Trasporto pubblico, incentivi per chi lascia a casa l’auto

di Giorgio Costa

Il mobility manager deve valutare tutte le opzioni in campo in fatto di mobilità, guardando non solo all’auto ma a tutti i mezzi che si possono utilizzare per gli spostamenti. Un obiettivo, quello di guardare al panel completo delle possibilità offerte dal mercato, che è sempre più importante alla luce sia delle tante possibilità oggi disponibili sul mercato sia delle necessità di contenimento dei costi di spostamento ma anche della sensibilità sempre più “green” delle imprese

 

Le possibilità in campo

Tra le tante possibilità da prendere in considerazione da parte delle imprese (ma che anche i dipendenti possono guardare con favore) vi è certamente il trasporto pubblico, il cui utilizzo è stato quest’anno incentivato dal cosiddetto Bonus trasporti pubblici 2018 stabilito dalla legge di Bilancio 2018 che prevede una detrazione fiscale del 19% (importo massimo di spesa pari a 250 euro all’anno per persona fisica) per chi acquista abbonamenti di autobus e treni del Tpl, trasporto pubblico locale, regionale ed interregionale. Non concorrono alla formazione del reddito del lavoratore dipendente le somme rimborsate dal datore di lavoro o quelle direttamente spese per l’acquisto di biglietti per bus e treni, allo stesso modo con cui avviene per i buoni pasto. 

 

 

I limiti economici 

Ad esempio, se in una famiglia di quattro persone si acquistano quattro abbonamenti, due per i figli e due per i genitori, la famiglia può detrarre dalle tasse il 19% di ciascun abbonamento. Una notizia, questa, molto importante visto che di recente una circolare dell’Agenzia delle Entrate ha espressamente chiarito che il costo del trasporto scolastico per portare i figli a scuola, andata e ritorno, privato o pubblico, non rientra tra le spese scolastiche detraibili come ora invece può avvenire “autonomamente”. 

 

La documentazione da consegnare 

Al fine di fruire della detrazione trasporti pubblici 2018, i cittadini dovranno conservare la ricevuta di pagamento e poi indicare la spesa sostenuta nella dichiarazione dei redditi successiva all’anno di effettuazione della spesa nell’apposita sezione e con l’apposito codice. 

 

 

L’estensione del beneficio a metro e treni 

Nel testo di legge di bilancio viene specificato che sarà possibile detrarre dall’imposta lorda “le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale per un importo non superiore a 250 euro”. La detrazione fiscale sarà dunque valida non solo per i bus del Tpl, ma anche per abbonamenti a metro e treni.