UFleet: una piattaforma per fleet e business travel

di Matteo Angelini

I costi di mobilità davvero sotto controllo, realmente ottimizzati e frutto non del caso o della sola volontà del dipendente ma di una valutazione consapevole di tutte le possibilità messe a disposizione dal mercato. È questa la strada che indica l’applicazione corretta e puntuale dei principi indicati dal criterio del Total Cost of Mobility (Tcm) che si fa sempre più strada nelle aziende che hanno bisogno, non solo di una professionalità legata al fleet management, ma anche alla gestione delle auto congiuntamente a tutte le altre possibilità offerte sia all’interno dell’azienda con mezzi diversi non assegnati al dipendente (ad esempio car sharing o car pooling) sia all’esterno con altri mezzi come taxi, treni, aerei o auto a noleggio a breve termine. 

 

Valutazione consapevole dei costi 

Luca Lucchini, amministratore delegato di Ufleet

Ora da Ufleet, la società di mobilità del gruppo Uvet, arriva l’idea di una piattaforma che integra in un’unica soluzione di viaggio tutto il mondo dei trasporti, business travel, fleet e mobilità, riunendo così servizi oggi frammentati. “Abbiamo deciso di investire nell’integrazione business travel (bt) e fleet – spiega Luca Lucchini, amministratore delegato di Ufleet, 40 addetti e circa 6 milioni di ricavi nel 2017 – perché da sempre le società di noleggio e le agenzie di viaggio hanno presidiato servizi contigui, ma senza mai integrarli o cercare di unirli in un progetto di soluzioni di mobilità a 360 gradi.

L’effetto inevitabile è che i costi complessivi possono aumentare, perdendo per i viaggiatori i potenziali vantaggi dell’integrazione. La piattaforma, nel pieno rispetto di una policy integrata (travel+car) sceglie le opzioni più economiche e le presenta al viaggiatore, mettendo le aziende e gli utilizzatori in grado di sceglierle in maniera ottimale”. 

 

Il reporting unico aiuta nella scelta 

Di fatto la teoria del Tcm trova in questo modo adeguata e concreta attuazione e può diventare prassi operativa per le aziende. “Che – spiega ancora Lucchini – avranno l’enorme vantaggio di avere finalmente sotto controllo il costo non dell’auto aziendale, o dell’albergo o del taxi ma della trasferta del dipendente nella sua interezza”. Il tutto grazie ad un unico reporting che aggrega i costi di mobilità anche per singolo viaggiatore, tenendo conto dei costi sia del business travel sia delle auto aziendali. Inoltre con la possibilità di fare analisi previsionali sugli anni successivi, ad esempio sui costi legati ai chilometraggi, avendo così una reale consapevolezza dell’impatto nel tempo delle scelte dei driver o delle aziende stesse. “Con la conseguenza – aggiunge Lucchini – che anche il driver si vede proporre soluzioni di viaggio a cui non aveva pensato e che possono risultare complessivamente più virtuose”. 

 

Ricerca la soluzione più vantaggiosa

L’idea di fondo che guida l’iniziativa di Ufleet è quella di valutare in maniera adeguata tutte le variabili legate allo spostamento e al parco auto disponibile per verificare quale, alle condizioni date, sia effettivamente la soluzione più vantaggiosa. E questo vale sia per le medie aziende sia per quelle di maggiore dimensione in quanto, pur su scala diversa, diventa evidente il vantaggio di poter usufruire di politiche di mobilità legate al minor costo possibile a parità di spostamento. Con la possibilità di tenere sotto controllo puntuale i costi sostenuti sia per singolo dipendente sia per cluster di driver all’interno della stessa azienda.