SIFÀ sostiene Emergency

Nasce la partnership fra SIFÀ ed Emergency, per supportare le attività di Emergency legate all’emergenza epidemiologica da Coronavirus.

SIFÀ, Società Italiana Flotte Aziendali, ha annunciato la nuova partnership con Emergency, l’associazione umanitaria nata nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà.

Da sempre sensibile e impegnata in progetti di solidarietà, come dimostrato dal recente annuncio della partnership con Fondazione Veronesi, SIFÀ ha deciso di sostenere Emergency aiutando l’associazione nelle attività realizzate in risposta all’emergenza epidemiologica da Covid-19, in cui la Onlus si è attivata fin dalle prime fasi della pandemia, così come per la promozione di cultura di pace e solidarietà. SIFÀ ha infatti messo a disposizione tre veicoli della propria flotta in comodato d’uso gratuito, necessari a presidiare con personale sanitario le RSA di Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna.

Paolo Ghinolfi, AD di SIFÀ, dichiara: “Sono onorato di poter ufficializzare il nostro supporto a EMERGENCY, associazione che promuove da sempre una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti, tutti valori che in SIFÀ condividiamo pienamente. Vogliamo offrire un contributo concreto all’associazione poiché il loro impegno umanitario senza sosta, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria, è straordinario ed è possibile grazie al contributo di migliaia di volontari e sostenitori”.

“Una società che pensi e agisca come un tutt’uno. È quello di cui tutti in questo momento abbiamo bisogno – dichiara Rossella Miccio, Presidente di Emergency -. Da sempre il lavoro di Emergency si basa su un principio fondamentale: fornire cure a tutti, nessuno escluso, in sicurezza. Anche in questo momento così complicato abbiamo cercato di tutelare la salute di tutti, inclusi gli ultimi, i più deboli della nostra società che rischiano di essere lasciati indietro. Ma senza il lavoro costante dei nostri volontari e senza l’aiuto dei nostri sostenitori, quest’idea così semplice, il diritto fondamentale alla cura e alla vita, non si sarebbe potuta trasformare in azione”.