Seat entra nel progetto europeo Life Landfill Biofuel

Un progetto pensato per promuovere la produzione di gas metano dal riciclo dei rifiuti.

Seat parteciperà fino al 2023 al progetto Life Landfill Biofuel, recentemente approvato dalla Commissione Europea, il cui obiettivo è ottenere gas rinnovabile a partire dalle discariche municipali. L’obiettivo è ottenere una gestione più efficiente generando il biometano da una fonte energetica abbondante e autoctona.

Nel corso dei prossimi quattro anni, il progetto sarà sviluppato insieme ad altri partner e conterà su un budget complessivo di 4,6 milioni di euro, di cui la Commissione europea finanzierà il 55%.

“Questo progetto – ha sottolineato Andrew Shepherd, responsabile dei progetti di gas rinnovabile di Seat – ci consentirà di fare progressi nello sviluppo e nella ricerca sul biometano come alimentazione. Il nostro obiettivo finale è garantire un impatto ambientale con zero emissioni di CO2 nell’intero ciclo di vita delle vetture”. Seat sta attualmente lavorando al progetto Life Methamorphosis con l’obiettivo di promuovere l’economia circolare, l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni. Il programma prevede di ricavare il biometano da rifiuti e letame precedentemente selezionati da un’azienda agricola con sede a Lerida. Il nuovo progetto Life Biofuel rappresenta un ulteriore passo avanti poiché la materia prima proviene direttamente dalla discarica, senza previa separazione”.

Inoltre, Seat ha anche sviluppato un progetto simile con Aqualia per convertire le acque reflue in biocarburanti. Nella sua nota Seat ricorda che in Europa ci sono quasi mezzo milione di discariche, quindi lo sviluppo e la ricerca sui meccanismi di sfruttamento per ottenere il biometano dai rifiuti rappresenta un’opportunità commerciale per convertire i rifiuti in una fonte di energia che, a sua volta, contribuirà anche a ridurre le emissioni ambientali. In questo senso, esiste un grande potenziale nell’attuazione dei certificati di origine per la produzione di biometano. Questo sistema faciliterebbe lo sviluppo del settore in Spagna, come già fanno altri Paesi dell’Unione Europea, e la possibilità di trasferire queste certificazioni tra settori aprirebbe molte possibilità all’industria dei trasporti.