Usato: il mercato resiste e l’auto aziendale fa da traino

di Andrea Perugia

aam16-Usato il mercato resiste e l’auto aziendale fa da traino-1In un quadro congiunturale ancora difficile, con il mercato dell’auto che regala timidissimi segnali di ripresa, le vendite dell’usato sembrano tenere. Secondo i dati forniti dall’Aci, il 2013 si è chiuso con un +0,5% che fa ben sperare per l’anno in corso. Tuttavia, i numeri sono ancora bassi e ancora troppe le variabili di cui tener conto.
Un trend votato alla stabilità, quindi, che trova conferma anche dall’analisi svolta da Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), secondo la quale il mercato dell’usato regge nonostante la crisi, e lo fa anche e soprattutto grazie al noleggio e alle auto aziendali.
Nel 2013 infatti, sia il numero dei trasferimenti netti che quello delle minivolture (i trasferimenti di proprietà “provvisori”, fatti in concessionaria in attesa della rivendita) sono calati dello 0,9% rispetto al 2012. In compenso, l’età media delle vetture è scesa da 8,1 a 7,8 anni.
Stando ai dati Unrae, il 40% dei trasferimenti avviene da società a privato, mentre circa il 3% da società a società. Dati che testimoniano l’importanza crescente del remarketing ma anche l’importanza delle vendite da privato a privato.
Il mercato delle auto usate si conferma stabile sia nel dato consuntivo del 2013 sia nel primo semestre dell’anno in corso. Il settore del noleggio e delle auto aziendali continua a dare un buon impulso alla crescita anche nel segmento dei veicoli di seconda mano. Internet sta rivoluzionando il rapporto tra i consumatori e l’acquisto dell’auto.A completare il quadro, oltre il 17% delle transazioni di vetture di seconda mano riguarda veicoli di età inferiore o pari ai due anni. Per quanto riguarda gli acquirenti, infine, gli acquisti di usato coinvolgono nella maggior parte dei casi persone tra i 30 e i 45 anni.

[adrotate group=”3″]Un mercato stabile
Partendo da questi presupposti, come è andato, quindi, il settore delle vendite di auto di seconda mano nella prima metà del 2014? Anche in questo caso arrivano sostanziali conferme  al trend di stabilità, con i dati che parlano di un comparto in lieve calo, a esclusione dell’usato proveniente dal settore del noleggio a lungo termine. Nel periodo da gennaio a giugno il dato ACI sui passaggi di proprietà (usato reale) evidenzia una lieve flessione dell’1,03 % a quota 1.279.709 trasferimenti. A giugno invece il dato sui passaggi di proprietà totale al netto delle minivolture fa registrare una flessione dello 0.6 % a quota 288.659.
Dati confermati dall’Osservatorio CarNext, che, prendendo come riferimento i primi sei mesi del 2014, ha suddiviso per casa i passaggi di proprietà lordi di autovetture, valutando un decremento rispetto al 2013 dell’1,37% (comprese le minivolture).
Le difficoltà dell’usato sono più evidenti considerando che per ogni 100 vetture nuove ne sono state vendute 148 usate, contro le 173 di media del primo semestre del 2013.
Procedono invece bene le vendite dell’usato proveniente dal noleggio a lungo termine. Secondo i dati raccolti da Aniasa (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici) nel primo semestre sono state vendute a concessionari e privati circa 50.000 vetture (+1,3%) e 10.000 veicoli commerciali (+12,6%).
Come accade in molti settori, internet sta dando nuovi impulsi anche nell’acquisto delle auto di seconda mano. I potenziali clienti possono infatti informarsi e confrontare i prezzi in pochi click, mentre  alle concessionarie viene data l’opportunità di allargare il loro bacino di vendita.

Il ruolo di internet
Peculiarità che resta molto italiana però è quella legata ad una diffusa diffidenza nei confronti degli acquisti online con il timore di incappare in truffe sul web.
Secondo l’Unione nazionale consumatori, gli italiani sono i meno propensi in Europa ad acquistare un’auto usata online e il 60% delle volte preferiscono accordarsi tra privati.
aam16-Usato il mercato resiste e l’auto aziendale fa da traino-2Nonostante la diffidenza, Internet è comunque diventato lo strumento più utilizzato (indipendentemente dalla fase di definizione dell’acquisto) da chi acquista un’auto usata e, se sfruttato a dovere, si rivela un prezioso alleato anche per il venditore. A testimoniarlo è un’indagine condotta da AutoScout24, portale di annunci auto con una media di oltre 236.000.000 di pagine viste al mese e intitolata “Car Purchase Funnel”.
Secondo AutoScout24 il prezzo medio delle auto usate  è sceso dello 0,55% rispetto a maggio 2013, attestandosi a 11.996 euro, per la prima volta un valore inferiore, anche se di poco, ai 12.000 euro.
Altri interessanti elementi emergono dall’analisi dei dati di giugno con le richieste di tutte le categorie che registrano un calo, da quello più consistente delle Monovolume e Citycar (-6%), passando per un calo del 5% per Sportive, Classe Media e Compatte, concludendo con un -3% per i SUV.
Interessante e curioso anche il dato sull’andamento del prezzo medio di un’auto usata sul territorio nazionale con alcune differenze di valutazione tra le regioni del Nord e quelle del Sud d’Italia.
Sempre secondo le rilevazioni di AutoScout24 infatti, l’indice che misura il costo medio di tutte le inserzioni presenti (AGPI) ha raggiunto il picco più alto a Padova con 20.302 euro, mentre il livello più basso è stato registrato a Giugliano in Campania, con 6.695 euro.
Ad avvalorare questa tesi anche una ricerca di AutoUncle.it, il motore di ricerca che raccoglie 870mila annunci di quattordici siti di auto usate.
Prendendo come riferimento ad esempio una delle auto più diffuse come la Fiat 500 con motore 1.2 a benzina, il cui prezzo di listino da nuova parte dai 12.600 euro (optional esclusi), si scopre che le differenze di prezzo dell’usato (a parità di età e chilometraggio), spostandosi di regione in regione, esistono anche se non sono molto consistenti. Per esempio, in Lombardia il prezzo medio della citycar torinese è di 9.500 euro, mentre in Campania scende a 8.500. La differenza nel mantenimento del valore di un usato fra Nord e Sud si allarga invece, e in misura più rilevante, salendo nei segmenti e, soprattutto, quando si tratta di vetture di fascia premium di taglia medio-grande.