Telematica di bordo verso nuove frontiere

di Mino De Rigo

imageI confini della telematica si spostano ogni giorno più avanti rendendo alla portata traguardi prima impensabili: ecco le novità annunciate per le flotte, che si accompagnano all’adozione di una black box obbligatoria dal 2015 nella Ue per l’assistenza e il soccorso stradalePer anni sostanziale sinonimo di localizzazione degli autoveicoli, la telematica per le flotte ha assunto oggi, sulla spinta di un’innovazione tecnologica e applicativa dal ritmo mai così serrato, una connotazione sfaccettata e multiforme, dando corpo a sviluppi fino a poco tempo fa imprevedibili. “Sembra preistoria – dice il presidente di Viasat Domenico Petrone – quando 25 anni or sono integrammo un’unità elettronica a Gsm e Gps proponendo il primo antifurto satellitare.

Oggi la telematica rappresenta per i veicoli aziendali una realtà a tutto tondo, fondamentale innanzitutto per migliorare logistica e attività sul campo, prevenire furti come pure comportamenti di guida non ortodossi, aumentare la sicurezza, con l’assistenza stradale in primis, e diminuire i costi di gestione”. Al cuore del sistema, la presenza di una scatola telematica che, pur con corredi tecnologici e funzionali diversi, costituisce il comune denominatore necessario per fruire dei servizi. “Noi puntiamo su BluBox, un sistema sul quale si basa l’antifurto, la tutela assicurativa (con la verifica degli stili di guida e delle dinamiche dei sinistri, cui aggiungere poi l’attivazione dei soccorsi medico e meccanico) e numerose applicazioni specifiche per le flotte. Sulla scorta delle nostre esperienze, il semplice fatto di avere uno strumento telematico a bordo si rivela anche un fattore psicologico capace di incidere in positivo sulla condotta dei guidatori”. Questo è un punto si cui si concentra l’attenzione di un numero di aziende sempre maggiore.

 imageParola d’ordine, abbattere i costi
“Il comportamento dei driver – conferma Roberto Moneda, direttore commerciale di Cobra – rappresenta la chiave per ottenere risparmi consistenti nella gestione della flotta. Si tratta soprattutto della riduzione dei consumi di carburante, ma anche della possibilità di abbattere ulteriori costi di gestione. Il vantaggio nel proporre una soluzione telematica sta tutto nel poter mettere le aziende in condizioni di risparmiare, un fattore che in una situazione di crisi come l’attuale costituisce un imperativo”. L’adozione di strumenti che monitorino il consumo dei veicoli deve però essere collegata ad appositi benchmark per un confronto verosimile: “Abbiamo elaborato, a questo scopo, profili specifici correlati agli stili di guida. Una volta registrato il consumo effettivo del veicolo, esattamente come viene visualizzato in plancia, siamo in grado di dare ai driver indicazioni precise su come ridurlo. L’esperienza condotta su alcune migliaia di mezzi di diverse flotte testimonia una differenza tra l’avvalersi e il fare a meno di questa soluzione, di circa il 20% sui consumi di carburante: per grandi flotte si tratta di centinaia di migliaia di euro l’anno”. Proprio per questo alcune aziende hanno iniziato a premiare i driver capaci di mantenere la condotta di guida entro il range prefissato: un incentivo in busta paga con cui innestare un circolo virtuoso. “L’apparato telematico – aggiunge Moneda – consente anche di intervenire non appena si profila un guasto: se si accende una spia sul cruscotto, non è raro che il driver la ignori fino a concludere i viaggi programmati, al termine della settimana di lavoro. Il rischio è di intervenire quando il danno, e il costo di riparazione, ha assunto proporzioni ben maggiori. A evitarlo, il nostro sistema di bordo che, acquisito il dato attraverso il protocollo Can Bus del veicolo, segnala subito l’anomalia alla centrale”.

