Un autunno di incertezze globali

di Sirio Tardella

Dal punto di vista economico mondiale oggi siamo in presenza di ciò che gli economisti più accreditati definirebbero un quadro complesso che non permette di formulare previsioni di breve, medio o lungo periodo se con accompagnate da una cospicua presenza di condizionali. I maggiori istituti di analisi rivedono al ribasso le ipotesi di crescita formulate solo alcuni mesi fa. 

 

Previsioni difficili

Anche per l’Italia le stime d’incremento del Pil avanzate a inizio anno si sono pressoché dimezzate imponendo al Governo una corposa rivisitazione della Legge di Stabilità da varare in ottobre. Si fanno quindi più consistenti le preoccupazioni sull’andamento del mercato italiano dell’auto, nonostante gli ottimi risultati della prima parte dell’anno. Tempestiva e meritevole di attenzione appare, quindi, l’iniziativa del Presidente dell’Unrae, Massimo Nordio, intesa a coinvolgere tutte le componenti, pubbliche e private, interessate ad un corretto sviluppo della mobilità nella redazione di un progetto comune concordato.


Trasporto pubblico e privato uniti per lo sviluppo

La proposta di Unrae è stata illustrata alla presenza del Ministro dei Traporti Del Rio, il quale ha ribadito la priorità di una razionalizzazione e di un rafforzamento del trasporto pubblico locale, escludendo qualsiasi tipo di intervento statale incentivante a favore del mercato dell’auto. Tuttavia, a rendere stabile un corretto sviluppo della mobilità va ricordato al Ministro Del Rio che non esiste antitesi fra traporto pubblico e mobilità privata, anzi, i più stabili e sviluppati mercati dell’auto sono quelli dei Paesi dove il trasporto pubblico ha raggiunto ottimi livelli di servizio. Per raggiungere un ottimale equilibrio anche in Italia temo però che occorrano tempi lunghi, buona volontà politica e una buona dose di investimenti, idee e progetti realizzabili velocemente perché ampiamente condivisi.

 

Interventi non più rimandabili

Cosa chiedere, quindi, a chi governa il Paese? Prima di tutto di limitare gli effetti dannosi di almeno alcune di tali incertezze per permettere al mercato italiano dell’auto un ritmo di sviluppo senza il freno a mano tirato. Un ottimo segnale in questo senso da parte del Governo sarebbe l’inizio di un riordino delle norme che attengono alla commercializzazione e all’uso dell’auto in termini di semplificazione e di riduzione del peso fiscale, iniziando dall’abolizione del bollo, un’imposta che oltre ad essere iniqua resta di difficile e costosa gestione sia per chi la deve pagare che per chi la deve riscuotere.