Sicurezza: molto interesse, poco impegno

di Vincenzo Conte

In una scala da 1 a 100 la sensibilità delle aziende alla sicurezza dei dipendenti riceve un punteggio medio di 87,9. L’attenzione alla sicurezza è dunque nelle aziende italiane molto alta. Ciò nonostante il 77,5% delle flotte non ha allo studio alcun progetto per minimizzare il rischio di incidenti stradali e le loro conseguenze, mentre il 57,5% non offre formazione sul corretto utilizzo dei veicoli in funzione della sicurezza anche sulla base dei nuovi dispositivi montati sulle auto e solo il 4,5% prevede incentivi per i driver virtuosi che non incorrono in incidenti e non sono multati per infrazioni al Codice della Strada. Quelli appena citati sono alcuni dei risultati di una approfondita rilevazione campionaria condotta sui fleet manager italiani dal CVO, la piattaforma di ricerca indipendente creata da Arval, in collaborazione con Econometrica e il Centro Studi Promotor.

 

Chi se ne occupa

Dall’indagine emerge che la funzione aziendale che si occupa della sicurezza è, nella maggior parte dei casi, il fleet manager o un responsabile della sicurezza aziendale. Le misure adottate vanno dall’attenzione agli optional di sicurezza delle auto delle flotte, alla sostituzione anticipata dei veicoli con tecnologie obsolete, alla fornitura di pneumatici invernali, di sistemi di assistenza alla guida, di tecnologie che aiutano ad evitare la distrazione da smartphone fino ad arrivare all’istallazione di una black box. 

 

Come si può migliorare

Per migliorare la situazione attuale emerge la necessità di una maggiore formazione e di più informazioni sui dispositivi utili a diminuire gli incidenti. Alcune aziende particolarmente virtuose dichiarano di avere già allo studio progetti per minimizzare il rischio di incidenti, che si traducono in provvedimenti volti a sensibilizzare i driver sui rischi dell’eccessiva velocità o ad aiutarli a scegliere veicoli più sicuri. Si potrebbe migliorare anche con l’aiuto delle società di noleggio, a cui viene chiesta una proposta commerciale che preveda azioni concrete per migliorare l’andamento dei rischi della flotta, o ancora l’inserimento a bordo di un kit di sicurezza. Un grave problema, però, sembra essere la mancanza di conoscenza: sono pochi i fleet manager (il 29% degli intervistati) che dichiarano di conoscere la norma ISO 39001 che definisce il Sistema di Gestione per la sicurezza Stradale. Manca anche la consapevolezza che alla non sicurezza sono legati costi particolarmente gravosi, e forse anche per questo solo il 36% dei fleet manager intervistati ha dichiarato che tra i loro obiettivi annuali c’è la riduzione dei costi.