Tutti i passi da fare per elettrificare la flotta

di Vincenzo Conte

Già oggi ci sono alcune aziende che puntano sulla mobilità elettrica, sia nel nostro Paese, seppure con numeri ancora molto ridotti, sia all’estero, dove i progetti sono di più ampia portata, coinvolgono diverse nazioni e riguardano un numero considerevole di veicoli. Proprio i più importanti progetti di elettrificazione della flotta sviluppati all’estero possono quindi fornire importanti spunti di riflessione per chi nel nostro Paese è intenzionato a percorrere la stessa strada. 

 

 

L’esperienza di Vattenfall

Tra le esperienze attive oggi in Europa si distingue quella portata avanti da Vattenfall, azienda energetica svedese, che ha annunciato che nei prossimi cinque anni “elettrificherà” la sua intera flotta, composta da circa 5.000 veicoli e presente in cinque mercati: Svezia, Germania, Olanda, Danimarca e Regno Unito. Si tratta di un progetto ambizioso ed interessante per l’intero settore, a maggior ragione se si considera che coinvolge non solo autovetture ma anche veicoli commerciali leggeri. Vista l’ampia portata, sia in termini numerici sia in termini di mercati coinvolti, le linee guida individuate da Vattenfall per mettere in pratica il progetto di elettrificazione della sua flotta possono aiutare a costruire una sorta di “roadmap” utile ad individuare i passi necessari per passare alla mobilità elettrica anche per le aziende interessate a questo processo nel nostro Paese. 

 

Conoscere l’uso dei veicoli 

“Il primo e più importante passo da compiere – sottolinea Pieter Dumas, project manager di Nuon, società olandese del gruppo Vattenfall – è quello di conoscere l’uso che i driver fanno dei veicoli, incluse percorrenze medie e luoghi in cui sono utilizzati, per capire come gestire il cambio verso i veicoli elettrici”. Grazie alla conoscenza delle peculiarità della flotta attualmente in uso si possono individuare le caratteristiche che i veicoli da inserire in flotta dovranno avere per poter garantire lo stesso livello di operatività rispetto ai veicoli con motore a combustione interna. In seguito è necessario conoscere quali sono le caratteristiche tecniche dei veicoli elettrici attualmente in commercio e di quelli che saranno messi sul mercato a breve/ medio termine, per capire come gestire l’agenda del cambiamento e approfittare delle peculiarità dell’offerta dei diversi costruttori coinvolti nel processo di cambiamento.

A proposito di questa fase, è utile specificare come è stata affrontata da Vattenfall. “Abbiamo organizzato un evento di due giorni – dichiara Dumas – in cui abbiamo incontrato i potenziali fornitori ad Amburgo, per conoscere e provare sul campo i loro prodotti, prima di procedere alla redazione del piano di acquisizione veicoli per i prossimi anni”. Nel corso di questi due giorni i costruttori automobilistici coinvolti non hanno solo presentato la loro gamma attuale, ma hanno anche esposto i loro programmi futuri per ciò che riguarda il lancio di veicoli elettrici. Ad essere presenti per Vattenfall erano circa 25 responsabili di diverse business unit (procurement, finanza, HR, eccetera) dei paesi coinvolti dal progetto. 

 

 

Necessità dei driver e disponibilità sul mercato 

La conoscenza dello stato dell’arte per ciò che riguarda la disponibilità attuale e futura di veicoli elettrici sul mercato e delle loro caratteristiche dà modo di attuare un utile confronto tra le necessità dei driver e le caratteristiche tecnologiche dei veicoli elettrici.

Non è solo, però, la disponibilità di veicoli a condizionare il calendario del cambiamento; un fattore altrettanto importante è la disponibilità di strutture di ricarica. Per questo è fondamentale costruire una mappa delle strutture di ricarica di cui si ha bisogno per garantire l’operatività della flotta anche dopo il passaggio alla mobilità elettrica, considerando dove sono attualmente disponibili i punti di ricarica, dove ce n’è più bisogno e in che misura i punti pubblici possono concorrere a soddisfare le esigenze di mobilità aziendale.

