Rimborso chilometrico per tratta casa-lavoro

di Stefano Sirocchi

FISCO E DINTORNI – L’ESPERTO RISPONDE
Rubrica a cura di Stefano Sirocchi, dottore commercialista

QUESITO: Il rimborso km del dipendente calcolato sul tragitto abitazione-luogo di trasferta (anziché sede di lavoro – luogo di trasferta) è esente da imposta?

Nell’alternanza tra smart working e lavoro in azienda, può accadere che i lavoratori che utilizzano la propria auto per gli spostamenti di lavoro, trovino più comodo partire dalla propria abitazione, anziché dalla sede di servizio. I rimborsi spese corrisposti sotto forma di rimborso chilometrico per l’espletamento della prestazione lavorativa in un comune diverso da quello in cui è situata la sede di lavoro sono esenti da imposizione, a condizione che l’ammontare dell’indennità sia calcolato in base alle tabelle ACI, tenuto conto della percorrenza effettuata e del costo chilometrico relativo al tipo di autovettura utilizzata dal dipendente.

Peraltro, tali elementi devono risultare dalla documentazione interna conservata dal datore di lavoro. Nel caso in cui il dipendente decida di partire dalla propria abitazione, è necessario distinguere se il tragitto “casa – località della missione” sia inferiore o maggiore rispetto a quello calcolato con partenza dalla sede di lavoro. Nella prima eventualità, un rimborso chilometrico di minor importo sarebbe non imponibile.

Viceversa, nell’ipotesi in cui la distanza percorsa risultasse maggiore rispetto a quella “sede di servizio – località della missione”, con la conseguente erogazione di un rimborso chilometrico di importo maggiore rispetto a quello calcolato dalla sede di servizio, la differenza andrebbe a formare reddito imponibile per il dipendente.

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