Sanificazione delle auto, un vademecum per i fleet manager

di Giovanni Tortorici

Come si sanificano le auto delle flotte? Cosa possono fare i fleet manager? Quali procedure sono efficaci e quali sono consigliate dalle fonti istituzionali? Giovanni Tortorici, presidente di Aiaga, dà degli utili consigli. 

In attesa di una cura ed un vaccino contro il Covid-19, per cercare di ripartire in modo da non creare inneschi di focolai, dobbiamo pensare a contrastare il contagio alla fonte. L’interno degli abitacoli di una vettura potrebbe essere un luogo potenzialmente a rischio, soprattutto nel caso di veicoli condivisi o comunque che ospitano persone a volte non dello stesso nucleo familiare.

PULITO NON È SINONIMO DI SANO

Una superficie pulita può non essere sana, perché contaminata da agenti patogeni. I termini detergere, igienizzare, disinfettare e sanificare non sono equivalenti.

  • Detergere vuol dire pulire dalle impurità
  • Igienizzare significa eliminare batteri e sostanze nocive
  • Disinfettare significa igienizzare in modo più profondo ancora
  • Sanificare è un’altra cosa: è un intervento mirato ad eliminare alla base qualsiasi batterio ed agente contaminante che con le comuni pulizie non si riesce a rimuovere.

Per eliminare i germi completamente è necessario, dopo la pulizia, disinfettare ossia igienizzare in maniera più profonda. La disinfezione deve essere fatta utilizzando un detergente disinfettante, che per essere tale deve essere approvato dal Ministero della Salute e riportare la dicitura “Presidio Medico Chirurgico”. Disinfettando si eliminano il 99% dei batteri. La totale rimozione dei batteri si ottiene solo con la sterilizzazione, necessaria in determinati ambienti, ad esempio nelle sale operatorie o nell’industria alimentare.

Leggi anche: NLT, ecco i programmi per la sanificazione delle flotte

IL PROCESSO DI SANIFICAZIONE

La sanificazione è un processo di disinfezione basato sul rilascio di prodotti chimici (ma anche vapori o radiazioni se certificati come efficaci), al fine di ridurre la presenza di batteri, spore fungine e virus che possono essere presenti sulle superfici. Non si tratta di una vera e propria sterilizzazione, ma si posiziona un gradino sopra la disinfezione perché serve a rendere un ambiente ancora più sicuro.

Tutte le operazioni di sanificazione devono essere eseguite da personale debitamente informato e formato oltre ad essere dotato dei dispositivi di protezione individuale previsti dal documento aziendale di valutazione dei rischi ex d.lgs. 81/2008 e/o prescritti dalle vigenti disposizioni anti-contagio. I rifiuti prodotti durante le operazioni di sanificazione devono essere gestiti e smaltiti secondo le vigenti disposizioni di legge.

Come si evince, per sanificare l’auto, bisogna seguire documenti che rimandano ad altri documenti nella tradizionale e sbandierata semplificazione della burocrazia. Vediamo di capire come ottemperare agli obblighi di legge (non sempre chiarissimi).

PRODOTTI PER LA SANIFICAZIONE

Attenendosi alla Circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22 febbraio 2020, la raccomandazione per sanificare ambienti dove è possibile che ci sia o che ci sia stata una contaminazione Covid-19 sono:

  • ipoclorito di sodio 0,1%; (più nota come comune candeggina)
  • alcol (etanolo) almeno al 70% v/v

Per essere trasparenti, diciamo subito che la sigla v/v indica la concentrazione percentuale di una soluzione corrispondente ai millilitri (mL) di soluto sciolti in 100 mL di soluzione. Sull’uso di tali prodotti all’interno di una vettura, ci sono parecchi dubbi. L’ipoclorito di sodio 0,1% potrebbe arrecare danni su alcuni materiali.