Altro importante passo da compiere a questo punto è quello di programmare l’aspetto finanziario del cambiamento in atto, considerando sia l’investimento necessario per i veicoli elettrici sia quello per le strutture di ricarica da implementare. Dal lavoro fatto fino a questo momento deriva un programma in cui possono essere specificati i tempi necessari per il passaggio alla mobilità elettrica. È fondamentale, nell’intero processo, tenere sempre in contatto e aggiornate le diverse divisioni aziendali che sono coinvolte nel cambiamento

 

Parola chiave: dinamicità 

“Molto importante per la riuscita dell’operazione – spiega Dumas – è la capacità di operare in modo efficiente su diversi mercati, nel caso in cui ce ne sia bisogno. Altro fattore da mettere in evidenza è che di solito i cambiamenti non sono ben accetti. Nel caso del passaggio alla mobilità elettrica, poi, si tratta di un cambio che da una situazione di relativa comodità (distributori diffusi sul territorio, tempo di ricarica breve, percorrenza ampia) porta ad un approccio alla mobilità totalmente differente, con una rete di rifornimento ancora in costruzione, tempi più lunghi per la ricarica ed un’autonomia più contenuta”.

Per gestire questo passaggio c’è bisogno di una forte dose di dinamicità e di conoscenze sempre aggiornate sui prodotti disponibili e sui progetti in corso di realizzazione. “Fino ad ora – conclude Dumas – l’elettrificazione della flotta si è rivelata un’opportunità ma anche una grande sfida. Ma la sfida più importante è quella di convincere gli attori coinvolti in questo processo della necessità di dare il via al cambiamento, mantenendo con loro un dialogo serrato per poter rispondere con prontezza a dubbi e perplessità, che inevitabilmente non mancheranno”. 

Auto elettriche e flotte, lo stato dell’arte in Italia (inchiesta Econometrica-LeasePlan)

Il 9,3% delle flotte italiane aziendali italiane ha già in uso almeno un’auto elettrica. Tra quelle che invece non hanno ancora in uso un’auto elettrica, quelle che sarebbero interessate a provare ad utilizzarla sono il 46% circa. Questi dati emergono da una recente rilevazione di Econometrica, condotta in collaborazione con LeasePlan e per la quale sono state realizzate 205 interviste telefoniche a fleet manager italiani.

Nell’ambito della rilevazione è stato chiesto ai fleet manager che non hanno auto elettriche in flotta quali sono le soluzioni più importanti per favorire l’ingresso nelle flotte di vetture elettriche. Ne è risultato che i fattori con più citazioni sono: l’aumento del numero di punti di ricarica sui tragitti maggiormente percorsi dai driver, una maggiore autonomia in termini di percorrenza chilometrica, la disponibilità di incentivi statali, un canone di noleggio particolarmente conveniente. E poi, con una percentuale minore di citazioni: un processo di ricarica più breve, la disponibilità di punti di ricarica nella sede aziendale, promozioni da parte delle case costruttrici.

E quali effetti si aspetterebbero i fleet manager dall’introduzione in flotta di auto elettriche? Anzitutto un effetto positivo sull’immagine aziendale, poi una diminuzione della spesa per la gestione della flotta, una semplificazione dell’uso delle vetture nei percorsi urbani ed una maggior soddisfazione dei driver utilizzatori.

La rilevazione si è concentrata anche sui fleet manager che hanno dichiarato di avere già in flotta auto elettriche. Il numero medio di vetture elettriche presenti nelle flotte di questi fleet manager è 4 e la loro percorrenza media annuale si attesta a poco meno di 10.000 km. Le auto elettriche sono usate per gli spostamenti che prevedono l’ingresso nei centri urbani, per il car pooling aziendale, in normale assegnazione a un driver, per la mobilità all’interno degli spazi aziendali, per gli spostamenti tra le diverse sedi aziendali e per il car sharing aziendale. Ultimo punto toccato: i giudizi sulla funzionalità di queste auto. Il 94,7% dei fleet manager che hanno già in flotta vetture elettriche si dichiara soddisfatto dell’uso di queste vetture.