Seat Leon ST TGI: carattere forte, cuore ecologico

di Piero Evangelisti

SEAT-LEON-ST-001HTemperamento mediterraneo, precisione tedesca, design originale: con queste armi Seat Leon ST va all’assalto delle flotte. E con la versione TGI – 15 euro di metano per 400 km – aiuta i fleet manager a confrontarsi con il TCO. Versioni business ad elevato value for money. Lo scorso anno Leon è stato il modello più venduto di Seat in Italia scavalcando la popolare Ibiza, un primato destinato a consolidarsi visto che anche nei primi mesi di quest’anno la media spagnola continua a battere la piccola e che la famiglia Leon si è da poco allargata con l’arrivo del crossover X-perience. Il sorpasso indica che la strada che il brand spagnolo sta percorrendo è quella giusta: meno dipendenza da un solo modello e una più marcata immagine all’interno del Gruppo Volkswagen. Leon, infatti, è realizzata sulla  piattaforma Mqb usata anche per Golf, sicuramente un vantaggio, viste le caratteristiche del nuovo pianale, ma anche occasione di continui confronti con l’auto più venduta in Europa. Per distinguersi, il percorso deve partire dal design, e in questo senso nuova Leon, sia la berlina ma ancora di più la ST, la versione station wagon della nostra prova, incarna perfettamente il nuovo linguaggio stilistico della Marca fatto di tagli netti, grandi superfici piane e gruppi ottici, anteriori e posteriori, che risultano immediatamente distinguibili.Seat Leon ST TGI 1 La ST, poi, non è una versione allungata della berlina (alla quale la lega soltanto il family feeling rappresentato da alcuni importanti dettagli come la bella distintiva griglia frontale), ma un’auto con una sua precisa personalità, disegnata per abbinare il temperamento alla versatilità, dote indispensabile di ogni familiare che voglia arginare la straripante carica di Suv e crossover in tutti i segmenti.

 

Un forte carattere 

“Auto emociòn” è stata per lungo tempo la firma della comunicazione di Seat, ma definisce ancora bene la forza di carattere che risiede in ogni vettura prodotta nella fabbrica iberica di Martorell, un dinamismo che viene fornito dai propulsori, scelti con cura fra i tanti di cui dispone il gruppo di Wolfsburg. In questa grande famiglia è entrato poco più di una anno fa l’1.4 l, 110 CV, alimentato a benzina/metano, che viene montato anche sulla Seat Leon che, così equipaggiata, aggiunge al nome la sigla TGI: turbo a iniezione diretta di gas metano. Silenzioso, fluido nell’erogazione della potenza con il turbo che spinge non appena la pressione sul pedale del gas si fa più decisa, elastico grazie a una coppia massima di 200 Nm disponibile già da 1.500 giri/min, il motore della TGI risulta ancora più vivace e pronto rispetto al propulsore da cui è derivato che, nella versione solo benzina, ha anche qualche cavallo in più. Sono infatti da sportiva le prestazioni di questa Leon che accelera in 10,9 sec da 0 a 100 km/h e può raggiungere la velocità massima di 194 km/h. Il metano, dunque, non impedisce una guida dinamica ma è decisivo nell’abbattimento di consumi ed emissioni di anidride carbonica, come dimostrano i dati dichiarati dal costruttore relativi al ciclo combinato : 3,5 kg/100 km per il metano (96 g/km di CO2), 5,4 l/100 km (126 g/km) per la benzina.

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Lunghi viaggi sicuri

Quando si tratta di un’auto bifuel a gas naturale l’argomento “autonomia” assume un rilievo particolare, perché il metano dispone sì di una rete che conta oggi oltre mille stazioni di rifornimento, ma queste non sono distribuite in maniera omogenea lungo la Penisola. Con i 15 kg di metano che possono essere stivati (l’operazione, con gli erogatori più veloci richiede non più di cinque minuti) nei due serbatoi collocati sotto il pavimento dell’auto,Seat-Leon-ST-TGI-3 la Leon TGI può arrivare a percorrere, secondo Seat, circa 400 km, qualcosa in meno, secondo noi, perché è facile lasciarsi conquistare dalla invitante progressività del motore che, sulla TGI, può essere abbinato esclusivamente a una precisa trasmissione manuale a sei marce. All’accensione l’auto parte a metano e continua ad utilizzare il gas fino a quando questo non è esaurito quando l’alimentazione passa a benzina in modo impercettibile (l’unico avviso compare sugli strumenti di bordo). Con i 50 litri di benzina la TGI può percorrere quasi 900 km portando l’autonomia totale a 1.300 km. La nuova piattaforma Mqb è stata pensata fin dall’inizio per ospitare anche i serbatoi del gas naturale e quindi la sicurezza sulla loro collocazione è fuori discussione.

 

Versatile e tecnologica

“Con Leon ST non c’è bisogno di scegliere tra sportività e praticità, perché l’auto le offre entrambe” spiega Jürgen Stackmann, Presidente di SEAT S.A, “grazie al look sportivo, alla versatilità sorprendente e alla tecnologia avanzata, questa Seat fissa un nuovo standard nella categoria delle station wagon compatte”. Lunga 4,53 m, larga 1,82 e alta 1,45, la station wagon spagnola vanta una capacità del bagagliaio che va da 587 a 1.470 litri ma che non penalizza in alcun modo lo spazio riservato ai passeggeri, decisamente abbondante per un’auto di questa categoria. La qualità costruttiva che si percepisce all’esterno la si ritrova nell’abitacolo, nei materiali utilizzati e nel design elegante e sportivo, con la plancia dominata dallo schermo touch del sistema di navigazione.

 

Company car su misura

Con Leon, e soprattutto con la versione ST, Seat Italia punta a una forte crescita nel settore delle flotte e dei noleggi a lungo termine, e un importante contributo può arrivare dalla TGI che con 15 euro fa il pieno di metano, un bell’aiuto nella ricerca di ridurre il Tco, difficile compito quotidiano di ogni fleet manager. Nella scelta degli allestimenti, poi, Seat ha studiato addirittura tre pacchetti Business, economicamente vantaggiosi, non cumulabili, da aggiungere alla dotazione standard del livello Style, quello intermedio fra Reference e FR, proposto a 23.760. Per Business Led e Business Navi si devono aggiungere 1.200 euro, 1.700 per Business High che comprende anche Navigatore, luci anteriori full Led e sensori di parcheggio.