Renegade, il nuovo corso di Jeep

di Piero Evangelisti

aam17-Renegade,-il-nuovo-corso-di-JeepPrima Jeep costruita in Italia, Renegade porta lo storico brand dell’off-road nel segmento in grande espansione dei Suv compatti premium. Design originale ma con il classico family feeling di Jeep. Disponibile a trazione integrale e a due ruote motrici, con motori a benzina e diesel da 120 a 170 CV. Secondo il vocabolario Treccani la parola “jeep” significa “autovettura a quattro ruote motrici, adatta per il fuoristrada, destinata in origine a impieghi militari e utilizzata poi anche per usi civili” e, potremmo aggiungere, “raro esempio di come un marchio possa diventare rappresentativo di un’intera categoria di oggetti”, con buona pace di concorrenti che a questo tipo di auto hanno dato molto. Icona a stelle e strisce, Jeep, da qualche mese, è diventata un po’ italiana, non tanto perché parte del Fiat Chrysler Automobiles Group (sulla cui italianità si potrebbe a lungo discutere), ma perché l’ultima nata, la Renegade di cui vi parliamo oggi, viene costruita  nello stabilimento FCA di Melfi, sulla stessa linea di montaggio dell’imminente crossover Fiat 500 X con la quale condivide il pianale.

 

aam17-Renegade,-il-nuovo-corso-di-Jeep-2Compatto Suv premium

Renegade, secondo gli standard americani è un suv compatto, mentre da noi è forse più corretto definirlo di taglia media in virtù di una lunghezza di 4,23 metri e di un design che fa apparire la nuova Jeep ancora più grande, merito anche della sua carrozzeria a sviluppo verticale (è alta 1,69 m) e della linea di cintura alta che non riduce comunque la visibilità grazie alla posizione di guida rialzata. Una delle peculiarità di tutte le Jeep è la carica positiva che sanno trasmettere al primo sguardo attraverso forme che ci parlano di solidità, affidabilità e agilità, e anche Renegade (che porta un nome ricorrente nella storia di Jeep ma che con i modelli omonimi precedenti non ha nulla in comune) con i tagli decisi del suo design possiede quella dote. Gli Sport Utility Vehicle non hanno finora raccolto nel settore delle flotte aziendali quel successo che li ha portati in Italia a dominare, insieme ai crossover, la fascia del mercato rappresentata dai clienti privati. La nuova Renegade, tuttavia, può diventare una interessante alternativa anche per la clientela business che sceglie autovetture premium.aam17-Renegade,-il-nuovo-corso-di-Jeep-4 Jeep è infatti, senza alcuna riserva, un brand premium, una “patente” che si è guadagnata anche Renegade grazie a una qualità costruttiva impeccabile, un “made in  Italy” di cui andare fieri. Gli elevati standard qualitativi si ritrovano nell’abitacolo che si presenta con una grafica hi-tech ma non fredda, per non alterare quel senso di familiarità che tutte le Jeep sono sempre state capaci di trasmettere. Tre sono i livelli di allestimento: Longitude, Limited e l’esclusivo Trailhawk. 

 

Trazione anteriore o integrale

E’ difficile pensare al marchio Jeep senza associarlo alla guida off-road e alla trazione integrale, però il mercato, che sceglie crossover e Suv più per il look che per le doti fuoristradistiche (li si usa, del resto, praticamente sempre sull’asfalto), ha obbligato il brand americano a proporre per Renegade l’alternativa fra la trazione anteriore e quella classica 4×4 in due versioni, una più soft e una per il fuoristrada estremo (Trailhawk). La soluzione a due ruote motrici è ovviamente la più economica, non altera le qualità intrinseche del modello in termini di comfort e stabilità di marcia, e appare come la più idonea nel caso in cui la vettura sia destinata a un uso aziendale. La Renegade 2WD può essere scelta con il propulsore a benzina Multijet, 1.4 l da 140 CV oppure con il turbodiesel Multijet 1.6 L da 120 CV. La trazione integrale, tuttavia, è sempre più diffusa anche su berline e station wagon premium perché offre indubbie riserve di sicurezza in più, come quando, per esempio, si viaggia sull’asfalto bagnato o si affrontano curve ad alta velocità, e quindi la versione di Jeep Renegade che Auto Aziendali Magazine ha deciso di prendere in esame è la 4WD Active Drive equipaggiata del Multijet 2.0 che eroga una potenza massima di 140 CV (coppia massima 350 Nm a 1.500 g/min)  con cambio manuale a sei marce (27.300 euro nell’allestimento Longitude). Per tranquillizzare chi si preoccupa dei maggiori consumi che possono derivare dall’uso della trazione integrale va detto subito che la tecnologia Active Drive include un dispositivo che permette di passare alla trazione anteriore quando le condizioni della strada non richiedono quella sui due assi.

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Al volante

Indipendentemente dalla trazione scelta la marcia è, comunque, sempre confortevole, con il propulsore Multijet sempre pronto a supportare una guida dinamica che può produrre quel leggero rollio che ci si può attendere su tutte le auto a baricentro alto. I consumi dichiarati da Jeep (5,1 l/100 km , con 134 g/kmdi CO2 emessi, quello combinato) risentono del design che non ha sacrificato la personalità e la funzionalità di Renegade sull’altare di un’aerodinamica esasperata. Lo spazio a bordo è più che abbondante per quattro adulti, mentre la seduta centrale del divano posteriore è di dimensioni ridotte. Complessivamente ciò che Jeep Renegade trasmette è un senso di benessere, di avere tutto sotto controllo in ogni momento, che deriva da quella carica positiva che, come abbiamo già detto, è la dote comune a tutte le Jeep, anche quella che sta diventando l’orgoglio della fabbrica di Melfi.