Rimborso delle spese di parcheggio. Tutte le regole da seguire – Gli esperti rispondono

di Carla Brighenti e Davide De Giorgi

Fisco e dintorni – Gli esperti rispondono, rubrica a cura di Carla Brighenti (dottore commercialista) e Davide De Giorgi (avvocato tributarista)

Quesito: Vorrei sapere il corretto trattamento fiscale delle spese di “parcheggio” sostenute da un dipendente in trasferta fuori Comune.

Con la Risposta n. 5 del 2019, l’Amministrazione finanziaria ha chiarito il trattamento fiscale delle spese di parcheggio sostenute dal dipendente in occasione di trasferte lavorative fuori dal territorio comunale, facendo dipendere tale trattamento dalle modalità di “rendicontazionerimborso” posta in essere tra dipendente e azienda (sistema forfettario, sistema analitico e sistema misto). Il forfettario prevede che il rimborso sia escluso dall’imponibile del dipendente fino all’importo di 46,48 euro al giorno, elevato a euro 77,47 per le trasferte all’estero, mentre i rimborsi “analitici” “documentati” delle spese di viaggio non concorrono a formare il reddito. Il sistema “misto” prevede invece dei limiti di esenzione dell’indennità di trasferta.

Pertanto, così come specificato dalle Entrate, il rimborso al dipendente delle spese di parcheggio nei tre casi considerati essendo diverso da quelle di viaggio, trasporto, vitto ed alloggio è assoggettabile interamente a tassazione laddove il datore di lavoro abbia adottato i sistemi del rimborso “forfettario” e “misto” mentre non forma reddito fino a 15,49 giornalieri (25,82 per le trasferte all’estero) nei casi di rimborso “analitico”.