Riparte la manutenzione stradale in Italia: consumi di asfalto in crescita dopo 12 anni di calo ininterrotto

Inversione di tendenza per i consumi di asfalto in Italia. Dopo 12 anni di calo continuo, dovuti alla prolungata assenza di lavori di manutenzione delle nostre strade, il 2018 segna infatti una ripresa dei consumi di asfalto. Si tratta di un segnale positivo per la sicurezza delle nostre strade.

È quanto emerge dalla nuova analisi trimestrale effettuata dall’Associazione SITEB – Strade Italiane E Bitumi, resa nota alla vigilia di Asphaltica World, il Salone dedicato alle infrastrutture stradali e alle opere di impermeabilizzazione, in programma a Roma il 25 e 26 ottobre prossimi.

 

 

Il report dell’Associazione evidenzia che nel 2018, per la prima volta dopo oltre 10 anni di costante calo (dalle oltre 44,2 mln di tonnellate del 2006 alle stazionarie 23 registrate nel triennio 2015-2017), la produzione di conglomerato bituminoso (indicatore primario delle attività di costruzione e manutenzione delle strade) registrerà a fine anno una leggera crescita (+3%) che induce a ben sperare per la ripresa del comparto e soprattutto per la sicurezza delle nostre strade.

“Sono trascorsi ben 12 anni – evidenzia il Presidente SITEB, Michele Turrini – dall’ultima volta che un segno positivo è apparso nella rilevazione mensile della vendita di bitume in Italia. Si tratta di una leggera crescita, ma è un segno carico di significato che si dovrebbe consolidare nei prossimi mesi portando al +3% a fine anno. A trascinare verso l’alto le vendite di bitume ha contribuito senz’altro l’ANAS (principale stazione appaltante del Paese) che ha finalmente avviato un piano di interventi come non si vedeva da tempo, rimettendo in moto il settore. Il nuovo Esecutivo ha ora una grande opportunità: fare seguire i fatti alle consuete promesse di investimenti sulle infrastrutture, troppe volte annunciate e disattese dai diversi Governi che si sono alternati negli ultimi anni. Le arterie comunali e provinciali sono quelle che necessitano di un più urgente e immediato intervento. Ora bisogna porre rimedio agli oltre dieci anni in cui si è costantemente e irresponsabilmente tagliato sulle spese di manutenzione del nostro patrimonio stradale, provocandone il suo graduale deterioramento”.