La candeggina non è “gentile” sugli interni delle vetture, ma non da meno è l’alcol (min. 70% v/v). Andrebbe evitata la candeggina, che potrebbe rovinare il rivestimento dell’auto.

Oltre alla candeggina, anche l’acqua ed i detergenti a base di ammoniaca sono sconsigliati quando si puliscono lo schermo di infotainment (touchscreen) ed il volante, perché pieni di componenti elettronici. Alcune case automobilistiche sconsigliano l’uso di solventi o prodotti a base alcolica, sottolineando come una strategia migliore sia quella di tenere pulite le dita prima di toccare il touchscreen. Diciamo che i prodotti suggeriti ci sono, ma bisogna fare attenzione a come usarli, per non danneggiare il veicolo.

RIVOLGERSI A PROFESSIONISTI

Durante la pulizia del veicolo, andrebbero indossati dei guanti monouso, cercando di fare molta attenzione alle maniglie delle portiere, al cambio, alle fibbie delle cinture di sicurezza, ai braccioli, ai regolatori dei sedili ed alle leve dietro al volante come quella per mettere la freccia. Insomma a tutte quelle superfici che si tendono a toccare di più, nelle quali si potrebbe annidare maggiormente il virus.

Il consiglio, prima di applicare il prodotto, è di provarlo in un’area dell’auto più scura o comunque meno visibile in caso di un improvviso scolorimento della parte trattata. Se si ha un interno in pelle invece tutto diventa più rischioso, perché molti prodotti potrebbero seccarla.

Dopo la pulizia e l’asciugatura, è necessario perciò passare una seconda volta sulla superficie un balsamo specifico sulla pelle per evitare delle crepe. Conveniente è anche usare un panno in microfibra, perché fatto di un tessuto a piccoli anelli che cattura lo sporco e le particelle di polvere, prima che questi possano graffiare superfici di plastica delicate o lucide. Al contrario, le salviette di carta o i tovaglioli puliti attirerebbero la sporcizia e i detriti che potrebbero danneggiare il materiale di rivestimento. Se si hanno sedili in tessuto, va evitato di creare troppa schiuma quando si utilizza il sapone, perché questa potrebbe arrivare a impregnare il cuscino interno finendo per creare un odore di muffa o addirittura muffa stessa. Ed alla fine di tutto vanno sempre lavate le mani.

Leggi anche: Auto No Problem, arriva il kit per la sanificazione delle auto

OGNI QUANTO FARLA?

La frequenza di sanificazione degli automezzi aziendali non è ancora precisata dalle disposizioni di legge vigenti, almeno ad oggi. La raccomandazione è di eseguire la sanificazione in modo appropriato e frequente. Il buon senso ci porta a dire che è indicato procedere alla sanificazione dell’abitacolo dell’auto aziendale ogni qualvolta ci sia un nuovo utilizzatore.

Sarebbe buona cosa ridurre al minimo, per quanto possibile, l’impiego di automezzi aziendali condivisi tra diversi conducenti o tra diversi turni/gruppi di lavoro, ma a volte questo potrebbe non essere facilmente realizzabile. L’indicazione principale è quella di ingaggiare professionisti, vista la cura che serve nella sanificazione e nel trattare i rifiuti della stessa. L’alternativa è quella di utilizzare personale interno, ma deve essere ben equipaggiato ed addestrato per sanificare ambienti potenzialmente infetti e quindi molto pericolosi.

Non è consigliabile improvvisare un mestiere non proprio, anche perché le attrezzature idonee alla sanificazione e la formazione e l’addestramento del personale non sono semplici da trovare o da realizzare in tempi brevi.

La sanificazione delle vetture aziendali è un bel rompicapo. I composti da utilizzare sanificano il veicolo, ma potrebbero arrecare qualche danno, se usati in modo non adatto: la candeggina e l’alcol puliscono, ma se provate ad usarli poco diluiti e senza tirarli via alla svelta, “lasciano un segno indelebile”.