Si appanna la ripresa dell’economia

di Gian Primo Quagliano

Si appanna la ripresina dell’economia. I consumi sono deboli con alcune eccezioni come quella degli acquisti di automobili. Dalla produzione industriale vengono segnali allarmanti. L’occupazione è lontana anni luce dal dato del 2007. L’Istat sostiene che ”l’indicatore anticipatore ” del ciclo ”si mantiene sui livelli massimi del periodo” ma mostra ”lievi segnali di decelerazione”. La fiducia dei consumatori sostanzialmente tiene, ma quella delle imprese ha un andamento altalenante. Su tutto grava la cappa delle incertezze legate al quadro politico ed in particolare alla governabilità di un Paese, come l’Italia, che non ha ancora recuperato i livelli ante-crisi e che deve fare i conti con le forti limitazioni alla politica economica legate alle imposizioni dettate dalle autorità UE.

 

 

È arrivata poi una doccia fredda sulla testa degli italiani dalla pubblicazione del dato sul Pil nel primo trimestre 2018. Ne parliamo con qualche dettaglio nel paragrafo dedicato in questo articolo. L’economia italiana è ancora molto lontana dagli standard ante-crisi e non ha ancora raggiunto neppure il livello toccato nel 2011 al termine della prima V del profilo a W della crisi iniziata nel 2008 e ha certamente bisogno non di un rallentamento della ripresina in atto dal 2014, ma di una accelerazione. E avrebbe anche bisogno di un Governo che potesse dare un impulso all’economia italiana tale da contrastare il declino in atto sintetizzabile nel fatto che tra il 2001 e il 2016 il Pil pro capite italiano è passato dal 118,8% al 96,3% di quello medio europeo. 

 

Pil in rallentamento 

La crescita del prodotto interno lordo italiano nel primo trimestre 2018 conferma il rallentamento già emerso nell’ultimo trimestre del 2017. In particolare il tasso di crescita tendenziale, cioè rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, è sceso all’1,4% dall’1,6% del quarto trimestre 2017 e dall’1,8% del terzo trimestre 2017. L’economia è in rallentamento anche nel resto d’Europa, ma i dati sul Pil diffusi dall’Istat sono comunque preoccupanti perché il nostro Paese, a differenza di tutte le altre economie avanzate, non ha ancora raggiunto i livelli ante-crisi 2007-2008, rispetto ai quali vi è ancora un calo del 5,4% e l’economia italiana non ha ancora raggiunto neppure i livelli toccati con la prima ripresa iniziata subito dopo il crollo 2008-2009 e conclusasi (prima V del ciclo a W) nel secondo trimestre 2011. Rispetto a questo obiettivo intermedio il Pil del primo trimestre 2018 è infatti ancora sotto dello 0,9% ed è appesantito dall’andamento negativo della produzione industriale negli ultimi mesi, dall’indebolimento della fiducia e dalla disoccupazione che resta elevata sia in generale che con riferimento ai giovani. 

 

Produzione industriale 

La tendenza di medio periodo della produzione industriale è positiva, ma in gennaio e febbraio l’indice Istat cala. Pesano sulle prospettive della nostra industria le incertezze della fiducia degli operatori, il clima politico e comincia ad influire negativamente anche il raffreddamento della congiuntura internazionale

 

Fiducia operatori in calo

Il clima di fiducia dei consumatori dall’inizio del 2017 è in recupero, ma negli ultimi mesi, pur mantenendo un’intonazione positiva, ha assunto un andamento altalenante. Su livelli inferiori è invece la fiducia delle imprese che è particolarmente importante perché influenza investimenti e nuove iniziative. Nel corso del 2017 una lieve tendenza alla crescita della fiducia degli operatori vi è stata, ma nel 2017 l’indice ha subito un calo in gennaio per recuperare in febbraio e scendere ancora in marzo e aprile. 

 

Momento delicato per il Paese 

La ripresa del Pil scricchiola, la produzione industriale anche e la fiducia delle imprese pure. Potrebbe trattarsi di un momento di incertezza legato essenzialmente alla difficile transizione politica a cui il Paese è chiamato. E’ però un dato di fatto che le attese sull’andamento dell‘economia si stanno ridimensionando. È esattamente il contrario di quello che servirebbe agli italiani.