Tassazione dei buoni carburante gratuiti

di Stefano Sirocchi

FISCO E DINTORNI – L’ESPERTO RISPONDE
Rubrica a cura di Stefano Sirocchi, dottore commercialista

QUESITO: I buoni carburante offerti gratuitamente ai dipendenti sono tassabili? A quali lavoratori possono essere erogati?

I buoni carburanti, al pari dei buoni spesa, sono titoli rappresentativi di beni e servizi. Se erogati gratuitamente ai lavoratori costituiscono fringe benefit potenzialmente tassabili (oltre la soglia di esenzione di 516,46 euro per il 2021; vedi quesito precedente).

Storicamente il legislatore ha cercato di evitare la tassazione dei compensi in natura di modico valore. Nel tempo poi è stato consentito l’utilizzo di voucher, come ad esempio i buoni spesa e buoni carburanti. Tali documenti però devono riportare il valore nominale, essere nominativi e utilizzabili esclusivamente dal titolare. Inoltre, non sono cedibili né monetizzabili e danno diritto ad un solo bene o servizio per l’intero valore nominale, senza possibilità di integrazioni monetarie a carico del titolare. Fanno eccezione i voucher cumulativi di più beni e servizi che tuttavia possono essere emessi solo se il loro valore complessivo non supera 258,23 euro.

Sono esclusi dal plafond dei 516,46 euro (2020 e 2021) i buoni pasto: le due agevolazioni sono cumulabili e, ad esempio, nel 2021 si possono distribuire sia buoni pasto elettronici fino a 8 euro al giorno sia buoni spesa per 516,46 euro per un totale di 2.300 euro annui. Di fatto, però, restano fuori i dipendenti a cui è stata assegnata l’auto in uso promiscuo, il cui valore del benefit di solito è superiore al suddetto limite. L’agevolazione invece può riguardare gli altri lavoratori, anche sotto forma di buoni carburante.

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