Scricchiola l’economia, ma l’ottimismo regge

di Gian Primo Quagliano

Cerchiamo sempre di cominciare questi nostri editoriali con una buona notizia ma, se pensiamo all’economia e alla politica di buone notizie è difficile trovarne. L’ultimo dato sul Pil, pubblicato il 2 maggio, mette in luce una tendenza al rallentamento della ripresina partita nel secondo semestre del 2014. A ciò si aggiunge che, nel momento in cui licenziamo questa nota, il quadro della politica e della governabilità del Paese non è sicuramente roseo e non si vede come possa migliorare nel prossimo futuro.

Nella storia dell’economia ci sono però casi in cui vi sono Paesi che progrediscono proprio quando non hanno un governo o hanno un governo debole. Qualche volta è successo anche in Italia e quindi speriamo che quello che abbiamo davanti sia uno di questi periodi. D’altra parte l’ottimismo è un dovere per tutti coloro che vogliono che le cose migliorino. E ciò sia che siano padri di famiglia, imprenditori, governanti o semplicemente osservatori della realtà come noi.

E, dunque, siamo ottimisti. Un contributo in questo senso ci viene in questo numero dal bell’articolo di Robert Satiri, autorevole presidente della Consulta per la formazione permanente di Aiaga, che ci informa che “con computer, smartphone e app i pagamenti elettronici sono una realtà” con beneficio per la semplificazione delle procedure aziendali ed anche del fisco e della trasparenza in economia. E un aiuto di rilievo ci viene anche da Laura Echino, vicepresidente della già citata giunta di Aiaga che, partendo dalla constatazione che fleet manager non si nasce, ci dice che la formazione è in campo e ci illustra le iniziative che Aiaga ed Econometrica hanno messo e stanno mettendo a punto per favorire la crescita professionale di tutti coloro che si occupano di flotte aziendali. E ancora in chiave positiva può essere interpretato l’intervento del mitico presidente di Aiaga, Giovanni Tortorici, che ci parla della questione del diesel e, tra le righe, ci dice che il pensionamento di questo tipo di alimentazione, che riguarda il 90% delle auto nelle flotte, non è certo dietro l’angolo.

Una ventata di ottimismo ci viene anche dalle interviste a Grègoire Chové di Arval e a Luca Cantoni di Fca che ci informano che, anche se l’economia scricchiola, le grandi aziende continuano ad investire e quindi puntano sul futuro. E Antonella Donati, consigliere di Aiaga, ci racconta una best practice su una flotta “rosa” sempre più efficiente, il massimo del politically correct. Abbiamo poi in questo numero, per la prima volta una firma molto prestigiosa che è quella di Fabrizio Binacchi, grande giornalista con esperienze di notevole rilievo nella comunicazione televisiva ed anche nella gestione di realtà televisive. Fabrizio ci parla di distrazione alla guida, mentre Giorgio Costa ha condotto una inchiesta sui fleet manager che garantiscono che, nel loro lavoro, viene prima la sicurezza e poi la funzionalità.

Non abbiamo motivi di dubitarne, ma, ad ogni buon conto, verificheremo perchè è la verifica che caratterizza la stampa libera e la nostra comunicazione è e continuerà ad essere libera. E verificheremo anche, sentendo l’altra faccia della luna e cioè i fleet manager, se e quando i programmi sull’assistenza delle principali società di noleggio raccolti da Luigi Gemma corrispondano effettivamente alle necessità del nostro pubblico che è quello dei fleet manager. Ci pare che il sommario di questo numero di Auto Aziendali magazine sia piuttosto denso di contenuti ma non ci siamo dimenticati la parte automobilistica con le anticipazioni ed anche i video sulle auto che stanno per arrivare e alcune prove su strada di vetture che meritano di essere quantomeno provate e magari inserite nelle car list.