Sei personaggi in cerca di parcheggio…

L’analisi di Arrive rivela i profili comportamentali di sosta: i dati confermano un indicatore significativo degli spostamenti urbani  

La piattaforma di mobilità Arrive ha presentato una nuova indagine sulle abitudini di parcheggio, basata sull’analisi dei dati aggregati e anonimizzati provenienti dai propri servizi. Lo studio ha preso in esame un campione di utenti Arrive che hanno effettuato almeno cinque sessioni di parcheggio nei tre mesi precedenti all’analisi e ha portato all’identificazione di sei distinti profili comportamentali di sosta, denominati “Parking Personas”. I profili sono stati definiti esclusivamente in base alla modalità e alla frequenza delle soste, nel pieno rispetto della privacy degli utenti.

Sei profili per comprendere come si sosta in città

Dalla ricerca sono emersi sei profili:

Routine Light (36%): utenti che effettuano soste limitate nel corso del mese.
Power User (31%): utenti che sostano frequentemente in zone diverse, in orari variabili, sia nei giorni feriali sia nei fine settimana.
Weekend Leisure (16%): utenti che concentrano le soste principalmente nei fine settimana.
Morning Commuter (10%): utenti che utilizzano l’auto prevalentemente per gli spostamenti quotidiani legati al lavoro.
Routine Heavy (6%): utenti che effettuano soste con frequenza regolare, pur non essendo pendolari, sia nei giorni feriali sia nel fine settimana, con una leggera prevalenza nelle ore serali.
Overnight Resident (1%): utenti che sostano prevalentemente durante le ore notturne.

Comportamenti stabili nel tempo

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dall’analisi riguarda la continuità delle abitudini di sosta. Circa otto utenti su dieci rimane nello stesso Parking Personas anche nel mese successivo, a conferma della stabilità delle modalità di utilizzo dell’auto e della sosta nel tempo. Tra gli utenti classificati come Morning Commuter (Pendolari mattutini), il 65% degli utenti privati continua a mantenere lo stesso comportamento anche nei mesi successivi, quota che sale al 70% nel segmento corporate. Solo una minoranza migra verso altri profili. I profili comportamentali di sosta (“Parking Personas”) rappresentano il 33% del totale, mentre il restante 67% è composto da utenti che hanno effettuato da una a quattro sessioni di parcheggio nei tre mesi precedenti la data di clustering.

La sosta tra gli indicatori della mobilità urbana

I risultati della ricerca di Arrive confermano come i dati di sosta rappresentino un indicatore significativo per comprendere i flussi di spostamento e, di conseguenza, offrire una lettura più ampia delle dinamiche della mobilità urbana. “Le modalità con cui le persone sostano riflettono il modo in cui vivono, lavorano e si muovono all’interno delle città. Analizzare questi comportamenti consente alle amministrazioni comunali di comprendere meglio l’evoluzione della mobilità urbana e di sviluppare servizi sempre più vicini alle esigenze dei cittadini”, dichiara Giuliano Caldo, Regional Director Southern Europe di Arrive.