Rendere la flotta più sicura? Ecco come fare

di Sabrina Negro

La car policy aziendale è uno strumento indispensabile non solo per definire i principi su cui si basa la mobilità dei propri dipendenti, ma anche in ottica di riduzione dei rischi per le persone e di incentivo alla sicurezza stradale. L’obiettivo primario nella gestione di una flotta è certamente la diminuzione del “costo umano” derivante dagli incidenti; ma una maggior sicurezza della flotta significa anche minori costi in termini di riparazioni e costi assicurativi. Come implementare dunque politiche di sicurezza efficaci per la propria flotta di veicoli?  

 

1 – Assicurarsi che tutti salgano sul carro della sicurezza

Il navigatore è un optional, la sicurezza no. Un driver non deve in alcun momento dubitare del fatto che la tutela della sicurezza sia una priorità assoluta aciascun livello del management aziendale.

 

2 – Giustificare l’investimento 

Implementare un programma di sicurezza globale richiede tempo e risorse, quindi è importante sapere giustificare l’investimento attraverso un caso aziendale. Puntare sulla sicurezza è un dovere morale, ma è anche un’opportunità per l’azienda: un ambiente più sicuro significa, tra l’altro, meno costi di riparazione, meno perdite di produttività del dipendente, minori costi assicurativi, meno complicazioni legali. 

 

3 – Lavoro di squadra

Una volta messo in essere, occorre assicurarsi che chiunque in azienda rispetti il programma di sicurezza globale. Ciascuna funzione – dalle risorse umane alla finanza, dalle vendite all’amministrazione – deve avere chiare le priorità: in nessun modo un driver dovrà, ad esempio, sentirsi sotto pressione per raggiungere obiettivi di vendita o di produttività che potrebbero in qualche modo compromettere la sua sicurezza.

 

4 – Raccogliere i dati

È importante che le aziende siano consapevoli di frequenza e costi degli incidenti e che raccolgano dati per fissare parametri di miglioramento così da identificare migliori pratiche a livello nazionale e internazionale. Comprendere abilità e comportamento di guida dei conducenti è fondamentale per individuare i fattori di rischio tra i dipendenti. Software di valutazione on-line e dispositivi telematici sono in grado di individuare comportamenti di guida pericolosi e di fornire dati precisi, quali ad esempio il tasso di accelerazione e di frenata. 

 

5 – Sfruttare la tecnologia

La tecnologia è alleata dei gestori di flotta. Il mercato è pieno di piattaforme che consentono al gestore di flotte di gelocalizzare il driver e conoscere il suo comportamento di guida in tempo reale. Auto “intelligenti”, dotate di moderni sistemi di ausilio alla guida, quali dispostivi di rilevamento della stanchezza, avviso di mantenimento della carreggiata, chiamata automatica in caso di emergenza, possono contribuire in maniera determinante a incrementare la sicurezza attiva della flotta.  

 

6 – Formare i conducenti

Mantenere i driver aggiornati attraverso una formazioni continua, che sia online, di gruppo o individuale. Sul mercato esiste una grande varietà di organizzazioni specializzate nella formazione in tema di sicurezza che possono insegnare ai dipendenti come migliorare la propria capacità e comportamento al volante. 

 

 

7 – Premiare i comportamenti virtuosi

Il dipendente deve percepire che il programma di sicurezza è stato implementato per tutelarlo e non per punirlo. Bisogna stabilire obiettivi misurabili quali la riduzione del consumo di carburante attraverso una guida più fluida o la diminuzione delle infrazioni stradali e introdurre un sistema di incentivi che premi i driver più virtuosi. 

 

8 – Scegliere i veicoli più sicuri

Le vetture utilizzate per lavoro sono più sicure in Italia che in altri Paesi europei. Lo dimostra uno studio del Corporate Vehicle Observatory di Arval dal quale risulta che per quasi l’80% delle aziende italiane la sicurezza al volante è una priorità assoluta. La dotazione di sicurezza è per i fleet manager italiani un parametro fondamentale per l’inserimento di un modello nella Car Policy aziendale. Tra i dispositivi più utili, secondo i fleet manager italiani, ci sono il rilevamento della stanchezza del guidatore, la frenata automatica in caso di emergenza e il mantenimento della distanza di sicurezza. 

 

9 – Effettuare veloci verifiche di manutenzione

Non sempre incidenti o guasti sono responsabilità del conducente. Lo svolgimento di regolari controlli di manutenzione su tutti i veicoli della flotta minimizza enormemente questi rischi. 

 

10 – Miglioramento continuo

Non c’è un punto di arrivo quando si parla di sicurezza. Si tratta piuttosto di un’ambizione continua e costante verso la sua integrazione come punto fermo nella cultura aziendale. Fondamentali sono il monitoraggio dei dati disponibili per misurare l’efficacia della policy, e continuare a impegnarsi per la riduzione del numero di sinistri e infortuni.