all’avvio della ripresa dell’economia. Questa convinzione, fortemente diffusa, non impedisce tuttavia che case automobilistiche e flotte adottino scelte e comportamenti volti ad agevolare il ritorno alla normalità. L’imperativo in questo momento sembra essere quello di proporre già al mercato le soluzioni per la ripresa. E non solo in termini di autoveicoli; il lancio di nuovi modelli non si è certo fermato negli ultimi anni, anche perché è stato sostenuto dall’esigenza di far fronte alla necessità del mercato mondiale che, a dispetto di quanto succede nell’area dell’euro, è in crescita. I nuovi orientamenti proposti, tenendo conto della lezione della crisi, riguardano e soprattutto l’ecologia e il tema, che per l’automobile è connesso, del risparmio, in particolare di quello di carburante. Molto chiari sono i messaggi che vengono dalle case automobilistiche e dai responsabili delle flotte di autocarri che abbiamo intervistato in questo numero. Dice Luca Napolitano,  direttore fleet & used cars di Fiat Group Automobiles: “Per quanto riguarda le novità di prodotto consolidiamo l’offerta della nostra gamma alimentata con carburanti alternativi, con soluzioni intelligenti soprattutto in un periodo in cui il prezzo di benzina e gasolio aumenta costantemente. Ha debuttato alla fine di maggio la Fiat Panda EasyPower con alimentazione a gpl; si evolve eco:Drive, l’applicativo che aiuta ad avere uno stile di guida più responsabile ed eco-compatibile, nella declinazione fleet, che aiuta i gestori di flotte e i conducenti di auto aziendali a ridurre consumi ed emissioni in modo semplice ed efficace”. Del tutto coerente, tenendo conto delle differenze delle gamme di prodotto, è la dichiarazione di Mariano Autuori, responsabile flotte di Toyota Motor Italia, che sottolinea l’importanza dell’ambiente e del risparmio: “Sicuramente l’ibrido è il punto di forza di Toyota, ed anche nel segmento premium di casa Toyota, la Lexus, possiamo vantare un’intera gamma di prodotti ibridi. Altra interessante novità è l’imminente lancio della NG Auris nel segmento delle flotte, nel quale non abbiamo mai avuto un ruolo dominante. Ora con NG Auris siamo certi della sinergia tra il prodotto del segmento giusto e, nella motorizzazione ibrida, la tecnologia vincente per l’abbattimento dei costi di esercizio dell’auto”.

Venendo alle flotte di autocarri Francesco Del Boca, presidente di Unatras, dopo aver sottolineato che la soluzione della crisi dipende dall’economia e che quindi oggi è nelle mani della politica italiana ed europea, afferma che, indipendentemente dalla crisi economica, vi sono due provvedimenti che potrebbero dare fiato al settore. Il primo sarebbe che le aziende italiane vendessero franco destino, cioè comprendendo il prezzo del trasporto in quello del prodotto e il secondo è potenziare la rete di infrastrutture italiana per accrescere la quota di traffico di merci che passa dal canale di Suez per approdare nei porti italiani e raggiungere poi il resto dell’Europa. E Maria Teresa Faresin, presidente degli autotrasportatori artigiani del Veneto, aggiunge che occorrerebbe tagliare la burocrazia e fare una politica di tariffe che rifletta l’effettiva situazione dei costi. Come si vede, l’attenzione è forte sull’economicità di gestione. E da questo punto di vista vi segnaliamo una nostra iniziativa di formazione dei fleet menager incentrata proprio su questi temi. I dettagli a pagina 27.

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