Tragitto casa-lavoro: niente licenziamento per l’uso dell’auto aziendale non assegnata – Gli esperti rispondono

di Carla Brighenti e Davide De Giorgi

QUESITO: Sono un dipendente di una ditta che distribuisce prodotti tecnologici e vorrei sapere se posso essere licenziato nel caso di utilizzo “non autorizzato” dell’auto aziendale (non assegnata) per il tragitto casa-lavoro. 

 

Con la sentenza n. 1377/2018, la Corte di Cassazione ha avuto modo di specificare che non si ravvedono gli estremi per il licenziamento del dipendente nel caso in cui quest’ultimo utilizzi l’auto aziendale, assegnatagli formalmente solo per ragioni di servizio, anche per compiere il tragitto casa – lavoro. I giudici, pur riconoscendo l’illegittimità del comportamento tenuto dal dipendente, evidenziano come la valutazione della “giusta causa” di licenziamento deve riguardare non soltanto la gravità dei fatti contestati al dipendente, l’intensità del profilo soggettivo (dolo e/o colpa) e le conseguenze oggettive scaturite per la società dalla condotta irregolare del dipendente, ma anche la proporzionalità degli stessi rispetto alla sanzione inflitta (cosiddetto giudizio di proporzionalità).

In tale circostanza la Cassazione non ha ritenuto proporzionale l’irrogazione al dipendente della massima sanzione disciplinare del licenziamento perché tale condotta, seppur ritenuta illegittima (in quanto si configura un uso indebito del bene aziendale), non riveste quel carattere di “grave negazione degli elementi essenziali del rapporto di lavoro e, in particolare, dell’elemento fiduciario” necessario affinché il licenziamento possa essere giudicato quale idonea sanzione. La pronuncia si inserisce sul solco giurisprudenziale tracciato dal Tribunale di Milano con la sentenza n. 5081/2010.