Servono competenze ad hoc per gli allestimenti speciali

di Robert Satiri

Lo stereotipo del fleet manager è sicuramente caratterizzato, nell’immaginario collettivo, dalla ricerca degli allestimenti migliori e più funzionali per le belle auto dei dirigenti. Purtroppo solo poche volte è così, perché la realtà quotidiana è fatta di ben altre attività. La maggior parte delle realtà aziendali dispone di una molteplicità di veicoli con caratteristiche molto peculiari e legate alla specializzazione del core business. Si va dalle classiche autovetture del personale di rappresentanza o direzionale, ai veicoli commerciali e tecnici, semplici o allestiti, ai veicoli industriali fino ad arrivare ai mezzi d’opera di molte realtà attive nel settore delle costruzioni, delle manutenzioni eccetera.

Esistono perfino realtà con flotte naviganti o volanti. Ci sono caratteristiche comuni per gestire efficacemente queste disomogeneità? L’esperienza ci insegna che sì, strategie comuni possono essere adottate e queste costituiscono una solida base operativa alla quale ancorare le specificità sia dei veicoli che degli usi di ogni azienda. 

 

 

L’anagrafe dei veicoli 

È opportuno partire da un’anagrafica tabellare di base comprendente una vasta gamma di caratteristiche; è la “carta d’identità” del nostro veicolo, nella quale possiamo registrare un’infinità d’informazioni che prima o poi torneranno utili. Per fare un esempio, se dobbiamo gestire anche una flotta di veicoli da carico codificare portata, dimensioni e volumetria del vano trasporto merci è indispensabile. In secondo luogo non dobbiamo mai dimenticare che, si tratti di un furgone di servizio piuttosto che dell’ammiraglia del direttore generale, prima o poi qualcuno verrà a chiederci conto delle spese e dell’utilizzo del mezzo.

Quindi liste di assegnazione, programmi di manutenzione, ordini di scarico costi individuali per ogni mezzo, sono sempre una buona pratica da perseguire per non incorrere in ricostruzioni sommarie delle attività e dei costi. Ricollegandoci all’esempio della flotta fatto in precedenza, se i veicoli da carico fanno parte della flotta di un distributore di merci gli stessi possono essere collegati a dei profit center e ciò consente di ricostruire in un database costi, manutenzioni, chilometri percorsi e/o ore di viaggio e profittabilità conseguita e di avere così un quadro molto chiaro della convenienza economica del nostro lavoro. 

 

Il calcolo della convenienza 

Ritornando allo specifico del monitoraggio dei costi (il tanto citato Tco – Total cost of ownership) conviene ricordare che nel caso si abbiano in flotta veicoli allestiti o mezzi d’opera particolari (si pensi a pale gommate, escavatori industriali, camion trasporto merci, autogrù o pullman) i valori in gioco tra acquisto/noleggio e manutenzione, non sono propriamente trascurabili, superando per ogni mezzo anche 100/200.000 euro. Indipendentemente dalla tipologia di veicolo, sarà utile suddividere gli stessi in categorie omogenee di utilizzo, per andare più facilmente ad individuare gli scostamenti per tipologia specifica d’impiego.

Per quel che riguarda gli allestimenti, questi dipendono molto dall’attività a cui la flotta è destinata e richiedono competenze specifiche oltre che in fase d’ordine, anche durante la gestione. Pensiamo ad esempio ai furgoni frigo per le consegne porta a porta dei prodotti freschi o surgelati, non facilmente fungibili o reperibili sul mercato del noleggio a breve termine per le sostituzioni. Si dovrà, nel loro caso, stipulare un contratto di manutenzione che preveda orari e tempi di manutenzione specifici per intralciare al minimo l’operatività quotidiana. 

 

 

La casistica particolare dei convogli 

Esiste poi il caso dei cosiddetti “convogli”, ossia l’aggregazione di più mezzi tra di loro: ad esempio trattore stradale, rimorchio, apparecchiatura di carico/ scarico prodotti. Tenere traccia degli stessi singolarmente e della loro attività collegata è essenziale per molte funzioni aziendali. Scendendo nello specifico dei mezzi, le evidenze individuali di ognuno aumentano, le specificità si amplificano e le competenze di chi è chiamato alla gestione dei mezzi devono crescere a dismisura sia nel capire gli utilizzi che nell’individuare le soluzioni più efficaci da adottare.  

 

Attenzione alle specificità della realtà aziendale

Ci sono differenze sostanziali anche nelle tipologie contrattuali di acquisizione, gestione e manutenzione dei veicoli: ad esempio non si noleggiano a lungo termine i veicoli di trasporto merci con portata superiore a sei tonnellate, settore nel quale ancora va per la maggiore il leasing e la manutenzione a chilometro ed esistono gestioni specifiche per il carburante e per i telepass così come contratti per gli pneumatici. In sostanza, la piattaforma comune deve definire le caratteristiche imprescindibili per ogni mezzo si voglia considerare, ma si deve essere consapevoli che il valore aggiunto si conquista con l’attenzione alle specificità delle realtà aziendali nelle quali si è chiamati ad operare, senza mai aver paura di scendere nei dettagli.