Intelligenza artificiale e algoritmi evoluti
La promessa di economie di gestione, grazie al monitoraggio affidato a una black box evoluta comunicante con le centraline del veicolo e capace di trasmettere in tempo reale i dati al centro operativo, si estendono anche ad applicazioni specifiche: dal controllo di carichi particolari o di celle frigorifere, al rilevamento del furto di parti meccaniche del mezzo. “Le flotte – osserva Paola Carrea, responsabile telematica di Magneti Marelli – puntano ad avere la telematic box già installata sui veicoli, evitando il tempo di fermo altrimenti necessario per l’installazione aftermarket. Sono pochissime le Case auto già in grado di soddisfare la richiesta, ma le cose cambieranno con l’obbligo dell’eCall su tutte le auto europee dal 2015, cominciando da quelle di nuova omologazione”. Si tratta di un dispositivo per la chiamata automatica di emergenza al 112 in caso di incidente, sul quale i fleet manager dovrebbero poter basare in prospettiva, grazie ad appositi upgrade, ulteriori servizi. “Sarà necessario affinare l’interoperabilità delle scatole nere, consentendo la lettura dei dati acquisiti non solo alla centrale di soccorso, ma anche ai telematics service provider che li elaborano per metterli a disposizione di altri soggetti, dalle compagnie assicurative ai centri cui le Case auto affideranno la gestione della telediagnosi, arrivando poi ai fleet manager”. Questi ultimi devono disporre dei soli dati utili per la gestione: una necessità di discriminare tra la messe imagedi informazioni che si pone anche e soprattutto a monte, imponendo di filtrare i dati rilevanti acquisiti dal veicolo da trasmettere alla centrale operativa. “Sarà necessaria un’intelligenza di bordo superiore all’attuale – aggiunge Carrea – che farà il paio con nuove tecniche di intelligenza artificiale e con algoritmi evoluti in grado di evidenziare, per esempio, ciò che rileva da un accelerometro usato a scopo antifrode, come pure d’interpretare i segnali di usura per la sostituzione dei materiali di consumo del mezzo”.

Ethernet al debutto sui veicoli
“La scatola telematica, peraltro, sembra sempre la stessa, ma in realtà è oggetto di un rapido sviluppo tecnologico: una sorta di smartphone, che sarebbe necessario aggiornare o sostituire ogni sei mesi. Anche soltanto allo scopo di farle eseguire meglio gli stessi compiti”. In questo quadro s’inserisce pure l’arrivo di Ethernet come nuovo protocollo di comunicazione di bordo, laddove finora ha regnato il Can Bus. È il segno di un’evoluzione generale che porta sui veicoli nuove prerogative tipiche dei pc e un modus operandi del imagetutto assimilabile. Ciò è dimostrato anche dal nuovo progetto di Texa, mirato a un’assistenza in remoto alle vetture analoga a quella dell’help desk che interviene direttamente sul computer dell’utente. Dice il general manager telemobility di Texa Andrea Algeri: “Se si è in grado di determinare la serietà del guasto, alla spia che s’illumina su cruscotto non deve necessariamente seguire l’avviarsi all’officina prenotando l’auto sostitutiva.

ISCRIVITI
Fleet Manager Academy 2013
16 ottobre – Bologna
Compila il modulo di adesione

È l’obiettivo cui stiamo lavorando: in caso di anomalia basterà che il guidatore compia una breve sosta durante la quale la nostra centrale potrà intervenire da remoto e, in ragione della gravità dell’inconveniente, azzerare la spia comunicando al driver che il problema è risolto, oppure invitarlo a recarsi in officina o piuttosto ad attendere il soccorso stradale”. Più sicurezza accanto a minori perdite di tempo e costi aggiunti: è il volto nuovo della telematica applicata.

Telematica: il 76% delle flotte la usa

Il 76% delle flotte aziendali nel nostro Paese fa uso di dispositivi o applicazioni telematiche. Questo dato emerge da un’indagine pilota effettuata dal Centro Studi Auto Aziendali su un campione di fleet manager di aziende di piccole, medie e grandi dimensioni che operano nel nostro Paese. Questa indagine costituisce un primo approfondimento sull’uso di dispositivi telematici nelle flotte aziendali, argomento che sarà oggetto di un’ulteriore indagine, molto più ampia, che sarà presentata il 16 ottobre 2013 in occasione della seconda “Fleet Manager Academy”, un evento organizzato da Aiaga, Econometrica e Fondazione Alma Mater, di cui vi parliamo più diffusamente nell’articolo a pagina 27.
Dall’indagine pilota sulla telematica nelle flotte già condotta emerge anche che il 44% dei fleet manager intervistati ha dichiarato che nei prossimi 12 mesi effettuerà investimenti in dispositivi telematici.
Ai fleet manager che hanno già adottato dispositivi telematici è stato chiesto anche di assegnare un punteggio, da un minimo di 1 ad un massimo di 10, al miglioramento percepito, con l’uso della telematica, in diverse aree di gestione della flotta. A conseguire il punteggio maggiore è stata la gestione della reportistica (valutazione 7,54); seguono il contenimento dei consumi di carburante (7,02), la gestione della manutenzione (6,89), il contenimento delle emissioni di CO2 (6,63), l’assistenza stradale (6,50) ed infine lo stile di guida dei conducenti (5,33).
Un’ultima domanda posta ai fleet manager interpellati riguardava l’uso della scatola nera. Ne è emerso un quadro molto interessante: infatti, alla domanda “la sua azienda utilizza un dispositivo telematico di black box?” il 95% delle risposte sono state negative e solo l’1% ha dichiarato di utilizzare la scatola nera su tutte le auto che fanno parte della flotta aziendale, mentre il 4% ha dichiarato di utilizzarla solo su alcune auto.