Una luce in fondo al tunnel

Dopo la lunga quaresima iniziata con la fine degli ultimi incentivi alla rottamazione sembra che stiano maturando le condizioni per una inversione di tendenza della congiuntura economica e del mercato dell’auto. Nell’estate è comparso infatti qualche primo segnale di recupero dell’economia. L’indice della produzione industriale in maggio e in giugno ha fatto registrare due piccole, ma significative crescite. Poi, tra giugno e luglio, hanno ricominciato a crescere anche gli indicatori di fiducia dei consumatori e degli operatori economici, indicatori che “misurano” l’orientamento psicologico degli uni e degli altri, cioè la propensione ad acquistare beni di consumo e quella ad investire.

Qualche segnle positivo vi è stato anche per l’auto. Innanzitutto il tasso di caduta della domanda nel 2013 è andato riducendosi di mese in mese fino a toccare in luglio un livello così basso (-1,92%) da rendere plausibile l’ipotesi di un primo dato positivo già nelle immatricolazioni di agosto. Così non è stato e il segnale di inversione di tendenza non è arrivato neppure con i dati di settembre. Si ritiene però che il lieto evento si verificherà entro la fine dell’anno. Ciò anche perchè le intenzioni di acquisto di una vettura determinate dall’Istat hanno fatto registrare un sensibile incremento tra il secondo ed il terzo trimestre del 2013.

La crisi dell’economia e quella dell’auto si avviano dunque ad una svolta ma il ritorno ai livelli antecrisi appare comunque ancora lontano. In ogni caso per quello che riguarda l’auto non basta la ripresa dell’economia né un certo incremento delle intenzioni d’acquisto. Per una vera e significativa ripresa occorre anche che il Governo intervenga eliminando quanto prima le storture introdotte con le misure anticongiunturali degli ultimi anni. Queste storture hanno avuto essenzialmente due effetti: portare il prelievo specifico sull’auto in Italia a livelli che non trovano riscontro in nessun’altro paese e ridurre in maniera drastica per le imprese l’entità delle detrazioni e delle deduzioni fiscali. Per quest’ultimo aspetto che interessa in particolare i lettori di Auto Aziendali Magazine, basti pensare che, considerando detrazioni e deduzioni, per un’auto aziendale che costa 30.000 euro Iva compresa in Germania e in Spagna si deducono 30.000 euro, in Francia se ne deducono 23.216, nel Regno Unito 23.600 e in Italia 5.779. E’ del tutto evidente che con penalizzazioni di questo tipo le aziende italiane hanno grandi difficoltà a competere con i loro concorrenti degli altri grandi paesi europei.

Gian Primo Quagliano

direttore responsabile