UE: per calendario e tasse meno vendite di auto in aprile (-6,6%)

Dopo una crescita dell’8,4% nel primo trimestre dell’anno, il mercato auto dell’Unione Europea ha subito in aprile una contrazione del 6,6%. Questa doccia gelata sulla ripresa del mercato europeo, spiega il Centro Studi Promotor, è dovuta ad effetti di calendario legati prevalentemente alla Pasqua (che quest’anno è caduta in aprile mentre nello scorso anno era in marzo) e a nuove imposte sugli acquisti di auto. Ci sono tuttavia le condizioni perché la crescita delle immatricolazioni di autovetture nell’Unione Europea continui in maggio e nei prossimi mesi.

Il calo di aprile ha interessato sedici dei ventotto paesi dell’Unione e tra questi tutti i cinque maggiori mercati e cioè, in ordine di importanza per livello di immatricolazioni nel 2017, la Germania, il Regno Unito, l’Italia, la Francia e la Spagna. In Germania, dopo una crescita nel terzo trimestre del 6,7%, le immatricolazioni in aprile hanno accusato un calo dell’8% dovuto a ben tre giorni lavorati in meno. Se si considera che un giorno lavorato vale circa il 4,5% delle vendite di un mese, è facile calcolare che, al netto dell’effetto di calendario, il mercato tedesco sarebbe stato in crescita anche nel mese scorso. Nel Regno Unito le immatricolazioni in aprile sono calate di ben il 19,8% e la causa è l’istituzione proprio dal 1° aprile di una nuova imposta su tutte le auto ad eccezione di quelle che non emettono CO2. Il mercato del Regno Unito, dopo aver toccato un massimo assoluto nel 2016, nel primo trimestre del 2017 era ancora in crescita del 6,2%. E’ difficile al momento prevedere quale sarà l’impatto della nuova tassa nei prossimi mesi, ma, dato l’elevato livello già raggiunto dalle immatricolazioni, è lecito ritenere che non vi sia spazio per una prosecuzione della crescita delle vendite nel breve-medio termine.

Anche in Italia aprile ha fatto registrare un calo, che per l’esattezza è del 4,6%, e che si colloca dopo una crescita delle immatricolazioni nel primo trimestre dell’11,9%. Pure per l’Italia la responsabilità del dato negativo di aprile è del calendario: due giorni lavorati in meno, la Pasqua ed eccellenti opportunità di ponti. Il quadro spagnolo non è dissimile da quello italiano perché anche qui la Pasqua (che è molto sentita e festeggiata) e due giorni lavorati in meno hanno influito negativamente sulle vendite, anche se il bilancio di aprile resta comunque positivo sia pure lievemente (+1,1%), con la prospettiva che la ripresa in atto nel primo trimestre (+7,9%) continui nei prossimi mesi.

Nonostante il risultato di aprile, il consuntivo del primo quadrimestre per l’intera Unione chiude a quota 5.332.866 con un incremento del 4,7% e poiché, dopo la battuta d’arresto di aprile, la ripresa continuerà, il Centro Studi Promotor conferma la previsione secondo cui il mercato europeo nel 2017 supererà il massimo ante-crisi del 2007, che fu di 15.573.611.