Renault Mégane: questione di feeling

di Paolo Artemi

Grande o media? Questa domanda che spesso i fleet manager si pongono è intrigante. La risposta è molteplice, ma riconducibile a due linee di pensiero. Ci sono costruttori che attraverso il family feeling producono modelli di dimensioni diverse, ma molto somiglianti tra di loro. Ce ne sono altri che, invece, trasferiscono comfort e tecnologia a piene mani dalle auto grandi alle medie, fino alle compatte. Oppure una media con telematica e assistenza alla guida da berlina di lusso. È il caso di Renault che sta facendo sfracelli di vendite con quasi tutti i suoi modelli tra i privati semplicemente perché spalma servizi telematici e sicurezza elettronica sull’intera gamma. Ne è un esempio Mégane 2016

Design audace

A cominciare dallo stile, i designer della Mégane 2016 non sono stati timidi, a vedere la maxi losanga del marchio piantata al centro della mascherina come una medaglia al merito, o la mega C della firma luminosa a Led che caratterizza i fari anteriori mentre sulla coda spiccano i fanali a Led che si prolungano in orizzontale per quasi l’intero portellone. Più lunga (4,36 m, sei cm in più del modello precedente) e più bassa, si presenta ben piantata a terra per merito delle ruote generose e dei parafanghi posteriori muscolosi.

 

Consumi scozzesi

A spingere la Mégane ci pensa il quattro cilindri diesel 1.5 dCi in versione da 110 cavalli, un propulsore dalle notevoli doti, finito anche sotto il cofano di alcuni modelli Mercedes e Infiniti, che in questa occasione spicca per i consumi scozzesi: nella nostra prova oltre 25 km con un litro di gasolio, accoppiato alla trasmissione automatica Edc doppia frizione a sei rapporti (un optional, ma si tratta di soldi ben spesi), perfetto per i macinatori di chilometri.

Interni hi-tech

L’abitacolo ruota intorno a un elemento che arriva dalle ammiraglie Espace-Talisman: il touch screen da 8,7 pollici del sistema d’info intrattenimento R-Link 2, che troneggia in verticale in mezzo alla plancia. Le poltrone sono grandi e ben profilate. Dietro in due si viaggia comodi e il baule è davvero ampio, 385 litri. Una chicca è la strumentazione, risolta con un cruscotto telematico Tft (transistor a pellicola sottile), che dà vita a una matrice attiva che consuma pochissima energia. A non far staccare gli occhi dalla strada, poi, c’è un essenziale head-up display a colori che fornisce dati su velocità e segnaletica. La chiave è una specie di carta di credito che si tiene in tasca, apre le porte e il baule e permette la messa in moto.

 

Supersicura

Megane si rivela super sicura, merito di numerosi dispositivi elettronici intelligenti. La tangenziale è il terreno giusto per testare il cruise control adattivo: si imposta una certa velocità e Mégane segue, accelera e rallenta in base a come si muove la fila di auto. Poi ci sono un sacco di sensori, il monitoraggio degli angoli ciechi, l’avviso di uscita involontaria dalla corsia di marcia e il parcheggio assistito, controllato con il Multi-Sense. Questo dispositivo, per chi ancora non sapesse cos’è, consente di personalizzare la risposta dello sterzo, del motore, dell’acceleratore, del cambio automatico. Il tutto in base a cinque modalità: Sport, Neutral, Comfort, Perso ed Eco. 

 

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