
Qual è il vostro giudizio sullo stato attuale del processo di elettrificazione della mobilità? Qual è il ruolo delle flotte aziendali all’interno di questo processo?
Di Carlo: “L’elettrificazione è entrata ora in una fase interessante. Le flotte e il noleggio coprono ormai 1/3 delle immatricolazioni, rappresentando uno straordinario banco di prova. L’auto aziendale è un motore di cambiamento, perché unisce in sé il veicolo, l’energia necessaria a muoverlo e i dati che ci consentono di evolvere in maniera razionale”.
Cimarra: “L’importanza della flotta per CIRFOOD è legata al delicato servizio che svolgiamo, che coinvolge scuole, strutture sociosanitarie e utenti finali sensibili. CIRFOOD è proprietaria della flotta, promuoviamo attivamente l’adozione di mezzi elettrici, gestiamo direttamente le manutenzioni e abbiamo la possibilità di installare punti di ricarica all’interno delle nostre strutture. Le autonomie di percorrenza oggi disponibili ci consentono di coprire agevolmente due o tre giornate lavorative”.
Quali sono oggi i principali ostacoli a una diffusione ancora più veloce delle auto elettriche nelle flotte? E quali invece i fattori che possono facilitarla?
Di Carlo: “Concentriamoci sui fattori abilitanti: la tecnologia ha fatto passi da gigante in pochi anni, consentendo al driver di poter scegliere sempre più spesso una BEV in alternativa ad una ICE. Dal punto di vista del datore di lavoro, per la prima volta nella storia è possibile rompere le regole: utilizzare l’energia elettrica – autoprodotta o acquistata – come “propellente”, il tutto comodamente presso le sedi aziendali abbattendo i relativi costi fino al 70%. Se inoltre il legislatore dovesse accettare la richiesta dell’intero settore di abolire la doppia tassazione in capo al dipendente per il rimborso dell’energia presso l’abitazione, potremmo estendere ulteriormente questi risparmi”.
Cimarra: “L’informazione e la divulgazione dei temi legati alla mobilità elettrica rappresentano, a nostro avviso, il principale strumento per favorirne una diffusione consapevole. In quest’ottica abbiamo organizzato sessioni formative dedicate e test drive di più giorni, che hanno facilitato e supportato la scelta dell’elettrico da parte dei driver. In CIRFOOD, nel 2025, il 75% dei rinnovi dei contratti NLT per le auto in fringe benefit è stato di tipo BEV”.
Nel vostro case history congiunto, che cosa vorreste sottolineare di particolarmente rilevante?
Di Carlo: “Solo un confronto aperto consente al cliente di trarre il meglio dai fornitori, e viceversa solo un atteggiamento di ‘consulenza pratica’ consente al fornitore di entrare in sintonia con il cliente. Nell’ultimo anno abbiamo affrontato con CIRFOOD alcune criticità: il comune denominatore è stato la capacità reciproca di ascolto e l’esigenza assoluta di raggiungere un buon livello di servizio per gli utilizzatori dei nostri servizi. L’altro elemento interessante è la molteplicità degli ambiti: partendo dalla mobilità ci siamo concentrati sull’autoproduzione di energia attraverso impianti fotovoltaici, di cui ci occupiamo da qualche anno, fino alla fornitura di energia elettrica con garanzia d’origine”.
Cimarra: “Sicuramente ci siamo trovati ‘proiettati’ in un contesto in forte evoluzione, caratterizzato da un elevato grado di complessità, dovuto alle molteplici novità e tecnologie legate all’elettrificazione. Il tempo necessario per consolidare una prassi, un processo o un rapporto commerciale spesso coincide con il nascere di nuove esigenze, che ci mantengono in una continua fase di evoluzione e di comunicazione con i nostri partner. Siamo passati da un semplice rapporto di fornitura di energia a una vera e propria partnership, focalizzata sullo sviluppo di infrastrutture fotovoltaiche e di soluzioni per la mobilità elettrica. I risultati ottenuti fino ad oggi sono motivo di soddisfazione e ci permettono di affrontare con maggiore serenità le future sfide che il settore ci prospetterà”.