Sicurezza stradale: cosa dicono i dati e qual è il ruolo di OCTO

Il 30% degli incidenti notturni avviene ad alta velocità e nel Nord e nel Centro gli incidenti a oltre 40 km/h superano il 14%: per migliorare la sicurezza stradale non basta ridurre i chilometri percorsi, ma è necessario intervenire su quando e come si guida

Di notte aumenta il rischio e cresce la velocità: circa il 30% degli incidenti analizzati nelle ore notturne avviene a oltre 40 km/h, una quota sensibilmente più alta rispetto alle ore diurne. Nelle regioni del Nord e del Centro gli incidenti ad alta velocità superano complessivamente il 14%, mentre nel Sud si attestano su valori più contenuti. Le differenze tra uomini e donne, invece, risultano minime, con uno scarto inferiore a 2,1 punti percentuali.

Lo studio

Alla base di queste evidenze c’è un patrimonio di dati senza precedenti, raccolto e analizzato grazie al contributo di OCTO, partner tecnologico del Report sulla Sicurezza Stradale realizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “Alessandro Faedo” (CNR-ISTI). La ricerca si fonda su oltre 2,2 milioni di eventi di crash e sollecitazioni legate alla dinamica degli incidenti, da cui sono stati selezionati circa 97mila sinistri con possibile danno al veicolo, e su 238 milioni di viaggi esaminati, estratti da 1,9 miliardi registrati da oltre 2,3 milioni di veicoli.

L’obiettivo del report

Il dato sulla guida notturna rappresenta uno degli elementi più significativi: velocità più elevate, minore visibilità e condizioni psicofisiche potenzialmente meno ottimali contribuiscono a rendere la notte una fascia particolarmente critica. Allo stesso modo, le differenze territoriali evidenziano come infrastrutture, densità di traffico e abitudini di guida possano incidere in maniera rilevante sul rischio. Il report nasce con una duplice finalità: da un lato rafforzare la comprensione scientifica del fenomeno, dall’altro fornire strumenti concreti a decisori pubblici, amministrazioni locali e operatori del settore. In questo quadro, la collaborazione tra ricerca e innovazione tecnologica si conferma strategica: la capacità di trasformare grandi volumi di dati in conoscenza operativa rappresenta un passaggio fondamentale per sviluppare politiche di prevenzione più efficaci.

Il ruolo di OCTO

Il messaggio che emerge è chiaro: per migliorare la sicurezza stradale non basta ridurre i chilometri percorsi, ma è necessario intervenire su quando e come si guida. Ed è proprio su questi fattori che l’integrazione tra analisi scientifica e tecnologie avanzate, come quelle messe in campo da OCTO, può fare la differenza. È proprio grazie alla telematica e alla capacità di OCTO di raccogliere e analizzare dati di guida reale su larga scala che il report riesce a superare i limiti delle statistiche tradizionali. Non più solo incidenti registrati, ma comportamenti concreti osservati nel loro contesto quotidiano, che permettono di leggere la sicurezza stradale come un fenomeno dinamico, influenzato da fattori temporali, territoriali e individuali.