Secondo i fleet manager prima la sicurezza poi la funzionalità

di Giorgio Costa

Nella composizione di una car list il fattore sicurezza viene al primo posto tra i criteri considerati dai fleet manager, anche se la scelta dei veicoli spesso è condizionata dalle “chiacchiere” davanti alla macchinetta del caffè. Sembra un paradosso, ma il fleet manager deve districarsi non poco per mettere a punto una car list che soddisfi il driver tenendo però conto delle ormai imprescindibili necessità di dotazioni di sicurezza che si fanno strada in azienda, senza che il driver perda il “piacere” di scegliere l’auto che più lo soddisfa. 

 

 

L’opinione del fleet manager 

Questi fattori emergono da un’inchiesta realizzata da Auto Aziendali magazine che ha sentito le opinioni di alcuni fleet manager che si confrontano quotidianamente con mercato, driver e policy aziendali. “Per scegliere il modello giusto con le dotazioni adeguate è fondamentale il supporto delle case costruttrici – spiega Alessandro Benoldi, fleet manager di Cedacri, che offre servizi informatici per banche e finanziarie, e si trova a gestire 140 vetture assegnate e 40 in pool – perché spesso a far scegliere una vettura rispetto ad un’altra è il giusto mix di dotazioni. Comunque è fondamentale ascoltare i dipendenti nei corridoi e vedere poi materialmente cosa scelgono, fermo restando che si scelgono sempre allestimenti business che hanno le dotazioni di sicurezza oggi indispensabili come la frenata di emergenza”. Proprio per ribadire il concetto della funzionalità e della sicurezza, che sono alla base della scelta dei mezzi, l’azienda non mette in lista, ad esempio, modelli base con tetti apribili. “Teniamo sotto controllo – spiega Benoldi – le contravvenzioni ricevute dai driver e guardiamo con sempre più interesse alle auto elettriche sulle quali ci orienteremmo volentieri, almeno in parte, sempre in considerazione del tipo di uso che i nostri dipendenti fanno dei mezzi”. 

 

Sicurezza al primo posto 

Sicurezza al primo posto nel “Ferrero pack” che l’azienda dolciaria di Alba (Cn) richiede per le circa 1.000 auto assegnate o in uso ai dipendenti che devono essere dotate, ad esempio, di frenata di emergenza. “I modelli business ne sono quasi sempre dotati e in alcuni casi, anche se non li richiediamo obbligatoriamente – spiega Giovanni Barile, fleet manager Ferrero – vi sono anche i rilevatori di stanchezza o il blocco in caso di eccessivo consumo di alcool”. L’azienda dispone anche di una trentina di mezzi ibridi o elettrici “di servizio” ma le auto “green” non riscuotono ancora il favore tra gli assegnatari, tanto che solo in un caso ne è stato scelto un modello. “Quello su cui stiamo riflettendo sono corsi di ecoguida e di guida sicura”, spiega Barile. 

 

 

Il principio “user-chooser”

Sceglie la strada di accontentare al massimo il driver Epson Italia che si muove sulla base del principio “user chooser”. “Di fatto – spiega Luigi Fanizzo, fleet manager di Epson Italia che deve gestire un parco auto in crescita costante composto oggi da un centinaio di vetture – abbiamo tre parametri per ciascuna categoria: entry, middle e dirigenti. Se si desidera un’altra vettura che rientra nei parametri di canone stabiliti si può chiedere e ottenere. Naturalmente, le dotazioni sono business con tutti gli optional legati alla sicurezza, incluso il ruotino che aggiungiamo sempre anche quando manca nella dotazione ordinaria. Ultimamente vanno molto forte i Suv e noi accontentiamo i nostri dipendenti sulla base delle proposte che ci fanno i due fornitori a cui ci siamo rivolti”.

Punta molto sulla sicurezza dei driver anche Dayco Europe, leader a livello mondiale in ricerca, progettazione, produzione e distribuzione di componenti essenziali del motore, sistemi di trazione e servizi per automobili, camion, macchinari edili, agricoli e industriali. “La nostra car policy parte dalla sicurezza – spiega la Elisabetta Grilli, fleet manager di Dayco Europe – e sulle tre tipologie di vetture che abbiamo a disposizione partiamo sempre da allestimenti business, con ruota di scorta in dotazione, anche perché frenata di emergenza e verifica della permanenza in corsia sono gli elementi più richiesti dai driver”. Per ora non sono installati né sistemi di blocco delle telefonate né rilevatori di stanchezza o di consumo di alcool “ma potrebbe essere una strada su cui l’azienda si indirizzerà”, spiega ancora Grilli. 

 

I mezzi particolari per le emergenze 

Deve gestire mezzi “particolari” (tra cui motoslitte e battipista ma soprattutto veicoli particolarmente performanti) l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ma sono ancora la sicurezza e la prestazionalità a farla da padrone, come spiega Giulio Lozzi che gestisce una flotta dell’istituto di 80 mezzi e che si trova a “combattere” con le regole rigide degli appalti pubblici. “Certo – spiega Lozzi – la sicurezza è importante. Quindi noi guardiamo soprattutto alla solidità dei mezzi e alla loro resistenza a percorrere chilometraggi che ‘pesano’ il quadruplo rispetto a quelli normalmente percorsi su strade ordinarie”. 

 

I driver chiedono più informazioni

Quanto a dispositivi tecnologici nelle auto assegnate, come emerge da una ricerca condotta nel 2017 da Econometrica, quello più presente è il navigatore satellitare, seguito dal collegamento bluetooth col cellulare e dallo Start & stop. Resta anche confermata la sensazione che non tutti i dispositivi presenti vengano usati (solo un terzo dei dispositivi viene usato abitualmente). L’82% degli utilizzatori ritiene utile disporre di una illustrazione audio/video che spieghi le funzionalità dei dispositivi di cui l’auto è dotata, anche in considerazione del fatto che il 34% dei driver dichiara di non aver ricevuto alcuna indicazione sul funzionamento dei dispositivi tecnologici al momento della consegna del veicolo.