Seat Alhambra, lo spazio oltre le mode

di Gianni Antoniella

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La monovolume di Seat cambia senza rivoluzionare le caratteristiche che ne hanno decretato il successo. Luce e spazio in abbondanza per sette persone con bagaglio appresso. Gli interventi al telaio la rendono più maneggevole e stabile. Tre motori turbodiesel da abbinare anche all’ottimo cambio Dsg del Gruppo VolkswagenVent’anni fa le monovolume di grandi dimensioni giocavano un ruolo importante anche sul mercato italiano. Oggi le “vetturone” piacciono un po’ meno, fanno meno status di allora. Nel ventunesimo secolo sono considerate auto pratiche e utili, insomma rivolte a chi ne fa un uso professionale e proprio per questo sono adatte alle flotte aziendali. Seat-Alhambra-4Ecco allora che la monovolume è un veicolo che si rivolge a chi ha necessità di caricare tanto (ma proprio tanto) per lavoro, ma non vuole un commerciale sic et simpliciter, perché non ha intenzione di rinunciare al comfort e all’eleganza da berlina di classe delle monovolume . Innegabili rimangono i vantaggi che esse rappresentano come shuttle.

 

La sette posti di Seat

Eccola qui, la nuova generazione della monovolume spagnola che, tutto sommato ha anche un piacevole aspetto da crossover. Grande è grande, in lunghezza misura 4,86 metri e il peso sfiora le due tonnellate (1.849 chili), ha sette posti di serie, la carrozzeria sostanzialmente simile a quella sul mercato da cinque anni con qualche ritocco  per attualizzane il look e per renderla più allineata con lo “spirito di famiglia” degli altri modelli della casa spagnola (che fa parte dell’universo Volkswagen) come, per esempio, le luci posteriori a led che richiamano quelli della bestseller Leon. La gamma, articolata per il mercato italiano, è molto semplice. Due allestimenti, Style e Advanced, un solo motore, turbodiesel di due litri (Euro 6), con tre livelli di potenza (115, 150 e 184 cavalli), due cambi (manuale a sei marce e automatico a doppia frizione DSG a sei rapporti) e due possibilità di trazione: anteriore e integrale.

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Benessere a bordo

Comodo, elegante e ricco di luce, l’abitacolo della Alhambra è quello che caratterizza tutte le moderne monovolume. I posti sono sette di serie ed è facilissimo far scomparire sotto al pavimento la fila centrale e quella posteriore, sfalsate in modo tale che ci sia l’effetto cinema: tutti vedono lo schermo che in questo caso è il parabrezza. Inoltre, come ormai tradizione, si possono avere i sedili della fila centrale che integrano i seggiolini per i bambini. Lo stile della zona passeggeri è rimasto quello della versione precedente tranne per il volante che è nuovo ed è quello che viene usato anche sulla Leon. L’autentico salto di qualità della nuova monovolume spagnola sta nei sistemi elettronici di controllo e di infotainment di cui è ora equipaggiata. Fra gli apparati di sicurezza vanno citate l’introduzione della frenata anticollisione multipla e il controllo dell’angolo cieco. Sul versante della connettività si va dal Mirror Link al Seat Link che non pone limiti alla connettività del proprio smartphone (in questo campo decisiva è la collaborazione fra Seat e Samsung). Infine, con Seat ConnectApp tutto quello che si trova sul proprio telefonino intelligente può essere governato a voce, una funzione che consente di non staccare mai le mani dal volante. All’immenso  vano di carico si accede dal grande portellone posteriore che sull’allestimento Advanced è a movimento elettrico di serie. Lo spazio per il carico è sempre un fiore all’occhiello di Alhambra: quando si viaggia in sette ci sono sempre 300 litri a disposizione che possono diventare quasi 3.000 se a bordo si è soltanto in due.

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Grande e maneggevole

La regolazione attiva dell’assetto (DCC) introdotta su questa generazione della monovolume Seat aiuta in modo decisivo a migliorarne il comportamento su strada. La massa importante e la notevole altezza (1,72 m) non fanno dell’Alhambra un auto che si trova bene sul misto stretto, ma questo è un fatto comune a tutte le monovolume. Né si può pensare di fare i disinvolti con il volante quando si trasportano altre sei persone,perché chi siede sulla fila centrale e soprattutto su quella posteriore ha il diritto al comfort come chi siede davanti. Su Alhambra, comunque, si apprezzano l’assetto a controllo elettronico unito all’ESP che assicurano una buona stabilità e riducono al minimo il rollio. Questa generazione di Alhambra offre poi la possibilità di scegliere tra il cambio a comando manuale e il DSG automatico a doppia frizione. Viste le caratteristiche della vettura, senza dubbio l’opzione migliore è quella “automatica” anche se l’accessorio è possibile ottenerlo solo sulle versioni da 150 e 184 cavalli. Auto concepita per lunghi viaggi, tra gli optional a disposizione va citato il sedile del guidatore con funzione massaggio: una serie di cuscini annegati nella poltrona, gonfiandosi e sgonfiandosi producono un vero e proprio massaggio che migliora decisamente il comfort del guidatore. Quanto a prestazioni e consumi, la Alhambra con 150 cavalli appare come il compromesso migliore, anche perché vanta un prezzo di listino che non è così distante da quello della versione da 115 Cv che sono un po’ troppo pochi e non aiutano a migliorare le percorrenze con un litro di gasolio, e ciò al netto dei dati ufficiali. C’è, infine, la Alhambra equipaggiata del propulsore da184 cavalli, un’auto assolutamente  brillante e anche divertente da guidare, soprattutto in autostrada e sulle curve lunghe e percorse in appoggio, peccato che tutta questa esuberante potenza non sia strettamente necessaria nella vita di tutti i giorni.