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Subaru Outback: tutto sotto controllo

di Paolo Artemi

subaru-outback-tutto-sotto-controllo-1Tecnologicamente all’avanguardia e grintosa, la nuova Subaru Outback mantiene quello che promette: sicurezza al top, pieno controllo in ogni situazione, prestazioni soddisfacenti. Un’auto per tutte le stagioni, su strada e in fuoristrada.Ti dicono “Subaru” e subito la mente comincia a viaggiare a quattro ruote motrici, a proiettarsi al di là delle strade aperte a tutti in cerca di avventure. Perché la casa giapponese non si è mai posta il problema di quale fosse la trazione ideale tra quella anteriore e quella posteriore, e punta sulla formula 4×4 su tutti i suoi modelli, dagli ultra sportivi fino a quelli destinati alle famiglie. È duro e puro, insomma, il marchio che ha l’ammasso stellare delle Pleiadi nel logo, ma è anche sinonimo di esclusività, dato che in Italia se ne vedono in giro poche. Sono, per la precisione, non più di 800 le familiari Outback immatricolate ogni anno. Quale scelta migliore, dunque, per un fleet manager che vuole uscire dal coro del conformismo a quattro ruote? Questi i pensieri che animano la fase di avvicinamento al parcheggio in cui si trova la vettura, che dichiara sulla carta di identità (ovvero sulla cartella stampa) un motore turbodiesel due litri da 150 cavalli, che accelera da zero a 100 chilometri orari in 9,9 secondi. Non ci aspettiamo un fulmine di guerra, ma quando ce la troviamo davanti la Outback comunica tanto dinamismo con una carrozzeria ben disegnata senza fare ricorso alle bizzarrie che oggi vanno per la maggiore.

 

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Grinta e personalità

A darle grinta pensano i nuovi cerchi in alluminio nero-argento da 18 pollici, mentre all’interno si fanno subito apprezzare il sistema di navigazione che incorpora la funzione di telefono e l’impianto hi-fi, che fin dalle prime note pare particolarmente gagliardo. Il cambio è automatico Cvt, ottima scelta per un’auto da guidare in pieno relax nei tragitti casa-ufficio o nel tempo libero, e dà sicurezza poter contare su un secondo pilota, impersonato dal sistema EyeSight, che utilizza due telecamere stroboscopiche montate ai lati dello specchio retrovisore interno, che collimano su qualsiasi ostacolo, che sia un ciclista, un pedone, un’auto o un animale che si trovano sulla traiettoria del veicolo. In caso di pericolo, il guidatore viene avvertito. E se continua a fare lo gnorri l’auto si ferma da sola se viaggia entro i 50 all’ora.

 

subaru-outback-tutto-sotto-controllo-3Su strada e in fuoristrada

Si parte in due, per un weekend. Caricare i bagagli non è stato un problema: il baule ha una capacità di 530 litri e avremmo potuto portarci dietro anche la lavatrice, che ci sarebbe stata comodamente insieme ai borsoni dato che a sedili posteriori abbattuti la capacità sale alla stratosferica quota di 1.848 litri. Peccato che il golf non faccia per noi, lì dietro ci starebbero tutte le mazze e anche il caddy… Uscire dalla città non fornisce grandi indicazioni, se non quella della comodità di ottimo livello, e l’altra, che gratifica il tatto e la vista, fornita dalla buona qualità dei materiali utilizzati per gli allestimenti interni. No, in casa Subaru non hanno il braccino corto, e non lo abbiamo neppure noi, anche se al primo rifornimento di gasolio non si può che apprezzare il consumo di circa 15 chilometri con un litro. Un pensiero a quanto ci sarebbe costata l’auto se fosse nostra (minimo 36.290 euro) e si riparte verso nuove avventure ovvero, fuor di metafora giornalistica, in direzione dell’Appennino parmense, terra di funghi porcini Doc ma anche di strade di mezza montagna che consentono di apprezzare le rotaie virtuali su cui scorrazza questa 4×4. Non potrebbe nevicare? Viene da chiedersi, perché sull’asciutto il controllo è totale in ogni condizione e gli pneumatici restano aggrappati alla strada come quattro koala ai loro eucalipti.

 

subaru-outback-tutto-sotto-controllo-4Sicurezza al top

Del resto, la Outback ha nel pedigree la promozione nell’Olimpo delle vetture più sicure, spalla a spalla con le Volvo e le Mercedes, secondo le statistiche Usa. Resta un dubbio: con quella carrozzeria elegante e tradizionale non sarà fuori posto nell’era dei design estremi? La risposta è un secco no, anche considerando il fatto che i beneficiari delle vetture aziendali non sono, nella stragrande maggioranza dei casi, teenager. subaru-outback-tutto-sotto-controllo-schedaOggi, tutto sommato, una station “liscia” si fa notare molto più di tutte quelle variazioni gassate sul tema che vanno per la maggiore negli epicentri della movida urbana. In fondo, quale manager andrebbe al ristorante o si presenterebbe in un cinque stelle con i pantaloni a pinocchietto, il marsupio e un teschio tatuato in bella vista sulla fronte?

È domenica sera, il weekend volge al termine ed è ora di stilare le pagelle. Una prima considerazione: per risparmiare all’osso nella pianificazione della flotta c’è indubbiamente di meglio. Ma con questa auto quello che si paga in più è qualità allo stato puro, a partire dalla trazione integrale per arrivare al propulsore boxer laureato in economia. Se, poi, si vuole strafare c’è la possibilità di scegliere il motore 2.500 a benzina da 173 cavalli. Quell’iniezione di potenza, è praticamente inutile dato che il diesel la compensa a colpi di coppia e dunque, nella vita stradale di tutti i giorni, di guidabilità. D’accordo, a cambiare le marce ci pensa l’automatico, ma nei tempi moderni la fluidità di marcia vale più di una punta velocistica da record, che rischia di tramutarsi solo in una supermulta. Che, oltretutto, l’azienda non vi pagherà mai…