Sanguinetti (Chevrolet): la ricetta per la ripresa

di Vincenzo Conte

imageDottor Sanguinetti, qual è il suo giudizio sulla situazione attuale del mercato automobilistico nel nostro Paese? In che modo, a suo parere, il comparto automobilistico può uscire da questa crisi e tornare a crescere?
“Il mercato automobilistico è entrato in una crisi sistemica per una serie di ragioni ben note: il contesto di recessione, i fondamentali macroeconomici negativi, la fiducia dei consumatori al valore più basso tra tutti i paesi dell’Europa occidentale a parte il Portogallo, la difficoltà di accesso al credito, la disoccupazione giovanile che sfiora il 40%, la pressione fiscale, il costo dei carburanti ormai a livelli inaccettabili. E’ evidente che in uno scenario così complesso la propensione all’acquisto di beni durevoli è fortemente limitata. In questo contesto si può immaginare che una politica volta ad incentivare la sostituzione del parco circolante obsoleto potrebbe nel breve termine dare nuovo impulso al mercato automobilistico”.

A pagare il calo delle vendite sono stati, in maniera particolare, i concessionari. Quali sono, a suo modo di vedere, i fattori competitivi più importanti su cui un concessionario deve poter contare per restare con profitto sul mercato?
“In uno scenario di mercato in cui si perdono oltre mezzo milione di vendite a privati in due anni, la tensione sui margini unitari è inevitabilmente sempre più forte con una pressione competitiva molto accentuata. A questo si aggiunge la difficoltà di reperire fonti di finanziamento bancario, e quando queste sono disponibili l’estrema onerosità delle stesse. Tutto questo impone un ripensamento dello stesso ruolo del concessionario, il quale non può più limitare le proprie competenze alla gestione economica, ma deve sviluppare una attenzione nuova agli aspetti patrimoniali dell’azienda, ponendo grande attenzione alla struttura del debito, alla gestione del cash flow, alla rotazione del proprio capitale circolante”.

Chevrolet è tra le case automobilistiche più attive nel nostro Paese nel segmento delle flotte aziendali. Di questo rinnovato interesse, della situazione del mercato automobilistico in generale e di come tornare a crescere abbiamo discusso con Federico Sanguinetti, presidente e AD di Chevrolet Italia. Naturalmente una casa automobilistica importante come Chevrolet non può trascurare l’importanza di una rete di vendita adeguatamente formata e ben radicata sul territorio. Quali sono i vostri programmi per quel che riguarda la collaborazione con i vostri concessionari?
“Chevrolet sta varando un progetto formativo rivolto ai titolari delle nostre concessionarie che non ha eguali in Italia; in collaborazione con SDA Bocconi abbiamo sviluppato un master gestionale specifico che intende fornire tutti gli strumenti indispensabili per fare evolvere il ruolo del concessionario in senso sempre più imprenditoriale: capacità economiche, monetarie e finanziarie, comprensione dei reports gestionali, capacità di analisi degli andamenti dei singoli reparti, ma anche controllo dei nuovi strumenti di marketing, customer satisfaction e processi di fidelizzazione, ma anche e soprattutto capacità di impresa intesa come valorizzazione del capitale umano, capacità di creare eccellenze e di motivare ed incentivare in maniera efficace i propri dipendenti”.

Con la nuova Volt, Chevrolet ha voluto rinnovare profondamente in senso ecologico la sua offerta. Lei ritiene che possa essere un’auto adatta anche per l’uso aziendale?
“Volt rappresenta in questo momento l’unica soluzione di auto elettrica realmente fruibile nell’uso quotidiano. La tecnologia che abbiamo sviluppato consente infatti di superare il principale limite delle vetture ad alimentazione elettrica già presenti sul mercato: l’autonomia limitata. Volt è infatti l’unica vettura a trazione elettrica ad avere un’autonomia estesa sino ad oltre 500 km, grazie alla presenza di un generatore termico che entra in funzione automaticamente quando le batterie agli ioni di litio tendono ad esaurire la loro carica; per questo Chevrolet Volt è una vettura elettrica adatta ad ogni esigenza di mobilità, anche quella legata a percorrenze quotidiane elevate tipiche delle vetture presenti nei parchi aziendali”.

A proposito di auto aziendali, è d’obbligo una riflessione su questo segmento di mercato che in una congiuntura negativa ha fatto finora registrare andamenti controcorrente. Come lo spiega? Qual è, a suo modo di vedere, la ricetta per consolidare la crescita?
“La crescita dei canali aziendali in parte è fisiologica, legata cioè alla necessità di rinnovo del parco rimandata negli scorsi anni, in parte ascrivibile ad un focus strategico sempre piu’ rilevante da parte di tutte le case sullo sviluppo del business fleet attraverso programmi dedicati, impiego di risorse finanziarie ed organizzative crescenti. Per sviluppare ulteriormente questa fondamentale porzione di business, risulterà indispensabile ancora una volta investire nella professionalizzazione delle reti di vendita per massimizzare tutte le opportunità che i canali flotte e B2B presentano sui vari territori affidati ai concessionari”.

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