Toyota CH-R, look aggressivo per prestazioni brillanti

di Paolo Artemi

La versione 2020 del crossover di casa Toyota è caratterizzata da un nuovo powertrain ibrido, che abbina un 2.0 litri a benzina ciclo Atkinson a un elettromotore per una potenza combinata di 184 CV.  

Mentre debutta la prima auto elettrica di Toyota al Salone dell’Automobile di Guangzohu in Cina, che arriverà anche sul mercato europeo, a Lisbona viene lanciata una nuova versione della crossover CH-R, acronimo di Coupé High Rider, da 184 cv, che segna un’importante tappa nello sviluppo dei propulsori ibridi della casa giapponese.

Toyota, è opportuno ricordarlo, è stato il primo marchio a lanciare un’auto di serie spinta da un gruppo propulsore formato da un motore termico a benzina e un’unità elettrica, la Prius, già nel 1997.

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TENUTA DI STRADA

Allora usciamo dal parcheggio dell’aeroporto di Lisbona per raggiungere Cascais e scoprire subito che la nuova CH-R assicura un comfort di viaggio elevato anche sui fondi stradali non proprio lisci come tappeti di biliardo, consente al conducente e ai passeggeri di conversare amabilmente, di godersi la musica oppure semplicemente il silenzio. Perché è una crossover frutto di copiosi investimenti e di un lavoro di ingegneria sfociato nel pianale Ga-C, che ha permesso di posizionare il pacco batterie in modo da abbassare il baricentro e la posizione di guida e di ridurre il rollio. Risultato: tenuta e precisione di guida molto elevate.

Immersi nel traffico di Lisbona delle ore di punta, si ha il tempo di rendersi conto che i materiali sono ben coordinati e piacevoli da accarezzare, che la qualità degli assemblaggi è in zona premium, che l’infotainment aggiunge Apple CarPlay e Android Auto e la possibilità di aggiornare le mappe da remoto.

Le code danno modo di apprezzare il ricco pacchetto di tecnologie studiate da Toyota per assistere chi sta al volante e per prevenire gli incidenti. Tutto ruota sul sistema di pre-collisione Pcs, che opera in un raggio di intervento compreso fra i 10 km/h e la velocità massima. Il sistema utilizza una camera frontale e un sensore a onde millimetriche per rilevare la presenza di veicoli e pedoni di fronte alla vettura e ha tante frecce nel suo arco.

Così non ci si sorprende se la CH-R in autostrada possa fare quasi tutto da sola. Merito del Cruise control adattivo full range con Stop&Go che mantiene un’adeguata distanza di sicurezza dalle vetture che precedono, determinando la loro velocità e adattando di conseguenza la propria, fino all’arresto completo. Inoltre, in fase di marcia rende le accelerazioni e le decelerazioni più fluide grazie alla telecamera e al radar a onde millimetriche, che rilevano i veicoli che si immettono o escono della corsia di marcia.

PACCHETTO SICUREZZA

Naturalmente il pacchetto sicurezza comprende l’avviso di superamento della corsia, che impiega una telecamera montata alla base del parabrezza per rilevare le strisce di delimitazione della corsia, mentre a proteggere i preziosi punti della patente da tutor e autovelox contribuisce il riconoscimento della segnaletica stradale che identifica i cartelli verticali come i limiti di velocità e i divieti di accesso, visualizzandoli sul display multi-informazioni e assicurando al guidatore d’essere tempestivamente a conoscenza di tutte le informazioni più importanti.

UN NUOVO POWERTRAIN

Il pezzo forte della CH-R 2020 rimane il nuovo powertrain, cioè la quarta generazione dell’ibrido Toyota. Un gruppo propulsore che abbina un 2.0 litri a benzina ciclo Atkinson a un elettromotore per una potenza combinata di 184 CV e uno slogan che potrebbe essere sintetizzato nella formula “più potenza, meno consumi”. La riflessione che viene naturale fare è che alla forma della carrozzeria adesso decisamente aggressiva, tutta sbalzi e spigoli vivi, si abbinano prestazioni sorprendentemente brillanti. La sorpresa positiva del nuovo 2.0 non poggia solo in un significativo incremento di 62 cv della potenza e di 70 kg di peso rispetto all’1.8, ma anche a un’efficienza energetica straordinaria che tocca il record del 41% con emissioni a partire da 92 grammi per km.

Un modello che potrà contribuire ad arricchire il bottino di consegne di questa crossover che per quanto riguarda lo stile ha rivoluzionato gli schemi classici e che da fine 2016 quando debuttò a oggi è stata acquistata in oltre 400mila unità in Europa e da più di 50mila italiani. Una CH-R molto diversa da quella offerta finora, dotata di un gruppo propulsore termico da 1.8 litri da 98 cv e uno elettrico da 53 kW, per una potenza combinata di 122 cv e che ovviamente rimane in listino. Un 1.800 anch’esso migliorato, progettato per privilegiare la fluidità di marcia e i consumi, ora peraltro diminuiti ancora di più grazie all’adozione di una nuova batteria agli ioni di litio che immagazzina più potenza e consente di avere medie di emissioni di Co2 al km intorno agli 86 grammi.

NELLE FLOTTE

Che resta da dire, allora? Se un fleet manager ha a cuore di mantenere la presenza nella sua azienda di un tecnico, o di uno specialista, o di un controller che dir si voglia, con la Toyota CH-R 2.0 da 184 cv in allestimento Business ha un’arma mica da ridere per ingolosirlo a restare fedele, progettata com’è per divertirsi al volante e azzerare (o quasi) il rischio di incidenti.

Se, poi, il collaboratore in questione ha notoriamente un’anima green, appuntarsi sul petto la medaglia di emettere 92 grammi di CO2 al km lo renderà particolarmente orgoglioso. Avrà una crossover che fa il suo dovere anche di notte, grazie alle nuove luci a Led che squarciano le tenebre mentre gli abbaglianti automatici usano una telecamera per rilevare i fari dei veicoli provenienti nella direzione opposta e le luci di coda dei veicoli che precedono e selezionano automaticamente la modalità più corretta per non disturbare gli altri automobilisti.