Seat Leon: cuore spagnolo, tecnologia globale

di Piero Evangelisti

Nata alla fine degli anni ’90 Leon è la vettura che insieme a Ibiza ha incarnato l’affermazione del Marchio Seat a livello globale, uno dei due pilastri del brand – ai quali si è recentemente aggiunto il terzo, il Suv Ateca – che sta facendo superare, mese dopo mese, record storici di vendita alla Marca guidata da Luca De Meo: 117.300 unità nel primo trimestre di quest’anno, con un mese di marzo che ha fatto segnare +14% con 46.500 unità, record mensile assoluto negli ultimi 17 anni. 

 

 

Amata dalle flotte 

La terza generazione di Leon è quella che ha segnato la svolta, facendo decollare il modello anche nelle scelte delle aziende e dei noleggi, ampliando così l’orizzonte di Seat che era sempre stato un marchio scelto dai privati. A fare la differenza sono stati due fattori fondamentali: il design e la piattaforma MQB sulla quale la serie attuale, nata nel 2012, è stata realizzata, lo stesso pianale adottato per VW Golf e Audi A3 e da tanti altri modelli del Gruppo di Wolfsburg, un autentico gioiello di modularità, flessibilità e capace di fornire una eccellente stabilità alle auto che lo utilizzano. E’ intorno a questo pianale che i designer hanno creato una carrozzeria che è divenuta rapidamente un’icona in fatto di eleganza e dinamicità che ha permesso a Leon di crescere nel difficile e complesso segmento C, quello molto frequentato dalle flotte, fatto di vetture che sono la spina dorsale delle car list (delle vendite di Leon ST, per esempio, quasi il 70% è fleet). 

Aggiornamento indispensabile

La serie attuale è arrivata alla metà della sua carriera e si è rinnovata sotto tutti i punti di vista, più nei contenuti che nel design. “Con la rinnovata Leon intendiamo portare avanti la storia di successo di un modello emblematico per Seat, arricchendolo con i dispositivi multimediali, la connettività, i sistemi di navigazione e di assistenza alla guida e le tecnologie per la sicurezza già disponibili per la Ateca”, sottolinea Matthias Rabe, Vicepresidente della Marca con la responsabilità di Ricerca e Sviluppo, che aggiunge “possiamo dire di avere introdotto la Ateca dentro la Leon”. Sul fronte del design registriamo invece una dichiarazione del capo dello stile Alejandro Mesonero Romanos: “Leon è un modello vincente, non era necessario cambiarne l’immagine, ma semplicemente esaltarla e rinnovarla, puntando ad armonizzare tutte le sue parti, in particolare frontale e coda con le fiancate”. 

 

 

E il piacere di guida non cambia 

Le parole dei manager della Casa spagnola ci accompagnano nella nostra prova di guida di una Seat Leon ST, cinque porte, equipaggiata del quattro cilindri 1.6 TDI da 115 CV abbinato al cambio automatico a doppia frizione DSG a sette rapporti. Città, statali intorno a Barcellona e autostrada: il piacere di guida non cambia perché Leon offre il meglio in ogni situazione. E, in più, riesce a trasmettere un “feeling Seat” inconfondibile che ci riporta a un non più utilizzato claim del brand spagnolo, “auto emociòn”, che esprime al meglio l’indole dell’auto. Certo, la tecnologia ha preso oggi il comando sulla emozione pura, facendoci sentire più sicuri, di avere tutto sotto controllo, ma il forte carattere della spagnola si avverte in ogni momento, anche alla guida di un turbodiesel senza dover salire sulla prorompente versione Cupra. 

 

Ottimamente assistita…

Rimandando a un futuro ancora lontano le esperienze di guida autonoma si apprezzano su un’auto le sempre più numerose e raffinate assistenze alla guida che non mancano a bordo di Leon. Si comincia dal Traffic Jam Assist che consente di rilassarsi anche nelle code “stop and go”, perché l’auto frena e accelera automaticamente nel traffico in colonna fino a 60 km/h. La nostra Leon ST è dotata anche di ACC con Front Assist, il cruise control intelligente che mantiene costante la distanza dal veicolo che ci precede (anche in autostrada alle alte velocità) e che integra la frenata automatica con protezione dei pedoni. Non ci facciamo mancare nemmeno il sistema di riconoscimento della segnaletica stradale e l’”assistente” per le luci abbaglianti che garantisce sempre l’illuminazione ottimale senza disturbare i veicoli che incrociamo. 


…e connessa

Seat Leon offre il più alto livello di connettività grazie all’ultima generazione dei sistemi di infotainment e di navigazione. Il Media System Plus, collegato a un touchscreen da 8 pollici, è la novità più importante alla quale si aggiunge la Connectivity Box che consente la ricarica degli smartphone in modalità wireless oltre a migliorare la ricezione grazie all’accoppiamento automatico con l’antenna posta sul tetto della vettura. Su Seat Leon ST, insomma, il collegamento con il mondo è sempre assicurato. 

 


Per le flotte

Poter offrire versioni complete per flotte e noleggi a lungo termine è un vantaggio sia per il costruttore – che può pianificare in fabbrica modelli ad hoc – sia per i clienti che possono sfruttare il migliore valore residuo di queste versioni. Per Leon, Seat propone addirittura due livelli: Business e Business High che aggiungono molti optional alla versione Style, per la maggior parte dedicati a connettività e sicurezza

Guarda anche: SEAT LEON – TEST DRIVE