Soglia di esenzione per il fringe benefit nel 2021

di Stefano Sirocchi

FISCO E DINTORNI – L’ESPERTO RISPONDE
Rubrica a cura di Stefano Sirocchi, dottore commercialista

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QUESITO: Qual è la soglia di esenzione dei fringe benefit nel 2021? È valida per il singolo lavoratore o per gruppi omogenei di lavoratori?

Recentemente, in sede di conversione del decreto Sostegni (DL 41 del 2021 convertito in legge 69/2021 del 21 maggio scorso) è stato introdotto l’articolo 6 quinquies con lo scopo di aumentare la soglia di esenzione dei fringe benefit dagli ordinari 258,23 euro a 516,46 euro, e quindi di prorogare il raddoppio di soglia già operato lo scorso anno nel decreto Agosto. Pertanto per il periodo di imposta 2020 e per il 2021 la disciplina consente di evitare la tassazione dei piccoli benefit fino ad un totale di 516,46 euro (mentre fino al 2019 e dal 2022, salvo ulteriori proroghe, era e sarà 258,23 euro).

L’esenzione è sia a livello fiscale che contributivo. L’agevolazione può essere fruita in un piano welfare ma anche utilizzata come gratifica, ad esempio a fronte dei risultati positivi ottenuti dai dipendenti. Inoltre il riferimento della norma al comma 3 dell’articolo 51 del Tuir permette di erogare beni e servizi anche ad personam. Due però sono i limiti. Il primo è che se la soglia viene superata il beneficio viene completamente annullato.

Ad esempio se il totale dei beni e servizi erogati durante l’anno è pari a 600 euro invece che a 516,46 euro, tutti e 600 gli euro sono tassabili; viceversa se il totale è 500 non è dovuta nessuna tassazione né contribuzione. L’altro limite è quello riguardante l’ambito di applicazione che riguarda tutti i beni e servizi che devono essere valorizzati secondo il valore normale inclusi quelli da quantificare secondo i valori convenzionali indicati al comma 4 dell’articolo 51, come ad esempio le auto in uso promiscuo, l’abitazione e i mutui a tassi agevolati concessi ai dipendenti.

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